Nel mese di maggio 2 mila assunzioni. Il Paese e le imprese vogliono ripartire

Le imprese italiane vogliono ripartire. Nel mese di maggio 2 mila assunzioni, ed entro fine anno si potrebbe recuperare l'80% delle perdite.

La situazione settore lavoro sembra essere meno grave e disastrosa di quello che si aspettava, Ad affermarlo Rosario Rasizza il presidente di Assosomm, in uno spirito ottimista e positivo. Entro la fine di quest’anno c’è la reale possibilità di recuperare l’80% dei danni subiti a causa del Coronavirus. Le assunzioni nel mese di maggio arrivano a 2 mila. Ecco come il Paese sta lentamente ripartendo.


A maggio 2 mila assunzioni

L’emergenza da Coronavirus ha costretto l’intero Paese a fermarsi per un determinato periodo di tempo, fatta eccezione per le attività di primaria necessità. Tanti i lavoratori messi in cassa integrazione, per evitare spostamenti, contatti e di conseguenza il rischio di incrementare ancora di più i contagi. Ora, la situazione sembra essere migliorata, così da poter entrare a pieno ritmo nella Fase 2 di riapertura e ripresa del Paese. Secondo Rosario Rasizza, amministratore delegato di Openjobmetis e presidente di Assosomm, ossia l’associazione che riunisce le agenzie per il lavoro, nel mese di maggio si sono avute 2 mila assunzioni. Un dato non indifferente, che lascia ben sperare per il futuro. La situazione agli occhi di Rasizza non sembra essere così catastrofica come ci si poteva aspettare dopo uno stop di lungo termine. Inoltre, entro la fine dell’anno, si potrebbero recuperare circa l’80% delle perdite e dei danni avuti a causa del Coronavirus. Un messaggio di speranza e positività di cui l’intera Italia necessita in questo delicato periodo.

Speranze per il futuro lavorativo

Sono tante le aziende che hanno ripreso le loro attività, anche se in maniera differente, rispettando tutte le norme sulla sicurezza. Dall’altra parte, ci sono anche quelle realtà che hanno deciso di non riaprire i battenti, in quanto le spese da sostenere sono troppo elevate rispetto ai possibili introiti. Tuttavia, la maggior parte delle aziende è pronta a ripartire, ad incominciare la produzione, riorganizzando il lavoro, i turni e le mansioni dei dipendenti. Certo, sono stati tanti i cassaintegrati, dati normali visto lo stop prolungato delle attività produttive, ma la situazione sta lentamente camminando verso la ripresa. Rasizza: “Nella prima ventina di giorni di maggio come Openjobmetis abbiamo fatto quasi 2 mila assunzioni in più del mese precedente.” Sicuramente il cammino sarà lungo e tortuoso, soprattutto per particolari settori come la ristorazione ed il turismo, ma nulla è impossibile. Prendendo le dovute misure di precauzione anche tali settori potranno risollevarsi.

La riorganizzazione del lavoro ai tempi del Coronavirus

Visto e considerato che il virus non è ancora stato sconfitto, ma continua a vivere con noi, diventa assolutamente indispensabile prevenire i contagi. L’unica arma davvero efficace che abbiamo a disposizione è quella del distanziamento sociale e dell’uso dei dispositivi di protezione. Dunque, mascherine, guanti e gel igienizzanti per tutti. Nel corso dei prossimi mesi questi semplici ma efficaci strumenti continueranno a farci compagnia, ed in fin dei conti ci abitueremo ad indossarli. Anche sul posto di lavoro il rispetto delle norme sulla sicurezza è indispensabile, ed il datore di lavoro deve vigilare in maniera che tutti possano rispettarle. Fino a quando non avremo un vaccino, la situazione Coronavirus dovrà essere controllata ed affrontata con particolare attenzione e senso di responsabilità da parte di ogni singolo individuo, non solo sul posto di lavoro.

Lavoro da casa con lo smart working

La formula di lavoro che negli ultimi mesi ha spopolato e continuerà su questa scia è lo smart working. Lavorare da remoto, senza dover uscire per recarsi in ufficio ogni giorno, rappresenta un elemento aggiuntivo contro l’incremento dei contagi. Se nel periodo di lockdown tante aziende hanno optato per questa particolare forma di organizzazione del lavoro, oggi si continua a prediligere il lavoro agile, nei casi in cui possibile. Ovviamente non tutti i lavori possono essere svolti da casa, ma tutto il settore amministrativo ben si presta al lavoro da remoto. Anche nella Fase 2 lo smart working sarà incentivato e prediletto da tante aziende, anche perché attraverso questa nuova organizzazione, l’azienda ha meno spese da dover sostenere.

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