Nuova Imu per una semplificazione normativa. Ecco le ultime novità

Si parla già di nuova Imu ossia della fusione tra le due imposte di Imu e Tasi. Il tutto per una semplificazione normativa in materia. La proposta è stata avanzata dalla Lega. Con la fusione delle due imposte i contribuenti non vedranno aumentare la somma dell’imposta dovuta.  Ecco le novità in materia.


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Nuova Imu: di cosa si tratta?

Lo scorso 7 dicembre 2018 è stata depositata alla Camera la proposta di legge che prevede la fusione tra le due imposte di Imu e Tasi, voluta a gran voce dalla Lega. Lo scopo principale della fusione tra le due imposte che darà vita a quella che già viene chiamata nuova Imu, è quello di semplificare la normativa relativa alle due imposte, riducendo il tutto ad un unico testo normativo che disciplina la tassazione sugli immobili.

Una generale semplificazione sia disciplinare che burocratica, facilmente gestibile anche dai contribuenti stessi, che si vedranno arrivare a casa un modulo precompilato per il versamento di quella che sarà la nuova Imu, ossia un’unica imposta neutra. La fusione delle due tasse non comporterà alcun aumento delle somme dovute. Infatti lo scopo è quello di presentare ai cittadini una soluzione semplificata non quello di aumentare il peso della tassazione.

Cosa prevede la nuova Imu

La proposta di legge avanzata per la fusione di Imu e Tasi definisce l’aliquota massima del 10,6 per mille, derivante dalla fusione stessa delle due imposte. Tuttavia risulta essere indispensabile cercare un accordo ed una collaborazione con le amministrazioni locali per definire la portata dell’imposta stessa. L’obiettivo principale della nuova Imu è quello di semplificare lo scenario presente per quanto riguarda le tasse sugli immobili. I comuni invieranno ai contribuenti dei moduli precompilati per il versamento della tassa. Altro importante scopo della proposta di legge è quello della semplificazione delle delibere comunali, il tutto tramite l’utilizzo di un modello unico per tutte le amministrazioni. Questo renderebbe più semplice anche il lavoro del Ministero dell’Economia nella raccolta dei dati connessi ai differenti comuni.

Con la fusione delle due imposte aumenterà la tassazione?

La preoccupazione maggiore per tutti i contribuenti è quella relativa all’ammontare della nuova tassa. La fusione tra Imu e Tasi comporterà l’aumento della tassazione? La risposta è no. Infatti lo scopo, come sottolinea Alberto Gusmeroli il vice presidente della commissione Finanze della Camera ed anche il primo firmatario del testo relativo alla proposta di legge è quello di semplificare la normativa, non quello di aumentare la tassazione.

Via la giungla di aliquote che purtroppo oggi sono presenti nei vari comuni. Si punta ad una formula semplificata ed unitaria per tutte le amministrazioni. Insomma, risulta davvero inutile, secondo Gusmeroli avere due tasse molto simili tra loro, con altrettanti doppi calcoli da effettuare e doppie cose da dover pagare. Andare a semplificare il sistema, riducendo il peso della tassazione sui cittadini stessi è l’unico modo davvero efficace per poter rilanciare l’intera economia.

Trovare soluzioni condivise con le amministrazioni locali

Purtroppo oggi ci sono una marea di differenti aliquote applicate dalle varie amministrazioni locali, per quanto riguarda Imu e Tasi. Questo spesso comporta delle vere e proprie disparità di trattamento tra i contribuenti dei diversi comuni. L’obbiettivo è evitare tutto questo, arrivando ad una tassa unica che possa essere condivisa da tutti. A tal proposito il progetto di legge ha fissato delle audizioni con gli enti locali e l’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani). Queste audizioni inizieranno dalla settimana prossima, così da accelerare tutto il processo per l’approvazione ed attivazione della nuova Imu. Lo stesso Gusmeroli sottolinea come sia importante andare a semplificare la burocrazia troppo complessa del nostro Paese, in tempi brevi. Vedremo come si evolverà la situazione tenendovi tempestivamente aggiornati.