Pensione di aprile: pagamenti a scaglioni per evitare assembramenti

Pensione e Coronavirus. La mensilità di aprile potrebbe essere messa in pagamento anticipato e scaglionato fino al 1° aprile

Al tempo del Coronavirus risulta essere assolutamente indispensabile evitare la creazione di assembramenti, anche in riferimento alla riscossione della pensione. Il Governo con Poste Italiane ed Inps sta lavorando a nuove strategie di erogazione dell’assegno pensionistico di aprile, per evitare affollamenti e la creazione di code interminabili. Ecco cosa potrebbe cambiare.


Pensione e Coronavirus

Sono tanti i pensionati preoccupati su possibili ritardi sul pagamento della pensione a causa del Coronavirus. Altra preoccupazione è che l’ammontare dell’assegno pensionistico possa essere dimezzato o comunque diminuito, per far fronte alle ingenti spese che il Governo sta sostenendo a causa dell’emergenza sanitaria, che tutto il nostro Paese sta vivendo da ormai svariate settimane. Tutto falso. Non ci saranno ritardi nell’erogazione della pensione e neanche eventuali tagli. Anzi, il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha sostenuto che, probabilmente i pagamenti di aprile saranno addirittura anticipati di qualche giorno. Lo scopo resta quello di evitare assembramenti e la creazione di lunghe code in tutte le realtà, dunque anche in riferimento alla riscossione dell’assegno previdenziale. Bisogna evitare che gli anziani si accalchino alle Poste, tutti insieme e negli stessi giorni. Il pagamento della pensione di aprile a scaglioni, potrebbe essere una valida soluzione.

Novità nel pagamento della pensione di aprile

Nunzia Catalfo, ha affermato possibili nuove misure da applicarsi all’erogazione della pensione di aprile. Ai tempi del Coronavirus è assolutamente vietato creare assembramenti, ed è particolarmente importante proteggere le persone anziane da questo virus. Per tale motivo, il Ministro ha sottolineato come il Governo sia in trattativa con Poste Italiane ed Inps, per pensare a delle misure sui pagamenti degli assegni pensionistici. Una possibile soluzione consiste nell’anticipare il pagamento al 26 marzo e scaglionarlo fino al 1° aprile. In questo modo si eviteranno assembramenti di persone e lunghe file alle Poste. Ovviamente, si agevola la riscossione della pensione tramite bancomat, modo semplice e rapido. Bisogna ancora chiarire le modalità ed i criteri di questo scaglionamento. A chi sarà erogata prima la pensione?

Criteri per lo scaglionamento dei pagamenti

I criteri che saranno adoperati per garantire lo scaglionamento della pensione, sono ancora da decidersi e rendersi noti. Tuttavia, si pensa di dare la precedenza agli anziani che adoperano il bancomat per riscuotere il proprio assegno. Altra strategia potrebbe essere quella di seguire un preciso ordine alfabetico, in maniera da contenere giornalmente il numero di persone che si recano agli uffici postali per riscuotere la pensione. Tuttavia, il calendario completo e definitivo relativo ai pagamenti di aprile, sarà reso noto non appena il Governo avrà raggiunto un accordo con gli altri attori coinvolti. Bisogna garantire una buona e sicura strategia di erogazione della pensione di aprile, nel pieno rispetto delle direttive e delle ordinanze, emanate dalle autorità relative al Coronavirus.

La rivalutazione degli assegni di aprile 2020

Gli assegni pensionistici dal mese di aprile cresceranno, per mezzo della rivalutazione pari al 100% dell’indicatore Istat. Tale rivalutazione è riconosciuta a tutti i percettori di pensione fino a 4 volte il minimo erogato dall’Inps. Lo spesso Istituto di Previdenza Sociale ha emanato una circolare in cui comunica ai pensionati che la mensilità di aprile sarà erogata secondo le disposizioni della Legge di Bilancio 2020. Questa ha introdotto il nuovo meccanismo di rivalutazione automatica relativa ai trattamenti pensionistici 2019-2021. Tale meccanismo prevede ad esempio l’eliminazione della fascia di rivalutazione dei trattamenti pensionistici compresi tra 3 e 4 volte il trattamento minimo, ora accorpata alla fascia di rivalutazione del 100%.

Altro interrogativo che molti si pongono è cosa succederà alla tanto attesa riforma pensionistica a fine Coronavirus? Ebbene ancora non abbiamo sicurezze su questo versante, in quanto oggi la massima attenzione del Governo è certamente rivolta al superamento della crisi sanitaria, che ormai è diventata di notevole portata su tutto il territorio nazionale.