Pensione e Coronavirus: il prepensionamento e l’uscita anticipata dal mondo del lavoro

Andare in pensione prima del tempo a causa del Coronavirus. Ecco alcune misure che permettono di accedere al prepensionamento

Il Coronavirus ha fatto e continua a far sentire i suoi effetti non solo sul versante sanitario ma anche economico. Quando tutta questa situazione sarà finita, dovremo fare i conti con la crisi economica. Per le aziende non sarà facile risollevarsi ed in alcuni casi saranno costrette a licenziamenti. E’ possibile pensare ad un prepensionamento a causa del Coronavirus?


Il prepensionamento a causa del Coronavirus

Pensione anticipata: RITA e Ape volontaria

Quando il Coronavirus sarà solo un brutto ricordo, il nostro Paese come tanti altri, si troverà alle prese con una crisi economica. Infatti, oggi i danni del propagarsi del virus non sono solo a livello sanitario, ma anche economico. Tante le aziende che si sono fermate, tante le attività che hanno momentaneamente chiuso i battenti, tanti i lavoratori costretti a rimanere a casa. Insomma, anche dal punto di vista economico la situazione non è rosea e potrebbe aggravarsi se non si esce al più presto da questa emergenza sanitaria. Per le aziende non sarà facile riprendersi, a fronte delle perdite di fatturato che hanno già registrato. Da non escludere la possibilità di licenziamenti, per far fronte a tutte le spese aziendali. Per questo motivo, già da ora si stanno pensando a delle strategie di prepensionamento per Coronavirus.

Lo scopo è quello di accompagnare al pensionamento anticipato, tutti coloro che sono ormai prossimi alla pensione. Ad oggi ci sono già misure che permettono questo. Vediamone alcune.

L’isopensione

Quando parliamo di isopensione ci riferiamo ad una misura che permette di accedere in anticipo alla pensione. Introdotta dalla legge Fornero, per il periodo 2018-2020 l’isopensione consente di uscire dal mondo del lavoro fino a 7 anni prima la maturazione dei requisiti necessari per la pensione di vecchiaia o anticipata. Naturalmente per accedere a tale misura bisogna soddisfare determinati requisiti i quali devono essere attestati e documentati dall’Inps. In particolare bisogna avere:

  • almeno 60 anni e 6 mesi di età anagrafica più 13 anni di contributi versati, in quanto gli attuali requisiti per accedere alla pensione di vecchiaia sono 67 anni di età e 20 anni di contributi;
  • almeno 35 anni e 10 mesi di contributi versati per gli uomini, 34 anni e 10 mesi di contributi per le donne, in quanto i requisiti della pensione anticipata fino al 2026 sono 42 anni e 10 mesi per gli uomini, 41 anni e 10 mesi per le donne.

Questa formula di pensione, può essere adoperata solo dalle aziende con più di 15 dipendenti, il tutto solo dopo apposito accordo raggiunto con i sindacati

Pensione ed assegno straordinario

L’assegno straordinario di sostegno al reddito permette di andare in pensione 7 anni prima del tempo. Si tratta di una misura che non è una pensione vera e propria ma qualcosa che può essere paragonata alla cassa integrazione straordinaria, a carico dell’azienda. Inoltre, si tratta di una soluzione adoperata dalle aziende che si trovano immerse in processi di ristrutturazione, organizzazione e destinatarie dei fondi di solidarietà di credito ordinario, credito cooperativo, delle poste italiane, dei tributi erariali, delle ferrovie, delle imprese assicuratrici e società di assistenza.

L’ape sociale

Anche per il 2020 sarà possibile beneficiare dell’Ape sociale per accedere alla pensione anticipata. Si tratta di una misura di accompagnamento alla pensione, di cui possono beneficiare i soggetti che hanno compiuto 63 anni di età ed appartenenti alle seguenti categorie: i disoccupati da molto tempo, soggetti con più del 74% di invalidità, addetti ai lavori gravosi, i caregivers. Per quanto riguarda le prime tre categorie, se queste vogliono accedere alla misura, devono possedere almeno 30 anni di contributi, mentre per i lavoratori gravosi sono necessari almeno 36 anni di contributi. Non è tutto, in quanto per le donne sono previsti degli sconti ed agevolazioni in termini di requisiti pari ad 1 anno per ogni figlio, fino ad un massimo di due. L’ape sociale, come le altre misure elencate, si calcola con le stesse modalità di calcolo della pensione futura.

La Naspi

Altra misura a sostegno dei lavoratori è la Naspi, indennità di disoccupazione che si rivolge ai lavoratori dipendenti. Per accedere ad essa, bisogna aver versato almeno 13 settimane di contributi negli ultimi quattro anni, così come bisogna dimostrare di aver lavorato almeno 30 giorni nel corso dell’anno. Inoltre, solamente chi si trova nello stato di disoccupazione può avere accesso alla Naspi. Il rapporto di lavoro deve essere terminato non per volontà del lavoratore ma per altre cause di forza maggiore. Ricordiamo che durante la percezione dell’indennità di disoccupazione Naspi, vengono accreditati i contributi figurativi per la pensione. La Naspi può essere corrisposta ai beneficiari per un massimo di 24 mesi, nel caso in cui gli ultimi 4 anni risultano coperti da contribuzione.