Pensioni anticipate: Quota 100 e la sua “misura gemella”. Le ultime novità

Il dibattito sulle pensioni torna a farsi sentire, in attesa della riforma previdenziale. Quota 100 e la sua "misura gemella" di cui pochi parlano

Il tema delle pensioni rimane caldo e particolarmente delicato, anche quando si fa riferimento a misure di pensionamento anticipato. L’emergenza Covid ha messo in pausa per qualche mese il dibattito sulla riforma previdenziale. Ora l’attenzione del Governo torna su questi ed altri temi, con particolare riferimento a Quota 100, ma non si parla della sua misura gemella che resterà in vigore fino il 2026. Vediamo di cosa si tratta.


Il dibattito sulla riforma pensioni

andare in pensione
image by Phovoir

Il Governo e le varie forze politiche, dopo l’emergenza sanitaria da Coronavirus, tornano ad affrontare temi tradizionali e sempre caldi, come quello delle pensioni. L’attuale sistema previdenziale italiano deve essere modificato, per renderlo più attinente a quelle che sono le caratteristiche del mondo del lavoro e delle società moderne. In primis si punta ad una maggiore flessibilità, ma anche a strategie che consentano di percepire una pensione dignitosa anche a chi trova un’occupazione in tarda età o chi svolge lavori discontinui. L’attenzione ricade anche sulle forme di pensionamento anticipato, con particolare riferimento a Quota 100. Ricordiamo che si tratta di una misura di carattere sperimentale, non eterna ma destinata ad una fine.

Questa, entrata in vigore lo scorso anno, consente ai lavoratori dipendenti, autonomi e parasubordinati di andare in pensione anticipata, nel momento in cui maturano il requisito contributivo di 38 anni ed un requisito anagrafico di 62 anni. Ovviamente si tratta di requisiti meno rigidi e stringenti rispetto a quelli che valgono per la pensione di vecchiaia. La scadenza di questa misura previdenziale è fissata al 31 dicembre 2021.

Quota 100 fino al suo scadere naturale

Pare sia sempre più certo che la pensione anticipata con Quota 100 resti in vigore fino al tempo prestabilito inizialmente, ossia il 31 dicembre 2021. Secondo quanto emerge dal Rapporto sul coordinamento della finanza pubblica 2020 della Corte dei Conti, le persone che hanno beneficiato di Quota 100 in quanto hanno raggiunto i requisiti minimi per accedervi, sono stati più di 5 mila, cioè il 3% del totale. Altro dato importante che emerge agli occhi è quello relativo all’anzianità dei pensionamenti con Quota 100. La maggior parte dei soggetti che ne hanno usufruito aveva tra i 40 ed i 41 anni di anzianità contributiva, con una minima distanza dalla soglia prevista per l’uscita anticipata dal lavoro.

In particolare circa la metà degli uomini è andata in pensione a 41 anni di anzianità, mentre le donne a 40 anni di anzianità. Se facciamo un discorso di età anagrafica dai dati emerge come la maggior parte dei soggetti pensionati che hanno optato per Quota 100 hanno avuto 66 anni, già vicini all’età per la pensione di vecchiaia.

La misura “gemella” di Quota 100

Dal momento della sua entrata in vigore, la pensione anticipata con Quota 100 ha sempre attirato l’attenzione di molti. Tanti i pareri contrastanti sulla vicenda, tra coloro che hanno sostenuto questa strategia di pensionamento anticipato e coloro che invece non hanno esitato neanche un attimo a criticarla ed attaccarla. In pochi hanno però fatto cenno a quella che può essere definita la “misura gemelladi Quota 100, quella che a quanto pare avrà una durata effettiva fino il 2026. Si tratta di una strategia che pure pesa sulla sostenibilità pubblica. Questa sarà valida anche nel caso di un eventuale rinnovo di Quota 100. Stiamo parlando del blocco del requisito contributivo pari a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e e 41 anni e 10 mesi per le donne.

Ci si chiede se questa sia destinata a diventare una regola strutturale ed entrerà a far parte della futura e tanto attesa riforma sulle pensioni, la stessa che dovrebbe garantire equità intergenerazionale e sostenibilità. Non ci resta che aspettare per vedere gli esiti della questione e godere di una effettiva ed efficace riforma previdenziale.



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