Pensioni: cosa succederà a fine Quota 100? Verso una riforma previdenziale

Cosa succederà alle pensioni quando a fine 2021 la misura sul pensionamento anticipato Quota 100 decadrà? Il dibattito si fa acceso ed intenso

Nel corso degli ultimi giorni, anche in emergenza Coronavirus, il discorso sulle pensioni si è riacceso. Un argomento che resta sempre attuale ed accende gli animi non solo delle forze politiche ma dei cittadini stessi. In particolare, bisogna pensare e lavorare ad una nuova riforma previdenziale, soprattutto ora che Quota 100 è agli sgoccioli. Necessità di una maggiore flessibilità in grado di regolare l’uscita dal mondo del lavoro.


Verso una nuova riforma sulle pensioni

pensione

Il tema delle pensioni resta molto caldo e discusso. Dopo il periodo di emergenza sanitaria da Coronavirus che ha letteralmente investito il nostro Paese, sembra che l’attenzione della politica sia tornata sulla delicata questione delle pensioni. Resta indispensabile lavorare ad una nuova ed efficace riforma previdenziale, in grado di rispondere alle esigenze dei lavoratori e del mondo del lavoro stesso. Più flessibilità in uscita, in maniera tale da superare la riforma Fornero ormai non più in linea con i tempi. Non è tutto, in quanto, tra un anno e mezzo anche la misura sperimentale sul pensionamento anticipato Quota 100 scadrà. A maggior ragione, il Governo è chiamato a trovare delle valide soluzioni a questa misura in un arco di tempo abbastanza breve.

Pensionamento anticipato con Quota 100

Quota 100 è una misura sperimentale valida fino al termine del 2021. Questa consente di accedere al pensionamento in anticipo, senza dover attendere i requisiti per la pensione di vecchiaia. In particolare, questa formula, che ha avuto notevole successo nel corso dei mesi, consente ai cittadini di uscire dal mondo del lavoro con almeno 62 anni di età e 38 di contributi. Infatti, 100 è proprio il risultato della somma tra età anagrafica ed anni di contributi versati nel corso della propria carriera professionale. Quota 100 fu introdotta nel 2019 dal governo Lega e M5s. Si tratta di un’alternativa per lasciare il mondo del lavoro in anticipo, senza dover attendere i 67 anni necessari per accedere alla pensione di vecchiaia. Tuttavia, la sperimentazione delle pensioni anticipate con Quota 100 è agli sgoccioli. C’è tempo fino al 2021 per studiare altre misure previdenziali utili ed efficaci. Sicuramente le trattative con le parti sociali saranno accese e non molto brevi.

L’ipotesi pensioni anticipate con metodo contributivo

Come accennato nelle righe precedenti, le forze politiche devono mettersi a lavoro per pensare a nuove misure previdenziali, in grado di non penalizzare nessuno. Dopo Quota 100 che ha fatto molto discutere sulla sua reale efficacia ed utilità, avanzano differenti ipotesi sulle pensioni future. In particolare, c’è l’idea di introdurre una pensione anticipata totalmente contributiva. Tuttavia, in questo modo, saranno penalizzati tutti quei soggetti che hanno avuto delle carriere professionali non continuative ed instabili. Avanza anche l’ipotesi di incrementare ulteriormente l’età anagrafica per andare in pensione. Una proposta totalmente rigettata dai sindacati. Sicuramente il dibattito è ancora aperto e sarà ricco di colpi di scena, si spera di carattere positivo e non negativo. I diritti dei lavoratori e di coloro che aspettano con ansia la pensione devono essere garantiti e rispettati.

Pensioni: ancora un anno e mezzo di tempo

Partito il countdown Quota 100. Le sorti di questa misura sperimentale sembrano ormai ben chiare, anche se alcune forze politiche puntano ad un suo rinnovo. Già a fine anno si potrebbero avere delle informazioni più dettagliate e precise riguardo al post Quota 100, così da rendere il quadro pensioni più chiaro agli occhi di tutti. Il confronto tra il Governo e le varie parti sociali, che ha avuto un brusco ed improvviso arresto a causa del Coronavirus, è già ripartito, ma nel corso dei prossimi mesi si farà particolarmente acceso ed intenso. Ad oggi le forze politiche sono ancora impegnate a lavorare sulla gestione della crisi economica portata dal Covid-19 sull’intero Paese. Si spera che i fondi pubblici siano spesi nel migliore dei modi, garantendo delle misure che possano davvero essere di sostegno ai cittadini, siano essi lavoratori, pensionati o prossimi al pensionamento.



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