Perché non riusciamo a sceglierci il lavoro giusto?

Motivazioni sia interne che esterne influenzano la nostra capacità di sceglierci il lavoro giusto. Bisogna necessariamente tenerne conto.

Perché quando cambiamo lavoro, spesso, pensiamo di ave trovato quello giusto e invece poi non è mai così? Non è questione di non saper scegliere, è più che altro che scegliere è difficilissimo sia per motivi esterni che per motivi prettamente nostri. Quante volte guardi un sito di un’azienda e dici “sì questa fa al caso mio” perché la home page è piena di valori, idee e via dicendo. Ma nella pratica poi queste cose diventano difficili da applicare in ogni ambito. Il brand marketing è una parte importante della vita di una società.


Cosa si vuole da un lavoro

lavoro giusto

Sostanzialmente da un lavoro vogliamo tre cose: un posto dove ci siano competenze e responsabilità, un senso di comunità e affiliazione e l’impressione di far parte di qualcosa che conti. Ma se tutti sappiamo cosa vogliamo, perché così spesso sbagliamo lavoro? Ci sono effettivamente dei motivi precisi.

I soldi parlano e noi li ascoltiamo

Se lo stipendio ci piace siamo sicuramente più propensi ad accettare il lavoro senza nemmeno capire bene cosa sia. Non dovremmo farlo? Sì è vero, ma il denaro è comunque un motivatore eccezionale. Anche quando diciamo di accontentarci di uno stipendio minore per avere più tempo libero, molto spesso non facciamo quella scelta. Come detto, i soldi parlano, e anche tanto.

Tolleriamo troppo i cattivi lavori

Anche quando veniamo messi a fare lavori senza importanza, troppo spesso non cerchiamo di tirarci fuori da quella condizione, ma fondamentalmente lasciamo correre e rimaniamo lì dove siamo facendo cose che non ci interessano e che non abbiamo voglia di fare. Siamo forse più bravi a tenere un cattivo lavoro che una cattiva relazione. Questo succede anche nella migliore compagnia del mondo, di conseguenza non bisogna esserne sorpresi.

Poca attenzione a noi stessi vuol dire scelte limitate

Quando decidi di metterti in proprio ti senti formalmente in cima al mondo, sei tu il padrone di te stesso e la cosa ti fa star bene. Però, solo una tra non si sa quante potrà diventare la nuova Google, forse. Non è detto che seguire le proprie passioni, senza usare troppo la testa, porti da qualche parte. Dipende. In ogni caso la poca attenzione verso noi stessi limita sicuramente le scelte intelligenti che potremmo fare. E’ ovvio che in caso di apertura di un’azienda, per una che va bene ce ne sono milioni che falliscono. E’ un po’ come giocare al gratta e vinci insomma, solo che bisogna metterci anche competenze, impegno, passione, tempo. In media chi sceglie di lavorare in proprio lasciando il proprio lavoro da dipendente finisce per lavorare di più e guadagnare di meno quindi, in media, torna se riesce al suo ruolo di prima, da dipendente.

E’ difficile sapere cosa aspettarsi

Pur facendo molte ricerche è comunque piuttosto complicato sapere quale sia il destino che ci attende in una qualsiasi azienda. Come già detto il brand marketing è una parte importante della vita delle aziende e può per così dire trarre in inganno. Anche i lavori “peggiori” possono, con le parole, essere descritti come lavori interessanti. Un processo di selezione presuppone la persona giusta nel posto giusto, ma se la persona può anche essere giusta per quel ruolo, ma quel ruolo non lo vuole, si crea un problema quando quella persona è già stata assunta. Quindi se il ruolo è troppo lontano da quello che ti aspetti, o aspettavi, sarà molto difficile poi intraprendere una carriera soddisfacente.

Motivi interni ed esterni

Come abbiamo visto ci sono sia motivi interni che esterni che condizionano la nostra scelta dell’attività lavorativa quando non va bene. I soldi sono una motivazione esterna, perché è comunque sempre difficile resistere al loro richiamo, anche se i criteri che dovremmo usare dovrebbero essere in numero maggiore e più vari, il “vile” denaro ha sempre il suo fascino. La poca attenzione o la troppa fretta è invece un motivo interno che ci porta a scegliere secondo le nostre passioni senza però conoscere esattamente la realtà in cui ci andiamo a cacciare.

Questo come abbiamo visto vale non solo per il lavoro dipendente ma anche per il lavoro in proprio. Forse per quest’ultimo vale ancora di più perché la scelta è più radicale. Una soluzione pur parziale è un’infinita calma prima dello scegliere. Il non sapere esattamente cosa ci aspetta invece è un’altra motivazione esterna. Anche senza buttarcisi a capofitto, è difficile capire prima dove ci si sta andando a infilare ed infatti quello va anche un po’ a fortuna. Certo fare delle ricerche prima, cercare di contattare persone che lavorano dentro l’azienda, leggere delle recensioni se ci sono aiuta molto ma non è di fatto possibile sapere esattamente cosa ci aspetterà una volta assunti o una volta aperta un’azienda nostra. Il rischio che non sia ciò che ci aspettiamo c’è e ci sarà sempre.

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