Quanto il web può essere utile nella ricerca di un lavoro?

Il web adoperato sia nella ricerca di occupazione che nel reclutamento di personale. Ecco la sua concreta efficacia

In che misura il web è un canale di incontro tra domanda ed offerta di lavoro? Ecco come i recruiter guardano ed utilizzano il web, per la ricerca di forza lavoro. Intanto sono sempre di più i candidati alla ricerca di un’occupazione, che si affidano ad Internet, alla ricerca di annunci e di potenziali datori di lavoro.


Il peso del web nella ricerca di un lavoro

lavoro online

Il peso del web come strumento nella ricerca di un lavoro, aumenta sempre di più. Con esso è in aumento anche l’importanza del personal branding in rete. A fornirci interessanti e significativi dati su questo aspetto è la nuova edizione del Work Trends Study, la ricerca che è stata realizzata da Adecco, con la collaborazione dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. La ricerca si è concentrata in particolar modo sull’analisi dell’impatto del digitale nelle risorse umane. Il web è adoperato sia da chi è alla ricerca di un lavoro, sia dai recruiter, che analizzano i Cv pervenuti e cercano informazioni sui candidati stessi.

Il tempo dedicato al digitale per la ricerca di lavoro e per il reclutamento di personale

Secondo i dati emersi dalla ricerca sopra descritta, i candidati spendono il 72% del loro tempo a disposizione nella ricerca di un lavoro utilizzando il web. Dall’altra parte, i recruiter passano circa il 45,1% del loro tempo sul web, ad analizzare i profili. I recruiter stessi, sono sempre più convinti che l’attività di reclutamento online, faccia risparmiare tempo e risorse. Anche i social network aumentano la loro influenza nel mondo del lavoro e nella ricerca di un’occupazione. Per il 57,7% LinkedIn si conferma il social più adoperato, un punto di riferimento nella ricerca di annunci e per entrare in contatto con possibili datori di lavoro. Anche l’uso di Facebook per scopi lavorativi si incrementa arrivando ad una percentuale del 31,7% rispetto al 27% del 2015. Anche Instagram ha ormai fatto il suo debutto come strumento di ricerca di occupazione, superando per certi versi Twitter.

Tali social perdono però peso nel lavoro degli HR. Basta guardare i numeri per rendersi conto come LinkedIn scende dall’88% al 73,6%, Facebook scende dal 28% al 14,4%. Instagram (15,3%) anche in questo caso supera Twiter (11,4%).

I social network utilizzati in maniera tradizionale nella ricerca di un lavoro

La ricerca ha anche messo in evidenza come i social siano usati in maniera del tutto tradizionale sia dai candidati che dai recruiter. Cerchiamo di spiegare questo fatto. Il 61% di chi è alla ricerca di un lavoro, adopera i social soprattutto per cercare annunci di lavoro, mentre il 52,3% lo usa per rispondere alle candidature, così come il 50,1% si mette alla ricerca delle pagine di possibili datori di lavoro. Dall’altra parte, il 72% degli HR utilizza il web per verificare i CV pervenuti, mentre il 48,1% adopera le piattaforme web per scoprire informazioni di vario tipo sui candidati stessi.

Aumentano i casi in cui gli HR escludono un candidato dopo aver dato un’occhiata ai suoi profili sui social network, nello specifico parliamo del 44,1% degli HR. Cala anche la percentuale dei soggetti che dopo essere stata contattata dall’azienda tramite web, ha realmente ottenuto il posto di lavoro.

Il web è davvero efficace nella ricerca di un lavoro?

Anche se gli strumenti web sono sempre più utilizzati nella ricerca di un lavoro, la percentuale della loro concreta efficacia rimane bassa. I social ed il web in generale è adoperato dall’85% dei candidati, ma di questi solo il 46% ha davvero ricevuto un’offerta lavorativa tramite web. Ed ancora, il 33% dei candidati utilizza i social per cercare lavoro, ma solamente 12% è stato contattato tramite questi mezzi. Sembra che il vecchio canale face to face o passaparola, continui ad essere molto efficace nella ricerca di una professione. Infatti, il 60% dei candidati afferma di usare i classici canali che si sono realmente dimostrati efficaci nel 57% dei casi. Possiamo dunque affermare che il web sia adoperato più come un canale di personal branding e meno come un canale di incontro tra domanda ed offerta di lavoro. Le modalità per cercare lavoro sono dunque infinite, ed ognuna di esse ha un potenziale diverso.

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