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Quota 100: i chiarimenti Inps sull’incumulabilità dei redditi ed il trattamento pensionistico

Arrivano i chiarimenti dell’Inps sui casi di incumulabilità del reddito da lavoro con la pensione Quota 100.


Arrivano i chiarimenti dell’Inps per quanto riguarda i casi di incumulabilità della pensione Quota 100 con i redditi da lavoro. Lo scorso 8 agosto l’Istituto ha pubblicato una nuova circolare di chiarimento, in cui fissa i punti chiave  della vicenda stessa. Vediamo in maniera sintetica di cosa si tratta e soprattutto quali sono i redditi cumulabili e quelli non cumulabili con il trattamento pensionistico.

pensione quota 100

Quota 100 e l’incumulabilità con i redditi da lavoro

L’Inps, grazie alla nuova circolare 117/2019 ha fornito indicazioni e chiarimenti per quanto riguarda i casi di incumulabilità dei redditi da lavoro con la pensione in Quota 100. La stessa circolare chiarisce anche la valutazione dei periodi di lavoro svolti all’estero oltre che la decorrenza stessa dal trattamento pensionistico.

Nella circolare si legge come, per beneficiare della pensione Quota 100 sia richiesta la cessazione di qualsiasi rapporto di lavoro dipendente, mentre non è indispensabile la fine di rapporti di lavoro autonomi occasionali. Per quanto riguarda i redditi derivanti da attività lavorative diverse da quelle autonome occasionali, questi non sono cumulabili con la pensione. In particolare ci riferiamo ai redditi percepiti tra la data di inizio del trattamento pensionistico in Quota 100 e la data di raggiungimento dell’età anagrafica, necessaria per la pensione di vecchiaia.

Definizione dei redditi da lavoro autonomo

Come detto, stando alle disposizioni Inps, i redditi direttamente derivanti da lavoro autonomo occasionale, non sono incumulabili con la pensione Quota 100. Infatti, per beneficiare di questa misura previdenziale, non è obbligatorio cessare un rapporto di lavoro di carattere autonomo occasionale. I redditi percepiti con tale tipologia lavorativa, tra la data di decorrenza della pensione e la data del compimento dell’età necessaria per la pensione di vecchiaia, si possono cumulare con l’assegno pensionistico, solo se inferiori a 5 mila euro lordi l’anno. Ricordiamo che i redditi da lavoro autonomo sono quelli che derivano da attività lavorative senza alcun vincolo di subordinazione, il tutto indipendente dalle modalità di dichiarazioni a fini di carattere fiscale.

Quota 100 cumulabile con i redditi di lavoro autonomo occasionale fino 5.000 euro

C’è da fare una importante precisazione. La pensione Quota 100 è cumulabile con i redditi derivanti da lavoro di carattere autonomo occasionale entro e non oltre il limite di 5 mila euro lordi all’anno. Nel caso in cui tale limite venga superato, il reddito dal lavoro autonomo occasionale diventa automaticamente incumulabile con la pensione. Dato molto importate per i contribuenti, che devono dunque ricordarsi di non superare il tetto massimo fissato se vogliono cumulare il loro reddito di lavoro con l’assegno pensionistico. Ovviamente ci sono controlli ferrei e mirati, atti ad appurare che i redditi non superino il tetto massimo fissato. Nel caso in cui questo venga superato, i soggetti perdono la pensione Quota 100.

La dichiarazione del lavoratore all’Inps

In vista di quanto appena detto, per la verifica dell’incumulabilità dei redditi con la pensione Quota 100, i lavoratori sono tenuti a presentare una propria dichiarazione all’Inps. Nello specifico, il lavoratore è tenuto a comunicare all’Inps, anche in via puramente preventiva, una dichiarazione contenente tutti i redditi provenienti da lavoro sia autonomo che dipendente, che sono incumulabili con la pensione Quota 100.

La comunicazione non va fatta nel caso in cui l’ammontare del reddito derivante da lavoro autonomo occasionale non superi i 5 mila euro lordi l’anno. Una volta appurata la non cumulabilità, la pensione Quota 100 verrà sospesa con il recupero delle mensilità indebitamente percepite dal lavoratore. Tuttavia, i controlli avverranno anche in maniera automatica, attraverso i dati reddituali forniti dall’Agenzia delle Entrate all’Inps. Per questo motivo chi vuole fare il furbetto, deve sapere che il rischio di essere scovato, punito e sanzionato è alto.