Reddito di Cittadinanza: arriva la circolare Anpal per l’inserimento al lavoro

La circolare Anpal che chiarisce le regole generali per passare alla fase operativa del Reddito di Cittadinanza, l’inserimento dei beneficiari nel mondo del lavoro

Il Reddito di Cittadinanza si appresta ad entrare nel vivo di quella che viene considerata la parte attiva del progetto, ossia l’inserimento nel mondo del lavoro dei beneficiari del sussidio economico. Arriva la circolare Anpal, che detta le regole generali dei Centri per l’Impiego oltre agli obblighi e doveri dei beneficiari.


La circolare Anpal che regola la fase operativa del Reddito di Cittadinanza

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Lo scorso 15 novembre, l’Anpal ha diffuso una circolare, per chiarire le regole, gli obblighi e doveri dei Centri per l’Impiego e beneficiari del sussidio economico, per passare definitivamente alla fase operativa. Questa consiste nell’inserimento nel mondo del lavoro dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza. La circolare si rivolge alle Regioni e Province autonome, e detta dei chiarimenti per i Centri per l’Impiego per permettere l’inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro dei beneficiari. I beneficiari del sussidio sono tenuti a sottoscrivere il patto per il lavoro, grazie al quale si avvieranno all’importante percorso che li vedrà protagonisti e li aiuterà nella ricerca di un lavoro.

I chiarimenti Anpal riguardo l’inserimento nel mondo del lavoro

Lo scopo finale del Reddito di Cittadinanza è proprio quello di condurre i beneficiari all’inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro. Ovviamente per permettere tutto ciò, c’è bisogno di un impegno congiunto dei Centri per l’Impiego, Navigator e beneficiari del sussidio economico. La circolare Anpal stabilisce e sottolinea differenti aspetti:

  • i componenti del nucleo familiare maggiorenni, beneficiari del sussidio, che non hanno intrapreso alcun percorso di studi, sono tenuti a compilare la Dichiarazione di Immediata Disponibilità al lavoro, anche detta DID;
  • i beneficiari devono accettare il percorso personalizzato per l’inserimento nel mondo del lavoro e per l’inclusione sociale;
  • tutti i soggetti idonei, sono tenuti a firmare un patto per il lavoro;
  • una volta firmato il patto per il lavoro, l’Anpal conferisce a chi ne ha diritto, l’assegno di ricollocazione;
  • il patto per il lavoro deve essere firmato presso i Centri per l’Impiego competenti.

La circolare chiarisce anche quelli che sono gli obblighi e doveri dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza, tenuti alla sottoscrizione del petto per il lavoro. I beneficiari che non rispetteranno i loro doveri, andranno incontro a delle sanzioni e potranno anche perdere il diritto al sussidio.

Gli obblighi dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza

Vediamo ora quali sono gli obblighi dei beneficiari del Reddito di Cittadinanza, per il loro inserimento o reinserimento nel mondo del lavoro. Infatti, i beneficiari non dovranno limitarsi a riscuotere l’assegno mensile, ma dovranno essere attivi e partecipare a programmi personalizzati, finalizzati alla ricerca di un lavoro oltre che all’inclusione sociale. I beneficiari verranno dunque convocati presso i vari Centri per l’Impiego, dove incomincia, anche grazie al supporto dei navigator, la fase operativa del progetto, alla ricerca di una consona occupazione. Nello specifico i beneficiari avranno l’obbligo di:

  • essere attivi nella ricerca di un lavoro;
  • verificare periodicamente la presenza di nuovi annunci ed opportunità lavorative, secondo le modalità definite nel patto per il lavoro;
  • accettare di essere avviati alle attività individuate e chiarite nel patto del lavoro;
  • sostenere i colloqui e le varie selezioni;
  • accettare una delle tre offerte di lavoro definite congrue;
  • nel caso di rinnovo del Reddito di Cittadinanza, i beneficiari dovranno accettare la prima offerta congrua.

Cosa si rischia se non si rispettano tali obblighi?

Cosa rischiano i beneficiari del sussidio economico, nel caso in cui non rispettano i loro obblighi? Il rischio è quello di vedersi decadere il diritto al Reddito di Cittadinanza. Infatti, se il Centro per l’Impiego, nota dei comportamenti da parte dei beneficiari, che potrebbero portare a sanzioni, deve comunicare il fatto all’Inps nel corso dei 10 giorni successivi l’accertamento della scorrettezza stessa da parte dei beneficiari. Tuttavia, il Reddito di Cittadinanza si può perdere anche in fase di presentazione della domanda, per mancanza di tutti i requisiti richiesti, oppure per aver dichiarato il falso o per non aver aggiornato le domande precedentemente presentate, nel caso in cui ci fossero stati cambiamenti.

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