Reddito di Cittadinanza: da metà febbraio arriva il voucher per trovare lavoro ai beneficiari

In arrivo l'assegno di ricollocazione, per aiutare i beneficiari del Reddito di Cittadinanza a trovare un'occupazione

A metà febbraio arriverà il voucher per trovare un’occupazione ai beneficiari del Reddito di Cittadinanza. Questi saranno seguiti da un tutor in maniera tale da semplificare la ricerca di un’occupazione professionale, che gli permetta l’inserimento o reinserimento nel mercato del lavoro.


L’avvio dell’assegno di ricollocazione per i beneficiari del Reddito di Cittadinanza

colloquio lavoro

Sta per arrivare e diventare attivo l’assegno di ricollocazione destinato ai beneficiari del Reddito di Cittadinanza. Si tratta dello strumento pensato per aiutare i disoccupati ad inserirsi nel mercato del lavoro, il tutto grazie ad un assegno adoperabile presso tutti i soggetti che offrono dei servizi di assistenza personalizzata ed intensiva, per la ricerca di un lavoro. I beneficiari del Reddito di Cittadinanza hanno diritto a questo voucher e possono scegliere l’ente da cui farsi seguire ed assistere. Al disoccupato sarà affiancato un tutor che si preoccuperà di sostenere il soggetto nella dura e faticosa ricerca di occupazione. Il voucher in questione ha un importo che varia tra i 500 euro ed i 5 mila euro e potrà essere speso entro la metà del mese di febbraio, presso un ente accreditato

Il processo di accredito entro il 28 gennaio 2020

Altra informazione molto importante è quella relativa al processo di accredito da parte dei vari Centri per l’Impiego e le Agenzie per il lavoro. Questo avverrà entro la data del 28 gennaio 2020. Per le strutture coinvolte in passato, l’accredito sarà automatico, previa comunicazione al portale Anpal, di voler essere escluse. Solitamente, entro 60 giorni dall’avvenuto accredito è riconosciuto l’assegno di ricollocazione. L’iter prevede che il beneficiario del Reddito di Cittadinanza sia convocato dal centro per l’impiego, al fine di verificare la sussistenza di fattori di esonero o esclusione dagli obblighi, andando poi a comunicare all’Anpal la presa in carico del soggetto. Ed ancora, entro il 15 febbraio, l’assegno di ricollocazione sarà riconosciuto a chi ha sottoscritto il Patto di servizio.

Reddito di cittadinanza e l’assistenza al lavoro

I soggetti percettori del voucher hanno il diritto di essere assistiti in maniera continuativa e personalizzata da tutor. Questi hanno il compito di sostenere il beneficiario del sussidio in ogni fase necessaria per trovare lavoro e ricollocarsi professionalmente. Tutto questo avviene attraverso lo studio di un programma personalizzato, che tiene in considerazione anche le competenze del soggetto in questione. L’assistenza va dalla ricerca del lavoro, al sostegno durante il processo selettivo, fino ad arrivare all’eventuale stipula del contratto. Inoltre, tale servizio ha una durata di 6 mesi, con la possibilità di proroga per altri 6, garantendo un sostegno davvero utile ai soggetti beneficiari del Reddito di Cittadinanza.

A quanto ammonta l’assegno di ricollocazione?

Molti si staranno chiedendo a quanto ammonta l’assegno di ricollocazione in questione. Ebbene, questo oscilla tra i 500 euro ed un massimo di 5 mila euro a seconda dell’indice di proliferazione e del contratto stipulato, che regola il rapporto di lavoro. Questo significa che più è complesso occupare il soggetto e più l’ammontare dell’assegno incrementa. Ed ancora, se il contratto è a tempo indeterminato, saranno destinati da 1.000 a 5 mila euro, mentre nel caso in cui il contratto sia a tempo determinato con una durata di minimo 6 mesi, saranno riconosciuti tra i 500 ed i 2.500 euro. Eccezion fatta per la Regione Campania, Basilicata, Puglia, Calabria e Sicilia, in cui, ai percettori di Reddito di Cittadinanza è riconosciuto un voucher tra i 250 ed i 1.250 euro per un contratto di lavoro a termine, con una durata da 3 a 6 mesi.

Ed ancora, anche nel caso in cui il soggetto non si riesca a ricollocare nel mercato del lavoro, ai centri per l’impiego ed Agenzie per il lavoro è comunque riconosciuta una quota fissa, per risarcire l’assistenza comunque prestata al soggetto in maniera continuativa.

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