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Reddito di Cittadinanza: ecco cosa rischia chi sbaglia la domanda

Ecco cosa rischia chi commette errori e dichiara il falso nella domanda per accedere al Reddito di Cittadinanza. Attenzione ai requisiti

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Bisogna fare molta attenzione quando si compila la domanda per accedere al Reddito di Cittadinanza perché anche il più piccolo errore potrebbe costare caro. Ecco cosa rischia chi dichiara il falso o fa errori nella domanda per accedere al sussidio economico.

Reddito di Cittadinanza: attenzione alla fase di compilazione della domanda

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Il sussidio economico a sostegno dei nuclei familiari più deboli rappresenta una misura di notevole spessore. Questa ha aiutato tante persone in difficoltà, disoccupati che non riuscivano a reinserirsi nel mondo del lavoro e giovani alla ricerca della prima occupazione professionale. In ogni caso, bisogna fare molta attenzione ai requisiti di accesso ed alla compilazione della domanda. Non omettete nessuna informazione e non dichiarate il falso perché rischiate grosso. Spesso, chi fa domanda per il Reddito di Cittadinanza, nella compilazione della domanda si affida al Caf o ad altri esperti nel settore. In ogni modo voi siete i responsabili di quanto dichiarato o non. La legge che regola il sussidio economico ha previsto delle sanzioni severe per chi commette errori, quindi è meglio fare attenzione.

Requisiti necessari per accedere alla misura

Per evitare di fare errori, la cosa principale è quella di conoscere tutti i requisiti necessari per accedere al Reddito di Cittadinanza. Basterà leggere in maniera attenta ed approfondita il decreto 4/2019 che regola il sussidio economico, elencando tutti i requisiti che bisogna soddisfare per avere accesso alla misura. Una volta che questi si conoscono, sarà più difficile commettere errori o dimenticanze nella fase di compilazione della domanda. Chi sbaglia paga, non a caso la legislazione prevede delle sanzioni consistenti per i furbetti e per i distratti.

Reddito di Cittadinanza: a cosa fare attenzione in fase di compilazione della domanda

Passiamo ora ad elencare alcuni degli errori più comuni che si possono compiere in fase di compilazione della domanda del Reddito di Cittadinanza. Questi, nella maggior parte dei casi sono dovuti alla poca conoscenza della materia. Un primo errore è quello di non indicare nell’Isee tutti i componenti del nucleo familiare, andando ad alterare la domanda stessa del Reddito di Cittadinanza. Ed ancora, altro sbaglio che molti commettono è quello di non indicare nella domanda la presenza di almeno un componente della famiglia che ha presentato dimissioni durante i 12 mesi precedenti. Si tratta di informazioni molto importanti perché chi ha presentato le dimissioni viene automaticamente eliminato dal parametro della scala di equivalenza. Inoltre è importante non dimenticare di allegare il modello SR-182 se ci sono componenti del nucleo familiare che hanno incominciato un lavoro il cui reddito non è indicato nella DSU.

Proprietari di auto e moto

Errore abbastanza comune quando si compila la domanda del Reddito di Cittadinanza è quello di non inserire eventuali componenti del nucleo familiare proprietari di auto e moto che non rispettano i requisiti. Nello specifico non bisogna possedere e dunque essere proprietari di:

  • autoveicoli immatricolati per la prima volta durante i sei mesi antecedenti la domanda di Reddito di Cittadinanza. Parliamo di veicoli di cilindrata maggiore di 1.600 cc;
  • motoveicoli la cui cilindrata è superiore a 250 cc, che siano stati immatricolati per la prima volta durante i due anni antecedenti la domanda.

Il ogni caso, chiunque dichiari il falso è punibile di reato. Questo vale sia per chi vuole fare il furbetto e sia per chi commette errori senza volerlo.

Reddito di Cittadinanza: cosa rischia chi dichiara il falso?

La legislazione in materia di Reddito di Cittadinanza parla chiaro. Tutti coloro che in fase di compilazione della domanda di accesso alla misura, dichiarano il falso o si avvalgono di documenti non validi, rischiano il penale con la reclusione da 2 a 6 anni. Oltre a questo, i soggetti interessati sono tenuti a restituire interamente la somma indebitamente ricevuta. Non si ammettono giustificazioni, quindi anche se gli errori sono stati commessi in buona fede, non ci sarà nessuno sconto alla pena prevista.

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