Reddito di Cittadinanza: in arrivo il “controllo del 5%”. Ecco cosa accadrà

Si intensificano le operazioni di controllo sui beneficiari del Reddito di Cittadinanza. Nel corso dei prossimi 2 mesi i Comuni avvieranno controlli su almeno il 5% dei beneficiari stessi

Sono in arrivo nuovi e mirati controlli rivolti ai beneficiari del Reddito di Cittadinanza. La vita dei furbetti diventa più difficile. Nei corso dei prossimi due mesi, i Comuni eseguiranno controlli su almeno il 5% dei beneficiari del sussidio economico, con lo scopo di smascherare eventuali anomalie. I risultati saranno inviati all’Inps, tramite un’apposita piattaforma online.


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Reddito di Cittadinanza: arrivano nuovi controlli mirati

Nuovi controlli in previsione per quanto riguarda il Reddito di Cittadinanza. Nei prossimi due mesi i vari Comuni italiani avvieranno controlli su almeno il 5% dei beneficiari del sussidio economico. Lo scopo è quello di smascherare e portare alla luce eventuali anomalie, per scovare i “furbetti del Reddito”. I controlli si concentreranno in particolar modo sull’Isee dei beneficiari, oltre che sul requisito della residenza. Dunque, i Comuni sono tenuti a comunicare all’Inps i risultati relativi ai controlli ordinari (riguardanti la residenza ed il soggiorno) e controlli straordinari (relativi all’indicatore Isee). Il trasferimento di dati dai Comuni all’Inps avverrà attraverso l’utilizzo dell’apposita piattaforma online, Gepi (Piattaforma per la gestione dei Patti per l’inclusione sociale).

Reddito di Cittadinanza ed i controlli sulla residenza

Uno dei requisiti fondamentali per ricevere il sussidio economico è quello della residenza. In particolare, per beneficiare del tutto, bisogna risiedere in Italia da almeno 10 anni, con una continuità di residenza negli ultimi 2 anni. Parte dei controlli è proprio mirata ad appurare e provare questo requisito. Infatti, i Comuni stessi, inseriranno nella piattaforma i tempi delle iscrizioni all’interno dei propri elenchi anagrafici, oltre che i comuni di provenienza dei beneficiari su cui si effettuano le verifiche. Con i risultati in mano, sarà l’Inps a dover indicare all’autorità giudiziaria i casi sospetti su cui si richiede un intervento.

I “furbetti del Reddito” hanno le ore contate

I controlli contro i “furbetti del Reddito” sono partiti fin da subito, portando alla luce differenti casi, già individuati e sanzionati. L’attività di controllo è portata avanti da diversi organi, come la Guardia di Finanza, l’Agenzia delle Entrate, l’Ispettorato nazionale del lavoro ed altre autorità competenti. Inoltre, la stessa Guardia di Finanza ha attualmente 600 mila nominativi su cui poter effettuare operazioni di verifica. Anche l’Inps ha un ruolo molto importante, in quanto si preoccupa di appurare fin da principio, che le domande pervenute siano in regola e rispettino tutti i requisiti richiesti. Ed ancora, il compito dell’Ispettorato nazionale del lavoro è quello di verificare, che i beneficiari del Reddito non svolgano un lavoro in nero.

Qualche mese fa hanno fatto notizia i casi di lavoro a nero e riscossione dell’assegno mensile connesso al beneficio. La vita di tutti coloro che vogliono fare i furbi, accaparrandosi l’assegno mensile previsto dal Reddito di Cittadinanza, senza avere tutti i requisiti previsti, hanno le ore contate, soprattutto dopo l’intensificazione delle attività di controllo su tutto il territorio nazionale.

Il Reddito di Cittadinanza e la crisi di Governo: cosa succederà?

Con l’attuale crisi di Governo, il destino del nostro Paese e delle misure varate gli scorsi mesi è incerto. La preoccupazione maggiore dei beneficiari del sussidio economico è quello di vedersi sottrarre tale misura. Ovviamente è troppo presto per conoscere il futuro che attende tale misura, tuttavia se qualcosa dovesse cambiare, sicuramente non avverrà in tempi brevi. Infatti, per abolire il Reddito di Cittadinanza, prima della sua scadenza, è necessaria una nuova legge, ma è alquanto impossibile che questo possa essere realizzato nell’immediato futuro. Visto e considerato il ruolo primario e centrale del M5S anche in un possibile futuro esecutivo, l’idea di una legge abrogativa del Reddito di Cittadinanza appare ben lontana. Per questo motivo è inutile fasciarsi la testa fin da ora. Vedremo cosa lo scenario politico ci offrirà e quali saranno le prossime mosse da parte delle differenti forze politiche.