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Riforma Pubblica Amministrazione: cosa cambia per i dipendenti pubblici?

Firmato il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale. Si può partire con la riforma della Pubblica Amministrazione voluta da Draghi

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Arriva la riforma della Pubblica Amministrazione voluta dal Premier Mario Draghi. Firmato il Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale. Cosa cambia per i dipendenti pubblici? Ecco le novità che interesseranno i nuovi ingressi nel mondo del lavoro ed il personale già assunto con regolare contratto.

La riforma della Pubblica Amministrazione

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Dopo la firma del Patto per l’innovazione del lavoro pubblico e la coesione sociale si possono gettare le basi per la tanto attesa riforma della Pubblica Amministrazione. Si tratta di un intervento fortemente voluto dal Premier Draghi, per innovare ed adeguare il settore pubblico ai tempi moderni. Il Patto è stato firmato dal Ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e sottoscritto dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. Questo va a definire i contorni della riforma del settore pubblico, con lo scopo di svecchiarlo e renderlo uniforme alle caratteristiche del mercato del lavoro, che si basa sempre di più sulla tecnologia. Nello specifico si tratta di una riforma che nei suoi vari punti interesserà sia le nuove assunzioni, sia i dipendenti già assunti con regolare contratto. Il settore pubblico deve essere preparato alla sfida che dovrà essere affrontata con il Recovery Fund.

Riforma della Pubblica Amministrazione: ecco cosa cambia

Lo scopo principale della riforma è quello di andare a potenziare tutto il settore della Pubblica Amministrazione. Questa avrà un ruolo importante nel processo di rilancio del settore lavorativo ed economico italiano. La riforma in questione andrà a valorizzare sia chi già lavora nel settore pubblico, sia le nuove assunzioni di chi solo ora fa il suo ingresso nel mondo del lavoro. In particolare si andrà alla ricerca di personale altamente qualificato, in grado di tenere il passo alla rivoluzione tecnologica e digitale che stiamo vivendo. Dall’ altra parte si punterà sempre di più ad un processo di formazione ed aggiornamento continuo dei dipendenti, così da offrire loro le competenze necessarie per lavorare al meglio.

Riforma e rinnovo di contratto

Ci sono una serie di importanti novità sul versante contrattuale. In particolare con il rinnovo del contratto ci sarà anche lo sblocco delle carriere dei dipendenti pubblici e nuove risorse per i vari livelli professionali. Sembra proprio che il Ministro Brunetta sia propenso all’introduzione della detassazione del salario accessorio ma anche al diritto alla formazione permanente, seguendo un’impostazione “privatistica”. Da non sottovalutare è lo smart working e la sua gestione nel settore pubblico. I nuovi contratti prevedono anche agevolazioni per la genitorialità, l’innovazione digitale e tanto altro. Dunque, ci saranno sicuramente novità sulla questione contratti di lavoro e rinnovi.

Pubblica Amministrazione e le novità sui concorsi

Per rafforzare la Pubblica Amministrazione sarà necessario investire sulle nuove assunzioni. Diventa necessario andare a reclutare profili sempre più specializzati e qualificati in grado di far crescere il settore del pubblico impiego. Per trovare nuove figure professionali, Brunetta sta pensando di introdurre dei concorsi pubblici più veloci ed efficaci, per assumere il personale di cui il settore ha bisogno. Tutti sappiamo come sono diventati complessi e soprattutto lenti i concorsi pubblici, facendo perdere troppo tempo prezioso. Ebbene, uno degli scopi della riforma è quello di andare a velocizzare tutto il processo di selezione.

Le novità sui pensionamenti

Non bisogna dimenticare la questione pensioni. La Pubblica Amministrazione ha bisogno del tanto atteso cambio generazionale, di uno svecchiamento generale che andrà a rispondere alle nuove esigenze nel mondo del lavoro. Il Ministro Brunetta sta pensando ad un meccanismo volontario di incentivi al pensionamento. Questo si rivolge ai dipendenti ormai vicini alla pensione, con una serie di competenze e conoscenze non più sufficienti ed adeguate alle nuove sfide professionali. Nello specifico, introducendo questi incentivi, sarà possibile favorire l’uscita dal mondo del lavoro anche con 5 anni di anticipo.

Si tratta di una riforma attesa e voluta, proprio perché la Pubblica Amministrazione deve adeguarsi ai tempi moderni e deve arricchirsi di nuovi professionisti sempre più innovativi e tecnologici.

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