Ristorazione: Jamie Oliver verso il fallimento. Oltre 1000 posti di lavoro a rischio

L'impero nella ristorazione di Jamie Oliver si avvia verso il fallimento mettendo a rischio oltre 1000 posti di lavoro. Una crisi iniziata anni fa e che ora ha forse raggiunto il suo apice.

La catena di ristoranti del noto chef inglese Jamie Oliver rischia il fallimento mettendo a rischio oltre 1000 posti di lavoro. Il suo impero nella ristorazione ora è gestito in amministrazione controllata dalla società di consulenza KPMG. Che cosa è successo?


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Jamie Oliver un grande nome nella ristorazione britannica

Jamie Oliver è un famoso chef britannico che ha fatto la storia della ristorazione in UK. Purtroppo però il suo impero pare si avvii verso il fallimento mettendo a rischio diversi posti di lavoro.

Come tutto è iniziato

Oliver iniziò la sua carriera, conquistando la fama, grazie ad un gruppo televisivo di notevole rilievo che lo notò mentre lavorava al River Cafe di Hammersmith nel 1997. Fu così che iniziò a farsi strada Jamie Oliver, una figura oggi molto conosciuta di celebrity chef. In questo modo il noto chef britannico è diventato una star televisiva, facendosi conoscere in tutto il mondo grazie a programmi tv, spot promozionali e libri di cucina.

La storia dei ristoranti della catena Oliver è iniziata con l’apertura del ristorante Fifteen nel 2002 a Londra. Nel 2008 è stata invece lanciata la catena Jamie’s Italian con lo scopo principale di cambiare il mondo della ristorazione britannico, andando a migliorarlo attraverso l’utilizzo di ingredienti di qualità sempre superiore, perfezionando gli standard di benessere attraverso l’offerta di un’alimentazione ed una ristorazione sempre più di eccellenza. Il cibo al servizio dei clienti, con amore, passione e professionalità dietro i ristoranti Oliver.

Ristorazione: verso il fallimento con oltre 1000 posti di lavoro a rischio

Ora però, Jamie Oliver  si avvia al fallimento con più di 1000 i posti di lavoro a rischio ed ora i suoi 23 punti vendita della catena Jamie’s Italian, i ristoranti londinesi Fifteen e Barbecoa ed il Jamie’s Diner all’aeroporto di Gatwick sono sotto la gestione della società KPMG. Lo stesso Oliver ha dichiarato di essere profondamente dispiaciuto dell’esito delle vicende finanziarie, ringraziando profondamente tutto lo staff ed i fornitori che, per oltre dieci anni, hanno lavorato insieme per rendere grande la ristorazione. Non mancano le scuse ed i ringraziamenti che lo chef ha rivolto a tutti i clienti che gli sono stati sempre vicini.

La crisi del settore ristorazione

Il crac della catena di ristoranti Oliver arriva dopo una carriera imprenditoriale dello chef, fatta di alti e bassi. Oliver non è il solo a fare i conti con fallimenti e crisi varie. Infatti, un po’ tutto il settore ristorazione sta affrontando momenti di difficoltà, crisi strutturali che stanno coinvolgendo molti altri famosi marchi e nomi nella ristorazione britannica come: Carluccio’s, Byron Burger e Gourmet Burger Kitchen. Alla ricerca di acquirenti già da qualche mese, da quando Oliver aveva deciso di vendere parte del suo impero. L’amministrazione della KPMG è arrivata in seguito al calo delle vendite della catena Jamie’s Italian, un calo di vendite pari all’11% nel corso dello scorso anno, in seguito alla chiusura di circa 12 ristoranti, con circa 600 dipendenti rimasti senza un lavoro.

Oliver e la crisi che si è avuta anno dopo anno

Le difficoltà per Oliver si sono avute anno dopo anno, portando il suo colosso a perdere di potere pian piano nel corso degli anni. Lo scorso anno, grazie ad una donazione, la catena è stata salvata dalla bancarotta. Nel 2005 si è avuta la chiusura dell’ultimo ramo Recipeace, la nota catena di negozi di cucina, mentre due anni dopo si è avuta la chiusura dell’ultimo dei quattro ristoranti a tema britannico di Union Jack. Nel 2017 arriva la chiusura della sua rivista alimentare che dopo 10 anni ha cessato le pubblicazioni. Insomma tutti segnali evidenti che qualcosa non stava più funzionando, portando il tutto ad un lento ma progressivo declino. Non ci resta che vedere come si evolverà la vicenda.

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