Home » News Lavoro » lavoro e occupazione

Salario minimo: meglio un’introduzione graduale?

Il salario minimo deve esistere, ma forse è meglio introdurlo in maniera graduale per tutelare i più sfortunati dalla possibile perdita del posto di lavoro.

Condividi questo bel contenuto


Il dibattito sul salario minimo, che ha avuto nei mesi scorsi delle vere e proprie fiammate, si è un pochino arenato a causa della salita alla ribalta di altri argomenti come il caro benzina e anche per il fatto che il Governo ha temporaneamente passato la palla al Cnel per una valutazione. Ciò non significa che nessuno a livello politico se ne stia occupando, anzi: le opposizioni ne hanno fatto un vero e proprio cavallo di battaglia sul quale non vogliono cedere di una virgola. Il salario minimo è effettivamente una misura necessaria ed anche urgente, ma come sempre bisogna riuscire ad analizzare le cose eliminando una certa ideologia che sta dietro, sia da una parte che dall’altra.

Dire semplicemente “serve e va fatto” è troppo riduttivo perché non considera la miriade di problemi che l’introduzione di una simile misura potrebbe portare. Alcune obiezioni fatte dal Governo, che attualmente non è molto dell’idea di inserire il provvedimento tra quelli da mettere in atto, sembrano oggettivamente scentrate, come ad esempio quella che ipotizza un abbassamento dei salari più alti una volta approntato il salario minimo. Altre obiezioni però, hanno molto senso: ad esempio c’è un problema di soglia: quale cifra stabilire e come? Una retribuzione oraria relativamente troppo alta (anche se la parola “alta” non è per niente adatta a descrivere la situazione), rischierebbe di generare un effetto quasi contrario. Molte aziende infatti, dopo aver fatto contratti al ribasso potrebbero non riuscire a sostenere l’impennata delle retribuzioni (alcune di queste, se il minimo venisse fissato a 9 euro come ipotizzato, potrebbero anche raddoppiare, letteralmente) e scegliere di chiudere, lasciando senza lavoro molte persone, oppure fare cose che non dovrebbero, come pagare in nero, per dirne una. Quando si fa una legge infatti bisogna tenere bene in conto quali potrebbero essere gli effetti avversi di un provvedimento pur fatto in assoluta buona fede e con le migliori intenzioni del mondo.

Infatti ciò che potrebbe accadere è che molti lavoratori, al posto di vedersi aumentato lo stipendio come in effetti dovrebbe essere, potrebbero ritrovarsi senza più un impiego e vedere così peggiorata di molto la propria situazione. Il dilemma diventa quindi quello che impone la pessima scelta tra il guadagnare poco ed il non guadagnare per niente. Una legge sul salario minimo deve ovviamente scongiurare il più possibile il rischio che si verifichi la seconda ipotesi, non può infatti essere pensata in un modo che imponga a forza una retribuzione non sostenibile dalla maggioranza delle aziende che pagano sotto una certa soglia, perché tali aziende probabilmente non reagiranno alzando tale soglia, ma aggirando di netto il problema, magari disinteressandosi delle conseguenze dirette sulle persone.

Ma allora come risolvere un rompicapo del genere? Una soluzione netta probabilmente non c’è, ma una buona proposta sarebbe quella di istituire subito il salario minimo, arrivando però ad una soglia considerata dignitosa per tutti (si parla di 9, 10 ero lordi l’ora) in maniera graduale, perlomeno quando si parte da situazioni che presuppongono una paga di 4 o 5 euro lordi l’ora (che ad esempio potrebbero passare temporaneamente a 7). E’ vero che un sistema del genere favorirebbe prima chi già guadagna un po’ di più rispetto a quelli più sfortunati, ma allo stesso tempo tutelerebbe proprio questi ultimi dal rischio di perdere il posto, per poi normalizzare anche la loro situazione nel giro di qualche anno.

Un’obiezione a questo sistema è quella che presuppone il fatto che non sia necessario mediare, o prolungare l’attesa sui 9 euro lordi l’ora perché le aziende già dovrebbero pagare così e comunque lo possono fare, quindi non c’è necessità di allungare i tempi. Queste però, prima di tutto sono supposizioni che lasciano il tempo che trovano, ma soprattutto al posto di guardare il motivo delle eventuali conseguenze, bisogna concentrarsi solo sulle stesse. Per tutelare un posto di lavoro è più importante capire cosa potrebbe succedere del motivo per il quale possa succedere. Detto in soldoni, se anche una azienda può pagare quella cifra ma decide comunque di non farlo perché lo reputa anti-economico per se stessa, ovviamente prenderà una decisione diversa rispetto a quella di adeguarsi ad un salario minimo che giudicherà comunque troppo alto, almeno in quel dato momento.

Il problema in effetti è che dalla soglia dei 9 euro lordi di cui tanto si parla, esistono diversi contratti che sono molto lontani. Quindi, come già accennato, un semplice “raddoppio” degli emolumenti probabilmente non funzionerebbe. Un’introduzione graduale invece permetterebbe di dare il tempo alle aziende di adeguare i contratti, riuscendo così in un futuro non molto lontano a sostenere la cifra prevista da una legge sul salario minimo qualora dovesse essere introdotta a breve.

Detto questo il salario minimo è sicuramente un provvedimento da adottare, si spera nel breve termine. Ciò aiuterebbe anche molti lavoratori part-time che oltre a lavorare meno ore, si ritrovano anche una retribuzione oraria decisamente troppo bassa per poter vivere dignitosamente. Un’altra cosa da considerare infatti è quella che vede questo tipo di lavoratori come protagonisti di una situazione del tutto involontaria. Sostanzialmente lavorano a tempo parziale perché come mestiere hanno trovato solo quello, e piuttosto che stare a casa hanno scelto di recarsi in un luogo di lavoro in modo da guadagnare qualcosa. Va capito che, anche stando sul lordo, chi lavora 4 ore al giorno con una retribuzione oraria di 5 euro, guadagna al mese (considerando 4 ore giornaliere per 22 giorni) circa 440 euro. Se il salario passasse a 7 euro, diventerebbero 616 e se passasse a 9 a 792 euro. A 10, 880. Non certo grandi cifre (anche perché si tratta comunque di un part-time), però la differenza tra le tre ipotesi è incredibilmente evidente.  Ovviamente il discorso si può estendere anche ai lavoratori full-time, ma è solitamente sulle cifre molto basse che si capisce di più l’incidenza fondamentale di un aumento delle retribuzioni.

Dati tutti questi ragionamenti, perché il Governo sembra ancora essere contro il salario minimo? Specifichiamo che non è che l’attuale esecutivo voglia mantenere poveri i lavoratori, semplicemente pensa che questo tipo di misura non sia risolutiva e preferisce incentivare la contrattazione collettiva, unitamente al taglio delle tasse, già operato a luglio e che effettivamente vorrebbe far diventare definitivo con la prossima manovra economica. Per essere più precisi, in luglio è stato messo in atto un taglio dei contributi pensionistici e non delle tasse, taglio che appunto il Governo vorrebbe rendere strutturale dal 2024, ma c’è anche un progetto di puro taglio delle tasse sul lavoro dal lato lavoratore, il che significherebbe che a quest’ultimo entrerebbero più soldi in tasca, avendo un netto più alto.

Tutte queste misure chiaramente appesantirebbero la busta paga, cosa assolutamente positiva. Ciò però non esclude comunque l’introduzione di un salario minimo, che sarebbe volto a tutelare più che altro le fasce più deboli della popolazione lavorativa, quelli che insomma faticano molto ad arrivare a fine mese, o proprio non ci arrivano. In buona sostanza, né l’incentivazione della contrattazione collettiva, né il taglio delle tasse, appaiono essere minimamente in contrasto con l’avvento del salario minimo, che risulta essere una misura separata in grado di agire su fenomeni (anche) differenti rispetto a quelli sui quali intervengono i primi due provvedimenti. Spesso per mera lotta politica, da una parte e dall’altra, non si riesce a trovare una quadra del cerchio che soprattutto in questo caso ed in questo preciso momento storico sarebbe fortemente auspicabile per la tutela del potere economico dei cittadini.

Cerchi un nuovo lavoro?

Per avere sempre offerte di lavoro reali e verificate nella tua casella email in linea con le tue esigenze: Registrati su Euspert Bianco Lavoro

Condividi questo bel contenuto
× Eccomi!