Scuola: pensionamenti, nuove assunzioni, gestione dell’organico. Cosa aspettarci a settembre?

Tra Coronavirus, pensionamenti anticipati, nuove assunzioni e gestione del personale, ecco come sarà la scuola a settembre

Se da una parte il Ministero dell’Istruzione ha studiato soluzioni per chiudere il difficile anno scolastico 2019/2020 dall’altra bisogna incominciare a guardare oltre. Infatti, è indispensabile iniziare fin da ora a pensare al futuro della scuola, agli scenari didattici ed organizzativi che potranno presentarsi a settembre, con un possibile rientro degli studenti in aula. Tra pensionamenti con Quota 100, nuove assunzioni, gestione dell’organico e della didattica, ecco cosa potremo aspettarci nel sistema scuola.


Scuola e Coronavirus

scuola e coronavirus

L’anno scolastico 2019/2020 è stato particolarmente delicato ed incerto. Ormai è più di un mese che tutti gli istituti scolastici sul territorio italiano sono stati chiusi a causa della situazione epidemiologica. Il Governo, attraverso vari decreti e normative emanate le scorse settimane, ha deciso di chiudere le scuole perché luogo troppo pericoloso, in cui i contagi di Coronavirus avrebbero trovato l’habitat ideale per espandersi in poco tempo. Per la salvaguardia della salute di tutti, si è così optato per la didattica a distanza. Questa consente di dare la possibilità agli alunni di proseguire (per quanto possibile) il normale programma di studi.

Ovviamente non sono mancati problemi tecnici, in quanto non tutti gli istituti e le scuole erano pronte a questa nuova modalità di insegnamento e di studio. Ad oggi ancora non si conosce con esattezza la data in cui sarà possibile riprendere le lezioni in aula, tutto dipenderà dall’evolversi della situazione Coronavirus. Se da una parte si sono studiate tecniche e modalità per chiudere al meglio l’attuale anno scolastico, tra esami, prove e promozioni, dall’altra bisogna già pensare come sarà strutturata la scuola a settembre.

L’inizio del nuovo anno scolastico

Il nuovo anno scolastico 2020/2021, che si spera possa essere più fortunato di questo in via di conclusione, incomincerà a settembre. Tra le proposte quella di adoperare le prime settimane del mese, per recuperare i debiti e le lacune accumulate dagli studenti. Dunque, lezioni di recupero in tutt’Italia, per garantire la giusta istruzione. Dopo le prime settimane impostate in questo modo, si partirà con il nuovo anno scolastico ed i vari programmi previsti. Tale scenario è previsto dal decreto scuola approvato il 6 aprile 2020. Ovviamente per ora si tratta solo di pure supposizioni, in quanto resta primaria la necessità di salvaguardare la salute di tutti. Bisognerà comunque vedere come il nostro Paese arriverà a settembre, a causa del Coronavirus. Infatti, uscire da questa particolare situazione sanitaria non sarà facile e soprattutto veloce. Bisognerà cambiare le nostre abitudini di vita e di rapporti sociali anche quando la fase critica sarà superata.

La scuola ed i pensionamenti con Quota 100

Altro punto interessante affrontato nel decreto, consiste nei tanti pensionamenti con Quota 100, che lasceranno nel mondo scolastico molti posti liberi. Alla ricerca di nuovi docenti da reclutare per il nuovo anno scolastico. Notizia che renderà felici i tanti professionisti dell’istruzione, in attesa di ottenere il tanto atteso posto di lavoro fisso. Nello specifico, il decreto parla di 4.500 assunzioni di nuovi insegnanti, che otterranno il ruolo, come conseguenza al pensionamento anticipato con Quota 100 dei loro colleghi. Coloro che risultano vincitori di concorso o sono presenti nelle graduatorie ad esaurimento, molto probabilmente potranno coronare il loro sogno professionale. Ed ancora, sempre secondo il decreto, entro il 30 aprile dovrebbero essere emanati i bandi per il concorso sia ordinario che straordinario.

Saltato l’incontro con i sindacati richiesto da Azzolina

Il Ministro dell’Istruzione Azzolina, aveva richiesto un incontro con i vari sondatati in data 15 aprile, proprio per continuare a discutere sul fronte scuola. Tuttavia i vari sindacati, avevano già espresso lampantemente il loro disinteresse a prendere parte all’incontro e così è stato. In particolare questi, si oppongono all’emanazione di bandi di concorso in mancanza dell’aggiornamento delle graduatorie ad esaurimento GAE. Ma una certezza in tutto questo c’è. Il prossimo anno scolastico non vedrà alcuna riduzione del personale, una vera e propria vittoria per i sindacati oltre che per i lavoratori e professionisti nel settore scuola ed istruzione.

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