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Scuola: rientro in classe e protocollo unico per le restrizioni. Cosa cambia?

Molti studenti oggi sono tornati a scuola, salutando la didattica a distanza. Si progetta un protocollo unico con regole restrittive da usare nelle scuole

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Oggi sono tornati a scuola tanti alunni in tutta Italia, anche nelle zone rosse. Il 7 aprile ripartono le lezioni in presenza dalle scuole dell’infanzia alla prima media. Intanto si lavora ad un protocollo unico per le restrizioni con norme da applicare nelle scuole per evitare l’aumento dei contagi da coronavirus. Ecco cosa potrebbe cambiare.

Scuola: il ritorno in classe degli studenti

scuola

Oggi è un giorno particolare perchè tanti studenti, anche nelle zone rosse sono tornati in classe con lezioni in presenza. Molti hanno salutato la didattica a distanza che nel corso dei mesi ha fatto tanto discutere. Si tratta di un passo significativo e coraggioso, che ha portato gli studenti delle scuole dell’infanzia, elementari e prime medie nuovamente tra i banchi di scuola. Intanto, lo stesso Ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi con il Ministro della Salute Roberto Speranza hanno comunicato che si sta definendo un protocollo unico per le restrizioni da applicare a scuola. Si tratta di ulteriori norme che i presidi e gli insegnanti dovranno far rispettare all’interno degli istituti per limitare il numero dei contagi da coronavirus. Non appena questo documento sarà pronto, verrà inviato a tutte le scuole sul territorio nazionale.

La riapertura delle scuole

Come previsto dall’ultimo decreto, il 7 aprile gli studenti delle scuole dell’infanzia, le elementari e le prime medie sono tornati in presenza, anche nelle zone rosse. La novità è che questa volta, i presidenti di Regione non potranno disporre in maniera arbitraria la chiusura delle scuole interessate. Le seconde, le terze medie e le scuole superiori continuano la didattica a distanza. Per loro ancora non si parla di un possibile rientro in classe. In ogni modo, per garantire il massimo della sicurezza, bisogna mettere in campo ulteriori misure restrittive che all’interno delle varie scuole devono limitare e contenere il numero dei contagi.

Verso un protocollo unico per le restrizioni

Come già accennato, il rientro in classe di molti studenti si accompagna ad un protocollo unico che contiene nuove regole restrittive da applicare a scuola. Tale documento è ancora in fase di definizione, ma non appena sarà pronto, verrà inviato a tutte le scuole sul territorio interessate dalle aperture. Il nuovo protocollo potrebbe contenere al suo interno svariati provvedimenti, come:

  • il divieto assoluto ad ogni forma di riunione o aggregazione, per evitare assembramenti;
  • divieto per i ragazzi di utilizzare o sostare davanti i distributori di cibo e di bevande. In alcuni casi tali distributori potranno anche essere disattivati;
  • applicazione costante e severa del distanziamento sociale in classe e non solo;
  • regole per stabilire che la classe (con distanziamento sociale) è l’unico luogo di ritrovo dei ragazzi.

Non è tutto perchè il protocollo deve contenere anche regole precise da adottare quando si verificano casi positivi in classe, con tanto di quarantena e di tamponi da effettuare. Queste sono solo alcune delle possibili regole previste dal nuovo protocollo.

Scuola: rientro in classe e zone rosse

Facciamo il resoconto della situazione, specificando quali sono le classi che dal 7 aprile tornano in presenza a quali continuano la didattica a distanza. Nelle zone rosse rientrano in classe gli studenti delle scuole dell’infanzia fino alle prime medie, mentre sempre in zona rossa, continuano le lezioni a distanza i ragazzi della seconda e terza media più tutti gli studenti delle scuole superiori. Nelle zone arancioni, la didattica in presenza è garantita fino alle scuole medie. Le superiori sono in presenza in una percentuale che va dal 50 al 75%. Ricordiamo che attualmente le regioni in zona rossa sono: Lombardia, Toscana, Calabria, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Puglia, Piemonte, Valle d’Aosta e Campania. Le regioni in zona arancione sono: Veneto, Marche, Lazio, Molise, Liguria, Abruzzo, Sardegna, Basilicata, Umbria, Sicilia e province autonome di Bolzano e Trento.

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