Sicurezza online: le app di web banking che non superano l’esame del GDPR

La sicurezza online diventa sempre più importante per gli utenti, soprattutto quando questi effettuano pagamenti online. Ecco i risultati di una ricerca sulla sicurezza delle app web banking

La sicurezza online diventa un fattore sempre più rilevante ed importante per chi naviga, soprattutto quando si fa shopping e si effettuano pagamenti online. Inoltre, la sicurezza dei dati personali, nel pieno rispetto della privacy spesso non è rispettata o comunque è a rischio quando parliamo del mondo digitale. Per aumentare la fiducia nei confronti del web, bisogna garantire la sicurezza e la privacy degli utenti, soprattutto per quanto riguarda le app di web banking.


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Sicurezza online: i rischi della privacy degli utenti

Il rischio della violazione della privacy, quando si parla del web e dei servizi da esso offerti, è un dato di fatto. Le preoccupazioni sul rispetto o meno dei propri dati personali, aumenta notevolmente tra gli utenti che periodicamente fanno shopping ed effettuano pagamenti online con le proprie carte di credito, oppure adoperano i social network nel loro tempo libero. Ed ancora, la preoccupazione connessa alla privacy e alla sicurezza online, incrementa tra coloro che utilizzano app per la gestione dei propri conti bancari ed altri differenti servizi finanziari. Tuttavia, in un mondo che sta diventando sempre più digitale, dove tutto è offerto sul web, aumentare la fiducia degli utenti, andando ad incrementare la sicurezza online in tutte le sue forme, è davvero importante ed essenziale.

La ricerca: le banche che sono a rischio furto dei dati

Una recente ricerca sulla sicurezza online, condotta da ImmuniWeb, fa emergere dati che purtroppo non sono molto rassicuranti. Infatti, stando alla ricerca stessa, per quanto riguarda i canoni di conformità si ha che:

  • 85 app di web banking non hanno superato l’esame di conformità al GDPR;
  • 49 app di web banking non hanno superato il test PCI DSS;
  • 25 app web banking non sono protette da Firewall.

Per quanto riguarda la vulnerabilità di sicurezza, è emerso che:

  • 7 app web banking contengono al loro interno delle vulnerabilità ben note e sfruttabili dai diversi hacker;
  • Il 92% delle app di mobile banking contiene almeno 1 vulnerabilità considerata di medio rischio;
  • Il 100% delle banche non è sicuro in quanto contengono inevitabilmente vulnerabilità di sicurezza di vario livello, chi più alto chi più basso.

Insomma la banca totalmente sicura non esiste, anche se gli addetti stanno lavorando a rendere tutto il più protetto possibile.

Sicurezza online: cosa bisogna fare per evitare la violazione della privacy

Garantire la sicurezza online, senza incorrere in violazione della privacy è la nuova sfida a cui le tante banche a livello mondiale devono puntare. Il mondo è tutto web, e per questo motivo i servizi online che vengono offerti devono garantire il maggior livello possibile di sicurezza. Attualmente, il settore bancario spende grandi somme di denaro nella protezione dei dati e per la sicurezza informatica in generale. Si stima che entro il 2023 la spesa di tali banche possa superare i 7 miliardi di dollari. Lo sviluppo del mercato digitale a cui stiamo assistendo da un po’ di anni, necessita di far nascere negli utenti un clima di fiducia e serenità nei confronti del web.

Questo può avvenire solamente mettendo in campo delle efficaci strategie per quanto riguarda la sicurezza online, in tutte le sue sfaccettature. Come afferma Nicola Bernardi, Presidente di FederPrivacy, gli utenti devono sapere di quali siti web possono fidarsi, questo in maggior misura se devono effettuare pagamenti online.

Il marchio Privacy Ok

Sono tanti i siti e le aziende che hanno richiesto il marchio Privacy Ok. Si tratta di un riconoscimento che la FederPrivacy conferisce ad enti ed aziende che aderiscono ad un codice di sicurezza e condotta, con il vincolante impegno a rispettare tutte le regole di questo specifico codice. Dunque, uno strumento che aiuta gli utenti a capire, in maniera rapida e veloce, il grado di sicurezza di quel determinato sito. La stessa FederPrivacy, ha assegnato il processo di valutazione della sicurezza online alla TUV Italia che come organo di certificazione indipendente, garantisce tutta l’imparzialità possibile ed immaginabile.

Tuttavia, anche dopo aver ottenuto il marchio Privacy Ok, un apposito comitato di vigilanza, si preoccupa di effettuare periodici controlli sui siti, per appurare che questi continuino effettivamente a rispettare il codice di sicurezza e di condotta.



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