Trasferirsi e lavorare in Giappone: documenti e ricerca occupazione

Di quali permessi dovrai disporre per poter entrare in Giappone? Quali sono le migliori risorse per trovare velocemente lavoro? E le mansioni più richieste e meglio pagate? Nelle prossime righe risponderemo dettagliatamente a queste e altre domande.

Il mondo orientale ha sempre esercitato un certo fascino nei turisti europei. Ma c’è un’altra ragione che spinge sempre più italiani a raggiungere il Giappone: la ricerca di un posto di lavoro. E le ottime prospettive di un’economia in continua ascesa rappresentano sicuramente un fattore determinante. Ecco tutte le informazioni di cui tenere conto per rendere la tua trasferta nel Paese del Sol Levante un vero successo!


Documenti necessari per trasferirsi in Giappone

Prima di trasferirti in Giappone dovrai munirti dei documenti necessari. Innanzitutto, tieni presente che esistono diverse tipologie di visti, legati sia alle ragioni del trasferimento che alla durata del soggiorno. Il visto, in sé, non è sufficiente per poter risiedere in territorio giapponese, rappresentando solamente una sorta di “raccomandazione”. In pratica questo certificato, rilasciato dall’ambasciatore o dal console, conferma che il passaporto è valido, e che la richiesta di entrare in un Paese per un determinato periodo e per un motivo specifico sia stata presentata correttamente. Lo stesso permesso viene stampato sul passaporto dall’ufficiale dell’immigrazione. Sarà solamente il permesso di entrata, rilasciato al termine delle procedure di immigrazione, a fornire la base legale alla tua permanenza in Giappone.

Trasferirsi e Lavorare in Giappone

Soggiorno per un periodo massimo di 90 giorni

Se è tua intenzione rimanere nel Paese del Sol Levante per un periodo massimo di 3 mesi, ti basterà essere in possesso del passaporto, da presentare una volta giunto in terra nipponica. In questo caso si parla di “Visita temporanea”, ossia di un periodo di soggiorno in cui potrai svolgere, tra le altre, le seguenti attività: “

  • sport
  • turismo
  • visita a familiari, amici o conoscenti
  • indagini di mercato
  • incontri d’affari
  • meeting
  • trattative commerciali
  • visite di cortesia
  • assistenza post-vendita.

In parole povere, sono incluse tutte quelle attività che non danno luogo a una retribuzione economica.

Soggiorno per un periodo maggiore di 90 giorni o per lavori per cui è prevista una retribuzione

Se ti stai recando in Giappone per motivi di lavoro retribuito (dall’impiegato all’insegnante di lingue) o, comunque, con l’intenzione di trascorrervi più di 90 giorni (ad esempio per seguire un corso universitario, frequentare un college, prendere parte a un tirocinio), il visto sarà necessario. In questo caso, per ottenerlo dovrai recarti personalmente all’ambasciata italiana munito dei seguenti documenti:

  • Passaporto in corso di validità
  • Modulo di richiesta
  • Foto
  • Certificato di Eleggibilità

Giappone: quadro generale su lavoro, economia ed occupazione

All’inizio del secondo decennio del XX secolo il Giappone è stato molto vicino a raggiungere la piena occupazione, presentando un tasso di disoccupazione oscillante tra il 2 e il 4%. Negli ultimi anni, pur non riuscendo a replicare con costanza tale risultato, l’economia del Paese del Sol Levante ha fatto registrare comunque ottime percentuali, considerando che a fronte di circa 150 offerte di lavoro sono 100 le persone in cerca di occupazione. Tale dato testimonia come la richiesta di personale sia sempre elevata. Nel febbraio del 2019 il tasso di disoccupazione è sceso al 2,3%. E la carenza di forza lavoro si è fatta sentire in diversi settori, inducendo il governo nipponico ad accogliere con favore gli immigrati. Sempre nei primi mesi del 2019 è stato rilevato, nella fascia tra i 15 e i 64 anni d’età, un tasso di occupazione pari al 77,2% (84% per gli uomini e 70,2% per le donne), con un aumento di 1,2 punti rispetto ai 12 mesi precedenti.

Cercare lavoro in Giappone

Il Ministero per il lavoro italiano ha istituito un sito specifico, “Hello Work”, presentato sia in inglese che in lingua giapponese, dedicato alla ricerca di lavoro in Giappone. Non si tratta, ovviamente, dell’unica fonte cui potrai fare affidamento se è tua intenzione cercare lavoro nel Paese orientale. Euspert, Career Cross, Jobs in Japan, GaijinPot Jobs e Daijob sono alcuni degli altri siti degni di nota. Esistono anche pagine dedicate specificamente ai lavoratori stranieri. E Tokyo Craiglist è un famoso portale di annunci gratuiti in cui è possibile mettersi a disposizione per un posto di lavoro. Questo senza prendere in considerazione un numero sempre più elevato di aziende attive nell’import-export alla costante ricerca di traduttori.

lavorare in Giappone

Link utili da consultare per cercare lavoro in Giappone

Professioni e mansioni più richieste in Giappone

  • insegnante di italiano: è una delle professioni più ricercate in Giappone. Tuttavia, per poter insegnare la lingua italiana è essenziale disporre di un buon inglese, indispensabile per interfacciarsi nel periodo iniziale con gli studenti.
  • ristorazione: non solo cuochi, ma anche camerieri. Tokyo è la città ideale per queste professioni, vista la presenza di moltissimi ristoranti e di punti di ristorazione in ogni angolo. Sono fiorenti anche le realtà totalmente italiane.
  • impiegato: molte società giapponesi hanno rapporti con aziende italiane. Prima di partire per il Giappone potresti provare a inviare alcuni curriculum via email per proporti.
  • ricercatore: se sei laureato, con i giusti contatti potresti trovare posto come ricercatore in università, oppure entrare nel mondo della ricerca all’interno di società private.

Principali città e focus su occupazione e ricerca lavoro

Tokyo

Ancora oggi è Tokyo la città giapponese più ambita per chi proviene dall’estero, italiani inclusi. D’altro canto, la Capitale offre innumerevoli opportunità alle persone in cerca di lavoro.

vivere a Tokyo

Osaka

Anche Osaka è una meta ideale, soprattutto se hai intenzione di trovare un posto nel settore della ristorazione, in quello dei trasporti o in ambito commerciale e marittimo. Oltretutto, il costo della vita di Osaka è decisamente inferiore (circa il 30%) rispetto a quello di Tokyo.

vivere a Osaka

Costo della vita in Giappone

Sei pronto a trasferirti in una città giapponese? Allora, prima di programmare la partenza fai un’attenta valutazione delle spese “fisse” che dovrai necessariamente sostenere giunto a destinazione. Il costo più oneroso è quello per l’alloggio. Innanzitutto, tieni in considerazione il fatto che l’ammontare dell’affitto tende a variare in modo consistente in base alla città (ma anche all’interno della stessa, a seconda della zona) o prefettura scelta. Non farti ingannare dai prezzi. A prima vista, in alcuni casi, potrebbero apparirti più bassi di quanto preventivato; in realtà, viste le dimensioni degli alloggi, il prezzo al metro quadro si rivela elevato. Infatti, la maggior parte degli alloggi giapponesi presenta dimensioni decisamente più contenute delle classiche dimore europee. Il popolo nipponico è abituato a concepire gli spazi, e il concetto stesso di casa, in modo assai differente. Specialmente in città si punta ad offrire alloggi funzionali nella loro essenzialità, con abitazioni e stanze estremamente contenute. Ecco un elenco dei principali costi, con l’indicazione del prezzo medio per città:

  • Affitto mensile: a Tokyo l’affitto mensile di un monolocale è tra gli 80.000 e i 90.000 yen (corrispondenti a 600/700 euro), mentre un bilocale può raggiungere i 120.000 yen (900 euro); a Miyazaki e Hokkaido i monolocali e bilocali costano, rispettivamente, circa 40.000-50.000 yen (350/400 euro) e 60.000 yen (470 euro). All’affitto dovrai aggiungere la somma normalmente richiesta come quota di deposito (ti verrà debitamente restituita al termine del contratto) e commissioni da corrispondere all’agenzia. Questo significa che ti troverai a pagare anticipatamente una somma che si avvicina alle 3 mensilità.
  • Bollette mensili: tra acqua, luce e gas potresti arrivare a spendere tra i 6.000 e gli 8.000 yen (50/65 euro)
  • Abbonamento alla Rete: internet ha un costo mensile di circa 4.000 yen (35 euro)
  • Ristoranti e servizi di ristorazione in generale: fortunatamente, in Giappone non è difficile trovare cibo per tutte le tasche. Inoltre, grazie alla diffusa abitudine del popolo giapponese di mangiare fuori casa (opzione che consente loro di dedicare ancora più tempo al lavoro) la cucina locale è piuttosto ricca e variegata, pronta a soddisfare ogni esigenza. Diffusi sono i “teishoku”, ossia i ristoranti che offrono menu fissi, e i “family restaurant”, caratterizzati da formule “all-you-can-eat” e “all-you-can-drink”. Pochi euro ti saranno sufficienti per sentirti sazio. E se ti sentirai in vena di festeggiare sono sempre disponibili ristoranti di lusso! Non mancano neppure locali in grado di proporre pizza che ingredienti provenienti dall’Italia. Ti faranno sentire meno lontano da casa, almeno per una sera!
  • Cibo nei supermercati: generalmente, il prezzo degli alimenti è inferiore a quello italiano. Non mancano, però, le eccezioni. Se carne e uova vengono offerti a prezzi molti simili a quelli del nostro Paese, è la frutta a risultare molto cara. Per quale ragione? Perché spesso viene importata o proviene da coltivazioni in serra.
  • Trasporti: in Giappone i trasporti sono molto efficienti, ma l’efficienza si traduce in un costo superiore. Questo è vero soprattutto per gli “Shinkansen”, i “treni proiettile”, e per quelli inter-regionali di superficie. Non si riscontrano differenze rilevanti, rispetto all’Europa, nelle tariffe di treni locali e metropolitana. Solo trovandoti costretto a ricorrere per un unico viaggio a più linee gestite da compagnie diverse, ti troverai a dover sostenere un costo più elevato. Decisamente positiva è la possibilità di spostarsi ovunque con la rete ferroviaria; questo rende superfluo l’uso dell’automobile.

Stipendi in Giappone

Lo stipendio medio giapponese si avvicina alla cifra di 2.500 euro netti; quasi 1.000 euro in più di quello italiano. Ecco alcuni esempi:

  • insegnante di italiano: varia in base alla scuola e alla materia, tra i 17 e i 36 euro l’ora
  • cameriere: circa 9 euro l’ora
  • cuoco: 12 euro l’ora;
  • commesso: molto ben remunerato, tanto da raggiungere i 27.000 euro annui
  • traduttore: gli stipendi vanno da 7 centesimi a parola (traducendo dal giapponese all’inglese) a 14 euro (dal giapponese all’italiano)

Base di lingua necessaria

Se il Giappone offre diverse opportunità a chi è in cerca di un posto di lavoro, quando la professione prevede un rapporto diretto con la clientela è necessaria una certa conoscenza della lingua. Un problema non di poco conto per chi ha appena iniziato a studiare giapponese. Non mancano, ad ogni modo, i lavori in cui la lingua non rappresenta un elemento indispensabile o che, comunque, possono essere svolti semplicemente con una base di parlato.

In diversi casi, in luogo del giapponese, si richiede l’inglese. Considerato che ogni sono più di 30 milioni i turisti ospitati dal Paese del Sol Levante, e tenendo presente il livello piuttosto basso di inglese della maggioranza dei giapponesi, non stupisce che numerose aziende nipponiche siano alla ricerca di stranieri in grado di parlarlo con fluidità. Se sei alla ricerca di un lavoro che non preveda contatti con la clientela (aziende dedite allo sviluppo di videogiochi o alla traduzione di testi), anche il giapponese a livello scolastico sarà sufficiente. È comunque diffusa, in questi casi (ma anche per l’assunzione di cuochi) l’abitudine di sottoporre i candidati a un test in lingua madre.

Gruppi Facebook e community di italiani in Giappone

Gruppi Facebook

  • Italiani in Giappone: è la pagina Facebook che racconta l’esperienza di italiani residenti nel Paese nipponico. Offre notizie aggiornate, spunti e consigli utili
  • Giappone: viaggi, vita e amicizie: community italiana che si rivolge a chi ha intenzione di viaggiare in Giappone e alle persone che già vi risiedono
  • Italiani nel Kansai e Sud del Giappone: gruppo nato da qualche anno per condividere l’esperienza di italiani che hanno scelto il Sud del Giappone come meta.

Canali Youtube di italiani in Giappone

Ecco, infine, qualche canale youtube di italiani che raccontano la propria esperienza in terra giapponese:

Vivi Giappone – video sul Giappone dal Giappone!: 4 italiani residenti in Giappone ne illustrano pregi e difetti:

E poi anche i canali Youtube:

Ora hai tutte le informazioni utili per decidere se andare a vivere e lavorare in Giappone!

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Commenti

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  • Grazie mille per aver usato il mio video nell’articolo!
    Un saluto dal Giappone!