Reddito di cittadinanza, disegno di legge dei 5 Stelle: 600 euro a chi ha perso il lavoro

Arriva la svolta del Movimento 5 Stelle che dopo sei mesi di lavoro annuncia: “abbiamo un disegno di legge”. Gli uomini di Grillo hanno dato priorità ad una proposta che da sempre è stata la protagonista di tutti gli incontri in piazza durante la campagna elettorale: Costerà 20 miliardi di euro e prevede un contributo di massimo 600 euro per chi ha perso il lavoro o si trova sotto la soglia di povertà. Precisazioni anche sul nome, il provvedimento infatti dovrebbe essere chiamato “reddito minimo garantito”, escludendo dunque il “reddito di cittadinanza” che in sostanza indica l’erogazione di denaro ai cittadini maggiorenni a prescindere che lavorino o meno.

I grillini hanno preso spunto dal modello francese, annunciando anche un sostegno legato ad una riorganizzazione dei centri dell’impiego.

Nei prossimi giorni il disegno di legge sarà presentato per via ufficiale. Le prime affermazioni a caldo sono del senatore dei 5 Stelle Alberto Airola: ” I soldi ci sono, non ci vengano a dire che non si può realizzare perché 20 miliardi li possiamo ricavare senza problemi.

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Latina: borse lavoro a disoccupati e finanziamenti per occupazione femminile

Nell’ambito del Piano Esecutivo Triennale 2011/2013 denominato Azioni di contrasto ai fenomeni di disoccupazione, la Provincia di Latina, cercando di favorire i giovani disoccupati o inoccupati con un’età compresa tra i 21 e 26 anni di età ed i soggetti in età lavorativa adulta con oltre 45 anni di età colpiti da situazioni di crisi occupazionale, in collaborazione con l’Agenzia Latina Formazione e Lavoro, ha iniziato a promuovere la realizzazione di tirocini formativi per l’inserimento in azienda. Questi ultimi  avranno una durata di 6 mesi e garantiranno a chi vi prenderà parte una borsa lavoro pari a 800 euro mensili, al lordo di ogni ritenuta fiscale o previdenziale. Chi fosse interessato dovrà inviare la domanda di candidatura, insieme al propriocurriculum, alla dichiarazione di essere in possesso dei requisiti previsti, di essere residente nel territorio della Provincia di Latina entro le ore 12.00 dell’8 novembre 2013.

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Chiedevano soldi per dare lavoro e sparivano. Arrestati

Vittime della disoccupazione, ma in questo caso il lavoro gli era stato offerto, peccato che era solo una truffa. Così due uomini si sono trasformati in ‘procacciatori d’affari’ ingannando centinaia di giovani e meno giovani. (fonte ‘La Stampa’).

La tecnica utilizzata non era poi così tanto sofisticata: i due inserivano su internet annunci di lavoro privati senza agenzie e molto allettanti, offerte appetibili che interessavano ambiti più disparati, come addetti mensa, autotrasportatori, manutentori negli ospedali e incaricati dei servizi di pulizie. Attraverso le promesse di impiego i due ‘imprenditori’ rendevano ancora più gustosa la torta, approfittando facilmente del periodo di crisi attuale e della piaga del lavoro che manca. Facevano firmare contratti di lavoro falsi, poi chiedevano un contributo da pagare in contanti per diventare soci dell’azienda. Dopo aver intascato la quota che era di circa 200/250 euro a seconda dei casi, sparivano facendo perdere le loro tracce.

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Alitalia, a rischio 2.500 lavoratori. Stretta anche sui manager

Il caso Alitalia continua a far discutere, si parla ache di taglio del personale. Secondo le ultime stime dovrebbero oscillare entro i 1.000 ai 2.500 esuberi e spetterà agli azionisti calibrare il numero. A questi vanno aggiunti almeno 2.000-2.500 contratti a termine che a breve potrebbero essere bloccati. 

Il nuovo piano di ristrutturazione della compagnia, denominato “stand alone” sarà pronto verso la fine della prossima settimana. Gabriele Del Torchio, amministratore delegato Alitalia, con il contributo degli esperti di ‘Boston Consultingnon’ annuncia che non ci saranno sconti per nessuno, tutto il personale, dai piloti ai manager saranno chiamati a compiere enormi sacrifici.

La cura per rimettere in sesto la compagnia è molto pesante, e gli interventi che dovranno essere compiuti saranno molto lunghi. Successivamente subentrerà la fase dei contributi di Poste e dell’alleato estero.

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Tasse, Cgia: nel 2014 si pagherà 1.1 miliardi in più

Nel 2014 con l’intervento della ‘Legge di Stabilità’ gli italiani potranno godere di una riduzione delle tasse e dei contributi da versare all’Erario per un importo pari a 5,119 miliardi di euro. Ottimo se non fosse per i versamenti che dovranno essere inviati allo Stato, ben 6,227 miliardi di euro di nuove imposte. Risultato? Se non cambia nulla fino all’attesa della conversione del Parlamento, ci attenderà un bel salasso di tasse da pagare pari a 1,1 miliardi di euro.

A fornire i dati è l’Ufficio studi della Cgia, in base ad un calcolo effettuato sull’impatto economico riconducibile agli effetti di tutte le nuove voci fiscali introdotte nella ‘Legge di Stabilità’. In parole povere la Cgia ha calcolato i dati sulla base della differenza tra le nuove entrate fiscali, minori imposte e contributi.

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Toscana: prestiti a lavoratori in difficoltà al via dal 7 novembre

In Toscana, una misura che sarà operativa dal prossimo 7 novembre 2013, permetterà operazioni  di microcredito verso i lavoratori e le lavoratrici in difficoltà, residenti in Regione. Questo grazie ad un accordo stipulato tra la Giunta e undici banche. L’articolo 7 della legge regionale 45/2013 stanzia “per il triennio 2013 – 2015 risorse per euro 5.000.000,00 annui, finalizzati alla concessione di contributi a totale copertura degli interessi ed alla prestazione di garanzie su finanziamenti erogati a favore di lavoratori e lavoratrici in difficoltà economica temporanea”. Gli interessi, stabiliti dall’Accordo nella misura del 4% nominale annuo, s’intendono “a carico delle risorse stanziate dall’articolo 7”. Tecnicamente si tratta del “contributo in conto interessi” che però in questo caso, è scritto nel testo di Legge, “è pari al 100%“, quindi all’intero importo relativo agli interessi.

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Lavoro: 4 aziende su 10 assumono via internet

La ricerca del lavoro si effettua su tante strade diverse: agenzie, annunci su riviste specializzate, bacheche universitarie, passa parola e soprattutto sul web. Quest’ultimo non è un paradiso per giovani e meno giovani senza lavoro, ma rappresenta sicuramente una grossa opportunità per cercare un connubio perfetto tra domanda ed offerta. Dopo aver letto il: “Rapporto sul Mercato del Lavoro” realizzato da Fondazione Obiettivo Lavoro in collaborazione con il Crisp (Centro di ricerca interuniversitario per i servizi di pubblica utilità dell’Università di Milano Bicocca) e con la Fondazione per la Sussidiarietà, porremo sicuramente maggiore attenzione e fiducia su questo strumento formidabile che è internet.

Analizzando l’indagine appena citata, sul web sono presenti oltre 180mila offerte di lavoro, e questo solo nel periodo febbraio-aprile 2013. Più della metà proviene da portali costruiti appositamente, mentre il restante da testate giornalistiche nazionali dell’area lavoro e da siti web delle principali agenzie per il lavoro.

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Dalla scuola al lavoro con i Social: grande partecipazione al convegno di presentazione della ricerca curata da Fondazione Sodalitas e Randstad Italia

Venerdì 25 ottobre a Milano, presso la sede centrale di Randstad Italia in via Lepetit, si è tenuta l’edizione 2013 di “Scopritalenti”, l’evento annuale promosso da Fondazione Sodalitas per avvicinare giovani ad alto potenziale alle aziende leader di mercato. La giornata è ospitata ormai da alcuni anni da Randstad, segnale della grande attenzione che l’agenzia per il lavoro, in forte espansione in Italia dopo l’acquisizione di Start People, dedica ai giovani alla ricerca del primo impiego ed al rapporto con le aziende che investono nello sviluppo delle risorse umane.

La giornata è stata inaugurata alle 11 dalla presentazione della ricerca “Dalla scuola al lavoro, attraverso i Social”, nell’ambito di un partecipatissimo convegno. La sala che ha ospitato la presentazione della ricerca, a cura di Fondazione Sodalitas e Randstad, era davvero gremita di giovani, con viva soddisfazione degli orgnizzatori. La ricerca ha evidenziato l’importanza crescente dei social network nella ricerca del lavoro tra i giovani fino a 30 anni: secondo i dati raccolti su un campione di 700 giovani un candidato su quattro ha ottenuto in colloquio di lavoro grazie a Linkedin o Facebook.

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Dal franchising al kebab: idee per combattere la disoccupazione

Ai disoccupati, giovani o meno che siano, può servire un’idea imprenditoriale. Facile a dirsi, ma non molto a farsi. Eppure, prendendo spunto da chi ce l’ha fatta, da tutte quelle persone che hanno trovato un lavoro grazie al franchising o al kebab, si potrebbe anche solo cercare di modificarne l’idea di base e poi, rielaborando con la propria creatività, trovare qualcosa che soddisfi le aspettative occupazionali desiderate. Cosa c’entrano, però, il franchising e l’arcinoto panino di origine turca? Che cosa li accomuna? Il parallelo sarà anche un po’ azzardato, ma sia da una parte che dall’altra un buon numero di disoccupati europei è riuscito a trovare un impiego in grado di garantirgli uno stipendio.

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Potere operaio: le aziende in crisi salvate dai dipendenti

Quando le banche non aiutano le aziende, sono i dipendenti che decidono di investire sulle imprese per cui lavorano. In Italia sono 36 i casi di questo genere, un fenomeno che ha ridato vita a numerose piccole realtà imprenditoriali. Stiamo parlando del ‘workers buy out‘ un sistema nato negli Stati Uniti ma utilizzato anche nel nostro paese. Proprio in questi ultimi anni, dove i problemi di successione nelle piccole e medie imprese italiane si sono moltiplicate a causa della crisi economica e finanziaria. Tale tipo di operazione è caratterizzata da un forte impatto sociale e può rappresentare un’alternativa alla chiusura definitiva dell’attività ed al salvataggio di molti posti di lavoro. 

In Italia si contano già 36 casi di piccole aziende salvate e rimesse in carreggiata dai dipendenti. La maggioranza sono imprese inserite nel settore del manifatturiero e dei servizi, localizzate per lo più in Toscana ed Emilia ma anche in Veneto e Lazio.

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Bonus assunzioni: pochi li conoscono, quasi nessuno li usa

I bonus assunzioni non sono molto diffusi all’interno del panorama imprenditoriale italiano, e pochi sembrano voler usare questi benefit recentemente predisposti dal governo. A dimostrazione di ciò, i dati statistici elaborati dalla Fondazione Studi, che cerca di comprendere quale sia stato il livello di “accettazione” dei bonus all’interno delle imprese, e quali siano i risultati conquistati mediante l’indostruzione di questi benefit nelle piccole imprese, che oggi rappresntano almeno il 90 per cento delle tessuto produttivo italiano.

Ebbene, secondo quanto afferma il sondaggio compiuto tra i consulenti del lavoro, il 73 per cento degli intervistati avrebbe affermato che le imprese non avrebbero sfruttato adeguatamente l’agevolazione. Tra i principali punti di supporto al miglioramento dell’incisività del bonus, il suggerimento di innalzare il limite di età previsto (dai 29 ai 35 anni) al fine di allargare la platea di potenziali lavoratori coinvolgibili all’interno del processo di assunzione. Ancora, sempre secondo quanto affermato dalla Fondazione, una parte prevalente di quelle imprese che hanno “snobbato” l’agevolazione risiederebbe al Sud, dove la convenienza al bonus appare essere minore di spetto a quelli previsti da altri incentivi.

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Imprenditori italiani under35, nel 2013 aperte 100mila imprese

Sono tantissimi gli italiani under 35 in preda alla crisi, un esercito in continua espansione che secondo i dati forniti da Unioncamere, decide di tentare la via del lavoro in proprio. Attualmente sono circa 300mila imprese nate tra gennaio e la fine di settembre, 100mila delle quali hanno alla guida uno o più giovani con meno di 35 anni.

Il dato emerso è molto chiaro e racconta come in tempi di crisi, giovani carichi di volontà e speranze decidono di investire in loro stessi. Tra luglio e settembre 2013 si contano infatti 76.942 iscrizioni di nuove imprese  e 64.008 cessazioni di quelle già esistenti. Ciò dimostra come il rapporto tra iscrizioni e cessazioni, rispecchia le difficoltà dell’economia reale del Paese. Secondo Unioncamere si tratta del peggior dato del decennio, poco migliore rispetto a quello del 2012.

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Senza lavoro in sei milioni. Sfiducia blocca la ricerca di un impiego

disoccupazione
 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span style="font-size: 14px;"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-3822" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/10/Senzalavoro2.jpg" style="width: 160px; height: 95px; margin: 3px; float: left;" width="625" height="370" />Cosa scoraggia la <strong>ricerca di un lavoro</strong>, perpetrando così la permanenza nella condizione caratterizzata dalla mancanza di un reddito? Le ragioni di chi <strong>non cerca più</strong> sono svariate e molto profonde. In ogni caso, secondo gli ultimi <strong>dati Istat</strong> riguardanti il secondo trimestre del 2013, a bloccare la ricerca è la <strong>sfiducia</strong>. Dalle analisi dei dati contenuti nelle varie tabelle, emerge infatti come <strong>fra</strong><strong>i 6 milioni</strong> di persone potenzialmente impiegabili, vi siano solo 3 milioni e 75 mila disoccupati attivi. Il restante 50%, circa 2 milioni e 990 mila persone, pur dichiarandosi disposto a lavorare, anche in qualsiasi area, non farebbe nulla per cercarsi una occupazione, non cercarendo offerte di lavoro adatte al proprio profilo e conseguentemente non spedendo alcun curriculum.</span></span></span>

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Dipendenti in cassa integrazione ma costretti a lavorare, la storia di Francesco

Come questa ne esistono tante ma lui ha avuto il coraggio di raccontarlo in un’intervista ad ‘ilfattoquotidiano’, una storia che narra l’ultima frontiera delle truffe allo Stato. Francesco (nome di fantasia), svela le scappatoie che le aziende o meglio la sua utilizzano impiegando lavoratori in cassa integrazione a zero ore, costretti a “lavorare” in nero per la stessa azienda che usufruisce di ammortizzatori sociali. In questo modo l’impresa non paga stipendi mentre fa ricadere sul pubblico il costo del lavoro, mentre i ricavi degli appalti entrano puliti nelle tasche degli amministratori.

La storia. Francesco lavora in una ditta titolare di un appalto per Poste Italiane, uno dei compiti è quello di consegnare raccomandate per l’Agenzia delle Entrate e per Equitalia: “Siamo una quarantina di lavoratori, e dall’ottobre 2011 saremmo entrati in cassa integrazione a rotazione. Ma di rotazione non c’è nulla. Venti di noi, come me, sono completamente fermi, gli altri venti continuano a fare le consegne secondo il regolare orario di lavoro, dalle 7.30 alle 12.30 sei giorni a settimana. Nella loro busta paga, però, risultano 80-100 ore di cassa integrazione al mese. E una sola ora al giorno di lavoro ‘in chiaro’”. Tutto questo succede nella provincia di Napoli, in città affollatissime molto vicine al capoluogo: Marano, Giugliano, Pozzuoli e Torre del Greco.

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Lavoro: i giovani lo trovano su facebook

Secondo una ricerca realizzata dalla Fondazione Sodalitas in collaborazione con Randstad, sale la percentuale degli ‘under 30’ che utilizza Facebook per cercare lavoro, ma anche tutti gli altri social network. Il 52,4% dei casi infatti ritiene i social canali efficaci. Linkedin ad esempio è utilizzato nella maggior parte dei casi 77,3%, mentre Facebook naviga in seconda posizione, a seguire Twitter.

Noi di Bianco Lavoro siamo stati presenti venerdi all’incontro organizzato da Randstad e Solidas ed in settimana vi racconteremo tutto con un articolo dettagliato. Ma ora qualche dato…

Sempre secondo la ricerca le offerte disponibili sui social sono rivolte principalmente a professionisti con un cospicuo bagaglio di esperienze alle spalle, piuttosto che a profili junior o a giovani che non hanno mai avuto un lavoro. I social utilizzati quindi in misura sempre maggiore per captare le offerte delle aziende, ma attenzione, non sono loro la prima scelta dei giovani che preferiscono infatti siti dedicati alla domanda e offerta di lavoro, ma anche agenzie per il lavoro, a siti aziendali e i portali che le aziende dedicano completamente alle opportunità di carriera al proprio interno.

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Reddito garantito in Europa, Italia fanalino di coda

Argomento caldo sul tema lavoro e sostentamento è senza dubbio il ‘reddito minimo garantito’. E’ dal 1992 che l’Europa chiede al nostro paese di adeguarsi, dopo 21 anni non è ancora cambiato nulla nonostante le continue sollecitazioni della Comunità Economica Europea. La politica ha alternato partiti e Governi e nonostante due disegni di legge sul tema ed esperimenti finiti nel nulla, l’Italia non è ancora riuscita ad adeguarsi nonostante il suo 35% di disoccupazione. Le raccomandazione di Bruxelles sul sostegno pubblico ai disoccupati sono dunque servite a poco, mentre in merito aleggiano confusione ed ipotesi. 

Ed è proprio mentre in Italia le proposte di legge riposano in parlamento, la situazione nel resto d’Europa è completamente diversa. Sostegno e sussidi ai disoccupati, ma non solo. Tutti i paesi dell’Europa tranne Italia e Grecia hanno adottato ormai da tempo strumenti di reddito minimo garantito per consentire ai loro cittadini più deboli di vivere una vita dignitosa, indispensabile per alleviare la condizione di povertà ed insicurezza economica di chi vive al di sotto della soglia minima. Ed è così che in caso di perdita del lavoro, nel momento in cui è scaduta l’indennità di disoccupazione e il disoccupato di conseguenza non ha ancora trovato un nuovo impiego, scatta il reddito minimo garantito.

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Laurea: risorsa o limite? Le opinioni dei nostri lettori

È forse finita l’era in cui l’essere in possesso di una laurea significava garanzia di un impiego stabile e duraturo. Anzi, oggi in alcuni casi essere laureati può addirittura costituire un ostacolo nel trovare un impiego. Per usare le parole dei nostri lettori, “La laurea è diventato un titolo discriminante”. È una tematica, questa, di cui molto si dibatte oggigiorno e anche su Bianco Lavoro è emersa durante la diretta web di pochi giorni fa, in cui il nostro direttore ha fornito diversi suggerimenti  su come orientarsi nella ricerca di lavoro online. Ecco una sintesi di ciò che è emerso da commenti e considerazioni postati dai lettori di Bianco Lavoro Magazine

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Per Bologna è un’imbrattatrice, per il resto del mondo una grande artista

Alice Pasquini, visual artist, scenografa e illustratrice romana è stata denunciata dalla polizia municipale del Comune di Bologna per aver “imbrattato” alcuni spazi della città. Lei stessa, durante un’intervista rilasciata al Corriere di Bologna pochi giorni prima, affermava di aver disegnato alcune sue opere in diverse parti del centro indicando, anche il nome delle vie. AliCè, lo pseudonimo, o “Tag” a voler essere precisi, con il quale è conosciuta, le è stato fatale. Il reparto di Sicurezza Urbana e Antidegrado della polizia municipale si è dato da fare ed è scattata la denuncia, ai sensi dell’articolo 639 del codice penale (imbrattamento).

Ecco la bizzarra storia di una giovane artista italiana considerata tra gli street artist più famosi del mondo, insieme a Blu, Sten&Lex e Bansky, tanto per citarne alcuni.

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Cinquantesima edizione Smau Milano. Startup, innovazione e lavoro

Al via la cinquantesima edizione dello Smau, evento che si svolgerà a partire da oggi e fino al 25, nei padiglioni 1 e 2 di Fieramilanocity. Attesissimo da migliaia di persone oltre ad offrire una carrellata tra le migliori aziende del settore, offre anche grosse opportunità di lavoro per chi cerca occupazione nell’innovazione attraverso la creazione di impresa e la promozione di nuove idee

Allo Smau saranno presenti e cinquanta migliori startup italiane, centri di ricerca e circa seicento workshop. Milano si aggiudica la corona di città con maggiore spazio alle startup innovative, e riesce a creare l’anello di congiunzione tra formazione e mercato del lavoro, unica via d’uscita per i giovani che vanno avanti non solo grazie alle proprie capacità ma soprattutto grazie allo spirito di iniziativa.

Tra le novità di maggiore interesse presentate in questa cinquantesima edizione è il “Barcamper Touruno spazio dove è possibile presentare il proprio progetto di avviamento d’impresa o di riavvio. Obiettivo principale è quello di valutare le migliori idee sul tema degli open data, cioè sulle banche di dati aperti e condivisibili.

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I giovani e gli stage al ministero: altro che ‘bamboccioni’

L’esercito silenzioso degli stagisti che ogni giorno cerca negli annunci, manda curriculum e spera in un contratto, o almeno in un colloquio è formato da centinaia di migliaia di giovani disoccupati italiani.

Ma prima di approfondire facciamo chiarezza lessicale su cos’è uno stage. Lo stage in azienda costituisce la fase pratica dello studio, finalizzata a far conoscere la realtà aziendale e a far acquisire gli elementi concreti di una certa attività. Detto questo bisogna districarsi tra stage curriculari ed extracurriculari, di formazione, di orientamento. Non è semplicissimo riuscire ad individuare le differenti categorie. Gli stage curriculari sono inclusi in un processo di apprendimento svolto all’interno di un’università o un istituto scolastico. Gli stage curriculari attivati un giorno prima della laurea sono di competenza statale, mentre quelli attivati il giorno dopo la laurea sono di competenza regionale perché sono stage extracurriculari, questi ultimi sono regolati da 20 diverse normative regionali.

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