Home » News Lavoro » cassazione e legge

Bonus ed agevolazioni: cosa succede con la crisi di Governo in atto?

Con la crisi di Governo, cosa ne sarà dei bonus e delle misure economiche a favore delle realtà colpite dalla crisi economica? Alcune ipotesi


Oltre ai problemi connessi alla situazione economica e sanitaria con cui il nostro Paese si trova a dover fare i conti, ci mancava solo la crisi di Governo. Tanti i punti interrogativi che sorgono con la mancanza di una stabilità politica. Uno di questi è connesso ai bonus ed agevolazioni. Cosa succederà? Saranno ancora garantiti tutti gli aiuti promessi ai settori economici in difficoltà, alle famiglie ed ai lavoratori?

Bonus e crisi di Governo

bonus

Oltre alla pandemia da coronavirus che interessa il mondo intero, ora dobbiamo fare i conti anche con la crisi di Governo. Infatti, il Premier Giuseppe Conte ha rassegnato le proprie dimissioni mentre Sergio Mattarella, attuale Presidente della Repubblica ha invitato il Governo a restare in carica per sbrigare gli affari correnti ed importanti. In una situazione di caos politico, tanti cittadini si chiedono cosa ne sarà di tutte quelle misure e bonus economici promessi per aiutare imprese, famiglie e lavoratori a rialzarsi dalla crisi innescata dal coronavirus. Un quesito davvero molto importante, a cui è giusto dare una risposta chiara. In una situazione particolarmente delicata come quella che tutti stiamo vivendo, non ci si può permettere di lasciare da sole le categorie più colpite dalla crisi economica. Diventa necessario garantire loro delle agevolazioni, dei bonus, delle misure di sostegno in grado di non abbandonare queste realtà al loro destino.

Bonus e ristori dopo le dimissioni di Conte

La direttiva della presidenza del Consiglio ha ribadito che il Governo è tenuto al “disbrigo degli affari correnti“, quelli urgenti che sono necessari per fronteggiare l’attuale crisi economica e sanitaria. Bisogna in ogni modo cercare di alleviare quelle che sono le conseguenze disastrose del coronavirus. La direttiva sembra possa prevedere la concreta possibilità di varare il decreto Ristori 5 con circa 32 miliardi di euro di risorse disponibili. Bonus e misure che puntano a risollevare le sorti di professionisti, lavoratori e settori economici da circa 1 anno alle prese con le conseguenze del coronavirus. Ed ancora, avanza l’idea di una nuova rottamazione delle cartelle. Questo darebbe la possibilità di andare a regolare i conti con il Fisco, senza incorrere in multe e sanzioni varie. Non è tutto perché probabilmente sarà prolungata la cassa integrazione covid, ma è possibile anche una proroga relativa il blocco dei licenziamenti in scadenza il 31 marzo.

Fondi destinati alla sanità

Bisogna investire anche nel settore sanitario, tanto importante soprattutto con una pandemia in atto. Tra le varie misure sono previsti anche più di 3 miliardi di euro da destinare alla sanità. Investimenti che serviranno anche per acquistare e conservare le dosi di vaccino contro il covid. Non è tutto perché altri 2 miliardi di euro dovrebbero andare direttamente agli enti territoriali ed 1 miliardo di euro sarà destinato al settore dei trasporti pubblici locali. Anche la scuola non deve essere dimenticata o messa in disparte. A tal proposito nei piani ci sono anche dei fondi da destinare alla scuola, alle forze dell’ordine ed alla Protezione Civile.

Alcuni bonus a rischio

Anche se ci sono determinati bonus che restano garantiti anche a fronte dell’attuale crisi di Governo, non mancano però delle misure a rischio. Di fatti, alcuni provvedimenti che sono stati inseriti all’interno della Legge di Bilancio 2021 sarebbero letteralmente in bilico. Ci riferiamo a quei provvedimenti che non sono entrati in vigore in quanto connessi all’emanazione di specifici decreti attuativi. Tra tutti i provvedimenti che potrebbero registrare dei rallentamenti troviamo l’assegno unico familiare, ma anche bonus occhiali, bonus rubinetti, kit digitalizzazione, bonus affitto e tanti altri.

Il cashback

Anche il cashback potrebbe subire delle modifiche, dei rallentamenti o addirittura uno stop precoce, prima della scadenza dei sei mesi previsti. Altra ipotesi è quella di far funzionare il cashback con tanto di conteggio degli acquisti effettuati, fino al 30 giugno 2021, ossia per il primo semestre previsto. Sicuramente la crisi di Governo avrà delle conseguenze non solo sull’organizzazione politica ma anche su quello che sarà il funzionamento dei bonus ed incentivi a sostegno dei cittadini. Non ci resta che aspettare come evolverà la situazione.