Coronavirus: in aumento i contagi sul posto di lavoro. I settori più interessati

I settori professionali più esposti al coronavirus. I dati del report Inail sui contagi che si verificano sul posto di lavoro

In Italia crescono i contagi da coronavirus sul posto di lavoro. Ad affermare tale tendenza è stata l’Inail attraverso la pubblicazione del nono report sui contagi da Covid sul lavoro. Ecco i settori maggiormente interessati dove il rischio di infezione è maggiore.


Coronavirus ed i contagi che aumentano

Coronavirus

In Italia la situazione coronavirus continua ad attirare l’attenzione di tutti. I contagi aumentano giorno dopo giorno. Ieri si sono registrati 15.199 casi di coronavirus con 144.737 tamponi effettuati. Non è tutto perché, secondo l’Inail aumentano i contagi anche sul posto di lavoro. In particolare, fino ad oggi, nel nostro Paese si sono registrati circa 54 mila casi a lavoro. Ad affermare ciò è il nono report nazionale Inail predisposto dalla Consulenza statistico attuariale dell’istituto. Tale report è stato pubblicato con l’aggiornamento delle schede di approfondimento sui vari contagi nelle Regioni. Subito dopo il lockdown il numero dei contagi è effettivamente diminuito, ma nel mese di settembre la situazione è improvvisamente cambiata, con i contagi da coronavirus nuovamente in aumento anche nella realtà direttamente connesse al lavoro. Ad incidere su questa tendenza è stato il ritorno in ufficio che ha interessato molti lavoratori, con relativi spostamenti e contatti tra colleghi.

I settori professionali a maggiore rischio di contagi

Quali sono i settori lavorativi più esposti al contagio da coronavirus? Ebbene non tutte le realtà professionali sono uguali, così come non tutte hanno lo stesso tasso di rischio contagi. Tra i settori più colpiti ed a rischio c’è quello della sanità e dell’assistenza sociale. In particolare ci riferiamo ad ospedali, case di riposo, cliniche e policlinici universitari, istituti, residenze per anziani e disabili. A seguire troviamo il settore della Pubblica Amministrazione con organismi legati alla sanità, Asl, amministrazioni regionali, provinciali e comunali. Altri settori particolarmente interessati dall’aumento dei contagi da coronavirus sono i servizi di supporto alle imprese (call center, vigilanza, pulizia), il settore manifatturiero, come tutti gli addetti alla lavorazione di prodotti chimici, medicinali, ma anche l’industria alimentare. A seguire ci sono tutte le attività di ristorazione e servizio alloggio.

Distribuzione geografica dei contagi da coronavirus

Ad oggi nessuna Regione è a contagio zero. Il report dell’Inail ha preso in considerazione anche la diffusione geografica dei contagi sul posto di lavoro. Emerge che più della metà delle segnalazioni di contagio sul lavoro arriva dal Nord-Ovest con una percentuale pari al 55%. A seguire troviamo il Nord-Est con una percentuale pari al 24,4%, il Centro Italia con 11,9%, il Sud con una percentuale del 6,2% e le Isole con 2,4% dei casi di contagio. Una situazione che in qualche modo evidenzia quella che è l’attuale realtà caratterizzata dall’incremento costante dei contagi da coronavirus anche sul posto di lavoro. Il ritorno in ufficio ha inevitabilmente avvicinato i dipendenti ed innalzato il rischio di contagio. Lo smart working resta una modalità di lavoro sicura, perché evita inutili contatti tra dipendenti, consentendogli di lavorare da remoto in tutta sicurezza.

Coronavirus: lo smart working come soluzione

Il lavoro da casa adoperando le nuove tecnologie informatiche, si adatta bene al particolare periodo che stiamo vivendo. In una società dove limitare i contatti fisici tra le persone diventa di vitale importanza, lo smart working sembra essere la soluzione. Non è necessario uscire di casa per recarsi in ufficio, in quanto il lavoro si può svolgere da remoto senza alcun tipo di problema. Il Governo incentiva questa modalità di operare, invitando non solo il settore privato ma anche la Pubblica Amministrazione ad abbracciare questa nuova filosofia professionale. Il futuro oltre ad essere tecnologia è anche nuove modalità di organizzazione e gestione del lavoro. Investire sullo smart working diventa la priorità, soprattutto in periodo coronavirus. Ecco perché ci sono agevolazioni ed iter semplificati per attivare questa particolare forma di lavoro, in modo da migliorare anche il fatturato e la produzione aziendale.

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