Coronavirus: pericolo lockdown nazionale. Il 15 novembre la decisione

Possibile lockdown nazionale per limitare i contagi da coronavirus. Arriva l’appello dei medici. Decisione entro il 15 novembre

Il pericolo di un lockdown nazionale non è svanito. Se nei prossimi giorni la situazione epidemiologica da coronavirus non dovesse migliorare, il Governo potrebbe davvero optare per lo stop di tutto il Paese. Intanto i medici lanciano l’allarme su un sistema sanitario stremato e colmo di malati. La decisione sul da farsi sarà presa il 15 novembre.


Contagi da coronavirus in Italia

La situazione epidemiologica non è serena in nessuna parte del mondo. Anche in Italia i contagi da coronavirus non diminuiscono, con l’aumento dei ricoverati in terapia intensiva. Il bollettino di ieri parla chiaro: 35.098 nuovi casi di coronavirus in 24 ore con 217.758 tamponi effettuati e 580 vittime. Purtroppo la situazione non sembra migliorare, nonostante siano state applicate regole di contenimento più restrittive. La minaccia di un lockdown nazionale si fa sempre più concreta, anche se il Premier Conte conferma che si sta facendo di tutto per evitarlo. In ogni modo si attenderà fino al 15 novembre e se la curva dei contagi con si dovesse abbassare, bisognerà intervenire con misure più ferree su tutto il territorio. Intanto i medici invocano un lockdown nazionale perché gli ospedali sono saturi, stremati e manca personale.

Possibile lockdown nazionale dal 15 novembre

Il 15 novembre è una data particolare perché si decideranno le sorti del nostro Paese. Continuare con misure più rigide oppure optare per un lockdown a livello nazionale? Tanti i dubbi e gli interrogativi a riguardo. Se da una parte di sono i medici che continuano a richiedere interventi più duri, dall’altra ci sono imprese e lavoratori che sperano di evitare un nuovo fermo che per l’economia sarebbe micidiale. La situazione negli ospedali non è delle migliori perché i ricoveri da coronavirus aumentano e tolgono posti letto agli ammalati con patologie diverse. Il 15 novembre, in base all’andamento della curva epidemiologica, l’esecutivo deciderà se optare per misure restrittive più ferree oppure chiudere nuovamente tutto il Paese. Il Premier giorni fa aveva già annunciato che ci saranno diversi sacrifici da dover sostenere ora per avere più libertà nel periodo natalizio. Un clima di incertezza che ormai sta dominando su tutto il territorio nazionale, nella speranza che gli ultimi Dpcm possano avere un riscontro positivo.

L’appello dei medici

A preoccupare è la situazione negli ospedali ed in particolar modo nei pronto soccorso e terapie intensive. Il rischio è proprio quello di mandare in collasso i sistemi sanitari regionali prima che la curva dei contagi possa effettivamente abbassarsi. Così, qualche giorno fa è arrivato l’appello dei medici di inasprire le misure anti-contagio prima che la situazione possa ulteriormente degenerare. D’altra parte Conte preferisce seguire la via della cautela, aspettando che le misure di contenimento applicate grazie agli ultimi decreti possano avere il loro effetto. Infatti, il Premier ha affermato che se ci sarà un lockdown nazionale tutto dipenderà dal numero dei contagi su tutto il territorio nazionale. Ovviamente, se queste restrizioni non dovessero funzionare, sarà inevitabile intervenire con norme più restrittive già dal 15 – 20 novembre. Se entro tale data non si assisterà ad alcun miglioramento, l’Italia diventerà zona rossa.

Coronavirus: cosa ne sarà del Natale 2020?

Come sarà il Natale 2020? Sicuramente non lo stesso degli altri anni. Lo passeremo tutti rinchiusi in casa con il divieto di uscire oppure saranno consentite più libertà? Troppo presto per saperlo, con molta incertezza che si respira ogni giorno di più. In caso di chiusura totale tutte le attività economiche non essenziali saranno chiuse, mentre resteranno aperte le farmacie, i supermercati, le edicole e le tabaccherie. Insomma, si ritorna un po’ a quello che già abbiamo vissuto lo scorso marzo. Intanto, altre Regioni sono passate dalla zona gialla a quella arancione, con misure più rigide per contrastare i contagi da coronavirus. Speriamo solo che la situazione migliori a breve, per il bene di tutti.