Coronavirus: possibili restrizioni. Dalle mascherine all’aperto al “coprifuoco”.

In arrivo nuove possibili misure anti Coronavirus. Dall'obbligo della mascherina anche all'aperto fino alla chiusura anticipata dei locali. Ecco cosa potrebbe cambiare

Il numero dei contagi da Coronavirus sta aumentando in Italia, anche se a ritmo più lento e contenuto rispetto al resto d’Europa. Nuove misure e restrizioni sono all’orizzonte con il Dpcm di ottobre, che il Premier Conte firmerà entro mercoledì. Ecco le nuove possibili norme per contenere il numero dei contagi nel nostro Paese.


Coronavirus: in aumento il numero dei contagi

Il numero dei contagi da Coronavirus sta aumentando anche in Italia e continueranno ad incrementare nel corso dei mesi. In particolare, con la ripresa delle attività, del lavoro e soprattutto della scuola, i contagi hanno registrato un incremento nel corso delle settimane. Secondo gli esperti la situazione non migliorerà ed è per questo che sono necessarie nuove misure di contenimento. Certo, la situazione italiana al momento non è critica come quella di altri Stati europei, tuttavia non bisogna abbassare la guardia neanche per un’istante. Così, mascherine obbligatorie anche all’aperto, limitazioni del numero delle persone nei luoghi chiusi, “coprifuoco” per limitare e controllare la movida, sono solo alcune delle misure anti Coronavirus a cui il Governo sta seriamente pensando.

Le norme basilari anti contagio restano sempre le stesse, distanziamento sociale, mascherina e maggiore igiene personale, lavando spesso le mani. Il premier Conte entro mercoledì firmerà il nuovo Dpcm con ulteriori restrizioni da adottarsi immediatamente.

Coronavirus e le misure per stadi e spettacoli

Nuove restrizioni in vista per regolare l’ingresso negli stadi ed agli spettacoli in generale. Si punterà dunque a limitare il pubblico nei vari spettacoli ed eventi, sia al chiuso che all’aperto. In particolare, nei luoghi aperti non sarà possibile riunire più di 1.000 persone per volta. Anche per gli stadi la regola non cambia, potranno accedere solo mille persone accuratamente distanziate tra di loro. Per quanto riguarda i luoghi al chiuso, non potranno accedere più di 200 persone. Limitazioni anche per le cerimonie private e feste. Restrizioni che si rendono necessarie per cercare di limitare il numero dei contagi che sta aumentando ogni giorno.

Misure per i negozi e trasporti pubblici

Da non dimenticare la questione relativa ai trasporti pubblici ed i negozi. La capienza per i trasporti pubblici, siano essi autobus o treni, non supererà l’80% dei posti a sedere. Questo sicuramente creerà disagio, soprattutto ora che le scuole sono riaperte e ci sono più persone che ogni giorno adoperano i mezzi di trasporto pubblici. Per quanto riguarda i negozi, per limitare i contagi da Coronavirus, si procederà con ingressi scaglionati e controllati, in maniera tale da garantire il distanziamento di almeno un metro gli uni dagli altri.

Obbligo della mascherina all’aperto

Non si esclude il ritorno dell’obbligo della mascherina anche all’aperto. Già alcune Regioni italiane hanno optato per questa strategia che probabilmente diverrà una misura a livello non più locale ma nazionale. Utilizzare le mascherine all’aperto servirà ad evitare i contatti tra ragazzi all’uscita della scuola o nei momenti di ritrovo. Previste multe da 500 a 3 mila euro per tutti i trasgressori che non rispetteranno le norme sul contenimento dei contagi da Coronavirus.

Coronavirus e movida

Altro problema è quello della movida tra i ragazzi che contribuisce all’aumento dei contagi da Coronavirus. Sono proprio i giovani che non rispettano le basilari e semplici norme sulla sicurezza si fanno maggiori portatori del virus. Il nuovo Dpcm potrebbe introdurre anche il “coprifuoco” con la chiusura anticipata di locali, ristoranti e bar. Oltre a questo, bisognerà anche limitare gli ingressi locali al chiuso. Tuttavia si tratterebbe di una misura estrema, da adottarsi solo nel caso in cui i contagi aumentassero ancora di più, raggiungendo i livelli di altri Paesi europei. L’impegno è quello di rispettare tutti le norme, di fare dei sacrifici e di non abbassare la guardia fino a quando non arriverà un vaccino che porrà fine alla pandemia.

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