Decreto Ristori: contributi a fondo perduto per molte realtà professionali

Il decreto Ristori per sostenere le realtà professionali interessata delle misure restrittive dell’ultimo Dpcm. Contributi a fondo perduto per molti settori professionali

Il decreto Ristori prevede tra le tante misure, anche contributi a fondo perduto per tutte le realtà costrette a chiudere o limitare la propria attività lavorativa. Il nuovo Dpcm ha infatti introdotto una serie di restrizioni per contenere i contagi da coronavirus, che hanno colpito particolari realtà professionali.


Decreto Ristori per tante realtà professionali

Riforma fiscale

Sono tanti i settori professionali costretti a chiudere o limitare l’attività lavorativa. Il nuovo Dpcm ha introdotto delle misure restrittive che hanno interessato soprattutto il settore della ristorazione, ma anche palestre, cinema, teatri e tanto altro. Si tratta di settori particolari, che hanno bisogno di sostegni economici immediati ed urgenti. Così è stato approvato il decreto Ristori, che tra le tante cose prevede anche dei contributi a fondo perduto destinati alle realtà professionali più colpite. In arrivo sostegni per circa 460 mila aziende, ulteriori 6 settimane di cassa integrazione, la proroga del blocco dei licenziamenti ma anche maggiori sostegni alle forze dell’ordine.

Come sottolinea lo stesso ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, si tratta di un decreto che vale “5,4 miliardi sull’indebitamento netto e 6,2 sul saldo netto da finanziare”. Una misura di vitale importanza per non lasciare determinate categorie di professionisti abbandonati al loro destino, privati della possibilità di lavorare.

Contributi a fondo perduto per le aziende in difficoltà

La misura più importane e di rilievo che fa parte del decreto Ristori è quella dei contributi a fondo perduto per le realtà colpite dagli effetti del coronavirus. Solo questa misura ha un valore di 2,4 miliardi di euro, destinati a tutte le aziende che a causa del nuovo Dpcm sono costrette a chiudere o limitare il normale orario di lavoro. Non solo, saranno riconosciuti contributi e sostegni economici anche a realtà indirettamente colpite, come ad esempio i tassisti, noleggiatori e conducenti. I fondi saranno più alti di quelli previsti dal decreto Rilancio e questa volta potranno beneficiarne anche le aziende con un fatturato superiore i 5 milioni di euro. All’Agenzia delle Entrate spetta il compito di erogare la somma dovuta direttamente sul conto corrente dei beneficiari entro il 15 novembre.

Cassa integrazione e blocco dei licenziamenti

Il decreto Ristori prevede anche 6 ulteriori settimane di cassa integrazione utilizzabili da metà novembre fino al 31 gennaio 2021. Questa sarà concessa alle aziende che a seguito delle nuove misure di contenimento, hanno dovuto chiudere o limitare la propria attività professionale. Nel settore lavoro è stato prorogato anche il blocco dei licenziamenti fino al 31 gennaio 2021. I dipendenti possono dunque tirare un sospiro di sollievo, perché fino a tale data non potranno essere licenziati da nessuno. Inoltre, è stata cancellata anche la seconda rata dell’Imu per le attività professionali investite dalle misure dell’ultimo Dpcm, ossia: bar, ristoranti, palestre, cinema ecc.

Si tratta di una misura che effettivamente non è nuova, ma ora è allargata anche alle imprese con ricavi e fatturato superiori i 5 milioni di euro, sempre nel caso in cui tali realtà abbiano subito un calo di fatturato di almeno il 50%. Il termine ultimo per la presentazione del 730 da parte dei sostituti d’imposta è stato spostato al 30 novembre.

Decreto Ristori ed assistenza

I nuclei familiari percettori del reddito di emergenza non saranno lasciati soli. Per loro previste due mensilità in più. Nello specifico parliamo di circa 300 mila famiglie. Per garantire ciò, verranno adoperati i fondi che sono stati risparmiati sullo stanziamento iniziale. Non è tutto perché il decreto Ristori prevede voucher per biglietti degli spettacoli interrotti che non si terranno fino al 31 gennaio 2021. Previsti fondi anche per l’acquisto dei computer per gli studenti, in vista della didattica a distanza che interesserà le scuole superiori fino il 24 novembre. Una serie di interventi che sono necessari per sostenere realtà in difficoltà, che a causa della pandemia hanno fatto i conti con rilevanti perdite economiche e di fatturato.