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Lavoro e salute mentale: i campanelli d’allarme da considerare

Il lavoro può diventare fonte di stress e di malessere psicologico-emotivo. Ecco alcuni campanelli d’allarme da non sottovalutare e da tenere in considerazione

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A lavoro stare bene sia fisicamente che mentalmente è molto importante per operare al meglio e sentirsi immersi in un ambiente sano. Tuttavia, sono sempre di più i dipendenti che dichiarano di non sentirsi al top sul posto, avvertendo tensioni, stress, pressioni e preoccupazioni varie. Si tratta di uno stato psicologico che può davvero rendere la vita del lavoratore difficile. Ecco alcuni campanelli d’allarme a cui prestare particolare attenzione.

Il lavoro ed il benessere psicologico

sentenza stalking

Il lavoro può essere una fonte di soddisfazione, arricchimento e crescita personale, tuttavia spesso succede che gran parte dei dipendenti accusa uno stato di malessere psico-fisico, che si trascina anche fuori dall’ufficio. Si tratta di uno stato che si può manifestare in tanti modi differenti ma che può davvero rendere le giornate difficili e pesanti. Il benessere psicologico dei lavoratori diventa un tema cruciale sia per le aziende che per i dipendenti stessi. La Mindwork, società di consulenza psicologica online specializzata in ambito aziendale, ha recentemente condotto una ricerca intitolata: “Il benessere psicologico delle lavoratrici e dei lavoratori”. Per l’85% degli intervistati, il benessere psicologico è connesso a quello lavorativo e viceversa. Il 49% afferma di soffrire di ansia, insonnia e stress dovuta alla propria situazione professionale. Gran parte dei lavoratori sostiene di aver provato almeno uno dei sintomi del burnout, come il calo dell’efficienza, sensazione di stanchezza perenne, cinismo verso il lavoro, stress ed ansia.

Le iniziative per salvaguardare la salute psicologica dei lavoratori

Oggi sono molte le realtà aziendali che si preoccupano di garantire il benessere dei propri lavoratori. Questo avviene grazie a determinati servizi, che cercano anche di creare equilibrio e bilanciamento tra la vita privata e la vita professionale. Tra i servizi maggiormente utilizzati dalle imprese per garantire il benessere dei dipendenti troviamo vari corsi di formazione o laboratori, psico-educazione, servizi di supporto psicologico di gruppo ma anche individuali. Tuttavia resta indispensabile una buona comunicazione interna, necessaria per la costruzione di un ambiente di lavoro sano e stimolante.

Lavoro e benessere psichico: i campanelli d’allarme

Ci sono precisi segnali di un malessere psicologico derivante dalla situazione lavorativa da tenere in considerazione e non sottovalutare. Di fatti una perenne situazione di malessere, di stress, di pressione e di ansia non solo rende difficile svolgere al meglio il proprio lavoro ma condiziona la vita dei soggetti anche fuori dall’ufficio.

Assenteismo sul posto di lavoro

Un primo campanello d’allarme da tenere in considerazione è l’assentarsi a lavoro. Questo atteggiamento ci fa capire che qualcosa non va esattamente per il verso giusto. Sono diversi i dipendenti che hanno affermato di assentarsi a causa di un malessere emotivo. Se l’ambiente lavorativo non piace, non crea le condizioni ideali per sentirsi bene, i dipendenti possono sviluppare un senso di rifiuto verso tali realtà professionali con evidenti conseguenze sia lavorative che personali.

Calo dell’attenzione e dell’efficacia

Essere perennemente concentrati ed efficienti a lavoro non è possibile. Sappiamo bene che ci possono essere dei momenti in cui rendiamo di più e momenti in cui riusciamo a dare meno. La questione diventa preoccupante quando questo calo di attenzione e di efficienza diventa sempre più frequente. Bisogna cercare di capire le motivazioni che portano a tutto questo, le quali spesso derivano da un malessere emotivo che non può essere accantonato o sottovalutato.

Difficoltà nelle relazioni ed isolamento

Non sempre e non tutti sono in grado di instaurare rapporti interpersonali con i colleghi. Le difficoltà all’integrazione in azienda possono manifestarsi in diversi modi: disinteresse, aggressività, mancanza di partecipazione. Tutto questo nelle forme più gravi può arrivare addirittura all’isolamento del soggetto, che si ritira in sé stesso come forma di difesa dal mondo esterno, dalla vita sociale e lavorativa che diventano fonte di stress, ansia e paura.

Mancanza di energia

La sensazione di fatica non deriva solamente da uno stato fisico ma anche psichico. Lo stress ad esempio gioca un ruolo rilevante nella percezione della stanchezza. Spesso anche il cattivo riposo, la mancanza delle dovute ore di sonno contribuiscono a rendere il fisico e la mente sfinite, con relativa carenza d’attenzione, mancanza di motivazione, staticità fisica e mentale che vanno ad influenzare il rendimento lavorativo e la vita di tutti i giorni.

Lavorare deve essere un piacere o almeno non deve diventare fonte di stress e di malessere generale.

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