Lavoro ridotto per non licenziare i dipendenti: arriva il progetto SURE

In arrivo il Progetto SURE a sostegno del lavoro e dell'occupazione nel periodo di emergenza Coronavirus. In Italia la sperimentazione partirà da Milano

Arriva il progetto SURE che l’Europa ha pensato per l’Italia e per tutti i Paesi maggiormente colpiti dalla crisi economico sanitaria del Coronavirus. Incentivare il lavoro ridotto, essenziale per non perdere il posto e per non licenziare i dipendenti stessi, a fronte della minore richiesta di beni e servizi, che caratterizza questo periodo. Vediamo di cosa si tratta e dove partirà la sperimentazione.


Lavoro ridotto: ecco SURE, il progetto che l’Europa ha pensato per l’Italia

lavoro ridotto

Il Coronavirus, oltre alla crisi di carattere sanitario ha comportato anche una crisi di carattere economico. Tante le attività costrette a chiudere, rispettando le direttive del Governo in questa lotta al virus, che ormai va avanti da diverse settimane e pare continuerà ancora per molto. Per contrastare la disoccupazione e la perdita di posti di lavoro a causa della notevole diminuzione della richiesta di beni e servizi, dall’Europa arriva il progetto SURE, pensato per l’Italia ed in generale per tutti i Paesi maggiormente colpiti dalla crisi Coronavirus. Si tratta di un incentivo al lavoro ridotto, in maniera da garantire l’occupazione di tutti, anche in questo particolare periodo che tutti stiamo vivendo. SURE sta per State sUpported shoRt-timE work che tradotto in italiano significa: lavoro ridotto supportato dallo Stato.

Dunque, un progetto in completo supporto delle aziende e dei lavoratori stessi, che non devono perdere la loro occupazione per cause di forza maggiore.

In cosa consiste il progetto SURE

Si tratta di un progetto che punta a mantenere in opera le attività produttive e lavorative, anche se a ritmo decisamente più lento e contenuto. A parlare del progetto SURE è stata la stessa Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen che ha voluto un colloquio telefonico con il Premier Conte. Si tratta di un progetto che si adatta all’Italia, così come a tutti gli altri Paesi duramente colpiti dalla crisi da Coronavirus. Bisogna scongiurare a tutti i costi i licenziamenti e fare in modo che l’economia possa riprendersi in maniera graduale quando l’emergenza da Coronavirus sarà passata. Così, adottare la strategia che consiste in meno giorni ed ore lavorative per tutti, rappresenta una adeguata e funzionale misura. Si tratta di una tecnica già adoperata all’estero con grande successo e che ora vuole essere sperimentata anche in Italia e Spagna.

In particolare, la sperimentazione in questione partirà da Milano e Madrid. Ursula von der Leyen ha sottolineato che molta gente manterrà il proprio posto di lavoro durante il periodo di emergenza, anche se con orario ridotto, in maniera tale da tornare all’usuale orario di lavoro pieno non appena tutto questo sarà finito.

100 miliardi di euro per tenere la gente a lavoro

Per questo progetto, l’Europa mobiliterà 100 miliardi di euro, il tutto per tenere la gente a lavoro e consentire alle imprese di rimanere in attività, anche se a regime ridotto. Si tratta di una prima importante risposta europea alla crisi Coronavirus, alla quale ne seguiranno altre. Dunque, una sorta di assicurazione anti-disoccupazione che avrà sicuramente buoni risultati ovunque. Ovviamente ci sarà bisogno di altre misure e provvedimenti presi a livello europeo, per poter uscire dalla crisi economica che sarà per certi versi più pesante di quella sanitaria. Intanto il Premier Conte ha reso noto il progetto SURE e la sua applicazione in Italia, attraverso la sua pagina Facebook. La sperimentazione partirà a Milano e dintorni, così come annunciato. Questo strumento da 100 miliardi di euro dovrà salvaguardare l’occupazione ed i posti di lavoro dei cittadini, che non possono permettersi di rimanere a casa senza un minimo di entrate economiche.

Il periodo che stiamo vivendo è sicuramente particolare e molto delicato. Tuttavia, con l’impegno dell’Europa tutti gli Stati potranno avviarsi più facilmente verso una generale ripresa, anche se questa sarà lenta e graduale. Infatti, vincere il Coronavirus da un giorno all’altro e tornare alla vita di sempre in tempi brevi è impossibile. Per questo bisogna essere realisti ma anche ottimisti e non perdere le speranze.

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