Riforma pensioni e Reddito di Cittadinanza: come influenzano il mercato del lavoro

Il problema della disoccupazione in Italia rischia di generare tutta una serie di meccanismi che potrebbero compromettere anche il futuro dei lavoratori. A fare luce sulla questione, recentemente, è arrivata anche l’ultima relazione annuale di Bankitalia, che ha messo insieme dati e statistiche relative a domanda e offerta di lavoro ed ha provato a tirare le somme.


reddito di cittadinanza, quota 100

Mercato del lavoro in crisi: colpa dei pensionati? L’analisi di Bankitalia

La crisi economica è riuscita ad estendere i suoi effetti negativi anche al mondo del lavoro. I tassi di occupazione, specie quella giovanile, hanno raggiunto negli ultimi anni i minimi storici. Sono sempre di più, inoltre, i laureati che lasciano l’Italia per trasferirsi all’estero, in cerca di un futuro migliore. I due fenomeni (disoccupazione e fuga dei cervelli), ovviamente, sono strettamente correlati tra loro e, se si pensa ai loro effetti nel lungo termine, è ovvio che finiscono col prospettare un futuro non troppo florido per il nostro Paese.

La situazione dei giovani

I giovani che lavorano oggi, specie i più precari, non sanno se riusciranno mai a percepire la pensione (e questo è un campanello d’allarme su cui gli esperti si sono spesso soffermati). Quelli che lavorano all’estero, invece, finiscono col versare i propri soldi ad un sistema contributivo diverso da quello italiano (che ha speso molto di più per la loro istruzione pubblica di quanto ne incasserà dalle loro tasse). Ma la causa scatenante di tutto questo è stata la crisi?

Ebbene, come ci dimostra il report di Bankitalia, sarebbe troppo facile oggi addossare alla recessione economica tutte le colpe. Allargando il proprio sguardo critico alle scelte politico – sociali fatte dai Governi che si sono succeduti nell’ultimo decennio, i fattori che hanno contribuito ad alimentare questo sistema “malato” sono tanti e diversi. Senza andare troppo indietro nel tempo, per esempio, basta citare le ultime riforme pensionistiche.

Le riforme pensionistiche

Aumentando l’età pensionabile, di fatto, si è finiti col bloccare il ricambio generazionale e in un mercato già saturo, dove chi è vicino alla pensione continua ad occupare un posto di lavoro che in passato sarebbe già stato disponibile. Per questo motivo proposte come Quota 100 e, in generale, tutte quelle relativi all’anticipo pensionistico potrebbero oggi dare una scossa a questo stallo. Una boccata d’aria per il nostro Paese su cui, tuttavia, bisogna prendersi del tempo prima di esprimersi. Eventuali effetti positivi, se ci saranno, potranno essere valutati razionalmente solo in un secondo momento, quando all’uscita del mondo del lavoro dei pensionati corrisponderanno nuove e concrete offerte di lavoro per i disoccupati.

Reddito di cittadinanza: come influenza la domanda e l’offerta di lavoro

Lo studio di Bankitalia, alla luce degli ultimi interventi del Governo riguardo a Reddito e pensione di cittadinanza, ha sollevato una questione davvero interessante. Secondo i dati riportati, nello specifico, tra le persone occupate ve ne è oggi una buona parte che guadagna meno di quanto avrebbe diritto se richiedesse il sussidio all’Inps. Il Reddito di Cittadinanza, quindi, potrebbe avere un effetto dissuasivo nei confronti del lavoratori precari. Il motivo? Semplice: “il sussidio, la cui generosità decresce significativamente all’aumentare del reddito da lavoro, potrà scoraggiare l’accettazione o la prosecuzione di rapporti di lavoro precari e non particolarmente remunerativi”, è stato scritto da Bankitalia.

Questa soluzione, se ne, breve periodo potrebbe essere vista da molti come la più comoda, potrebbe avere degli effetti disastrosi sul futuro delle generazioni di oggi. Prima di tutto perché, come  le ultime notizie di cronaca hanno pure confermato, si potrebbe spingere le persone a non accettare lavori precari o poco remunerativi, oppure ad accettarli ma in nero. In secondo luogo, nel lungo termine, questo finirebbe con lo svuotare le casse dello stato (che deve garantire sempre più aiuti economici) e non risollevare le sorti del debito pubblico (dato che a versare contributi all’erario dello stato sarebbero sempre meno persone).