Il lavoro del broker finanziario, come diventarlo, cosa fa e quanto guadagna

In questo articolo ti spiegheremo chi è e cosa fa il broker finanziario, come lo si diventa e quanto si può guadagnare.

Ti è mai capitato di vedere uno di quei film ambientati nei mitici anni ’90 a Wall Street in cui il protagonista di turno guadagnava dollari su dollari ed esserti chiesto in cosa consiste esattamente il lavoro di broker finanziario?
Se la risposta è sì, e stai valutando l’idea di specializzarti in questo settore, hai trovato la guida che fa per te.


Chi è e cosa fa un broker finanziario

broker finanziario

La prima cosa da specificare è che il broker finanziario è uno dei lavori più delicati e specializzati che esistano. Affideresti mai i tuoi soldi a qualcuno che non ti ispira fiducia e che non è costantemente aggiornato sull’andamento del mercato finanziario? Ovviamente no, ed è per questo che, se intendi intraprendere questo mestiere, dovresti possedere, come vedremo, due tipi di qualità (una prima categoria acquisibile professionalmente, e una seconda specifica del tuo modo di essere, cioè le tue skills).

Il broker è per definizione un professionista esperto di finanza, che opera acquistando e poi rivendendo i mercati stessi. Non lo fa per sé ma per i suoi clienti, che gli affidano di fatto i loro investimenti. È quindi un intermediario, che può agire sia individualmente o costituirsi come un’impresa giuridica.

Cosa fa il broker finanziario

Opera sui soldi fondamentalmente, e questo significa che sceglie quelli che si chiamano trader. Si tratta di operatori che offrono un ricavo in base al rischio che si corre investendo in un determinato settore. Per fare un esempio: scommettere su una squadra che ha bassissime probabilità di vincere, significa prendersi un rischio alto di perdere i soldi; tuttavia se la scommessa dovesse rivelarsi vincente, la somma vinta sarebbe molto alta.
Nel trading il discorso è lo stesso: più è alto il rischio maggiore è il profitto ma anche la probabilità di perdere tutto. Da questo semplice principio derivano le due tipologie di qualità che un bravo broker professionista deve possedere, e che vediamo a seguire.

I requisiti per diventare broker finanziario

Un’altra cosa da specificare è che non esiste un titolo di studio specifico per diventare broker finanziario (per intendersi non c’è un corso di laurea). Esistono però dei titoli preferenziali e delle attitudini specifiche, oltre che tanta volontà di tenersi aggiornati e di comprendere le dinamiche del mercato delle valute e dei titoli. Il corso che meglio di tutti può prepararti a questo mestiere è il Master in Finanza o Business Administration, che naturalmente prevede una qualifica a monte. Potresti aver studiato Economia e Commercio ad esempio, o altre materie attinenti che ti hanno dato una formazione specifica.

Se non esiste una laurea particolare però, almeno in Italia, esiste l’obbligo di iscrizione all’albo dei broker finanziari. Si tratta di una prerogativa, se ci pensi, fondamentale in quanto andrai ad operare sul denaro di altre persone che devono essere tutelate. Se tu fossi un investitore ti rivolgeresti, del resto, a qualcuno che non solo è esperto e preparato, ma che è anche monitorato ai sensi di legge. Chiunque, infatti, operasse in senso malevolo, verrebbe di fatto radiato da tale albo. Si tratta di una tutela importante. Inoltre, per poter essere iscritto all’albo, il broker deve superare quello che può essere considerato l’equivalente di un esame di stato. Passato questo, potrà finalmente definirsi broker professionista. Tuttavia il lavoro a questo punto è appena agli inizi, e qui intervengono quelle che sono le qualità personali del broker.

Le qualità che un broker deve possedere

broker

Un bravo broker che vuole fare carriera deve soddisfare le richieste e le aspettative dei suoi clienti, e quindi deve possedere due tipologie di requisiti:

  • competenze professionali: è intuitivo come il broker debba conoscere il mercato finanziario in tutte le sue sfaccettature. Deve, non solo conoscerne modalità di funzionamento e sviluppi, ma anche valutarne i rischi e le insidie.
  • skills personali: il broker dovrebbe essere una persona calma, che non si fa prendere dal panico in situazioni potenzialmente rischiose. Inoltre deve saper consigliare il proprio cliente, anche riuscendo a dissuaderlo da un investimento che non ritiene sicuro. Deve in sostanza riuscire a capire chi si trova di fronte e consigliarlo per il meglio, sapendo poi mantenere il controllo per tutta la durata della transazione.

Corsi, scuole e formazione per diventare broker finanziario

Come abbiamo detto, per diventare broker finanziario non esiste una corso di laurea specifico. Tuttavia esiste un percorso, se vogliamo, obbligato.
Nulla ti vieterebbe in sostanza di diventare broker con una laurea in Filosofia, ma naturalmente sarebbe bene che tu intraprendessi il percorso che ti suggeriamo, anche perché lo scopo finale è sempre quello dell’iscrizione alla CONSOB.

In particolare dovresti prestare attenzione ad includere nel tuo percorso formativo alcuni esami specifici, come:

  • statistica;
  • matematica finanziaria;
  • politica economica;
  • diritto, privato e pubblico nonché commerciale;
  • economia delle imprese;
  • economia politica;
  • diritto amministrativo;
  • diritto dell’Unione Europea;
  • diritto internazionale;
  • informatica.

Degli ottimi corsi in tal senso si trovano ad esempio presso l’Università Cusano, o ancora nelle principali Università italiane che risultano particolarmente eccellenti in tali settori, come:

Tipologie di broker finanziario

tipologie broker

A questo punto ti potrebbe interessare sapere che non c’è un solo tipo di broker finanziario, ma se vogliamo suddividere questa professione nelle sue aree di specializzazione, potremo identificare 4 ambiti lavorativi.
Si tratta di:

  • broker forex;
  • broker azionario;
  • consulente in senso ampio;
  • consulente a commissione più bassa.

Vediamoli.

Il broker forex

Questo primo tipo di broker, il forex, è il più classico degli operatori. Lavora acquistando e poi rivendendo, a seconda del mercato i titoli, o le azioni di un cliente. Si contraddistingue perché ha un’operatività continua, essendo in grado di agire sul mercato internazionale ad ogni ora del giorno e della notte. Generalmente si tratta di un servizio strutturato in una società che si compone di più operatori. In questo caso si può investire su ogni mercato, con ogni valuta e con ogni tipo di azione o titolo. Le commissioni sono sempre presenti naturalmente, ma per essere sempre competitivo, questo tipo di broker può offrire delle agevolazioni ai suoi clienti per costituirsi un portafoglio importante, in quanto in questo caso la concorrenza è grandissima.

Il broker azionario

Questo secondo tipo d broker, quello detto azionario, opera prevalentemente o esclusivamente (come suggerisce il nome) su azioni. Si definisce anche di investimento, perché opera da tramite tra i possibili investitori e il mercato stesso. In sostanza un cliente interessato ad una certa azione, si rivolge a questo tipo di broker perché acquisti per suo conto i titoli, che poi lui rivenderà per finalizzare il profitto.

Consulente globale

Il consulente, per così dire globale, che viene anche detto ‘full service’, è un consulente a 360 gradi. Non si limita quindi a comprare e vendere titoli o azioni, ma segue il suo cliente anche nella fase di pianificazione e gestione del denaro. Ad esempio potrebbe suggerire come investire il denaro riscosso, o come strutturare un piano pensionistico adeguato. Può offrire consulenza in materia fiscale e giuridica, ad esempio indicando come potrebbero essere canalizzati i soldi derivanti dagli investimenti e quali agevolazioni fiscali e tributarie potrebbero fare al caso del cliente. In questo caso la commissione che il cliente si troverà a pagare sarebbe più alta, ma il costo si giustifica con il fatto che il servizio offerto è molto più ampio.

Consulente a bassa commissione

A differenza del broker precedentemente visto, questo, anche detto discount, applica delle commissioni molto basse, ma non offre altro oltre al servizio richiesto. In sostanza vende e compra, ma senza il correlato di consigli e strategie che possono applicare gli altri broker. Quindi chi si rivolge a questo professionista dovrà poi occuparsi del denaro eventualmente guadagnato, sia in termini fiscali che giuridici.

La carriera del broker finanziario

Se hai deciso di intraprendere questa affascinante professione, sei probabilmente una persona ambiziosa che vuole crescere, sia sotto il profilo umano e professionale sia sotto il profilo economico. Quella del broker professionista, in effetti, è la strada giusta in tal senso. In genere si comincia facendo il trader in maniera autonoma, ma si finisce lavorando
in una grande struttura. Questo perché, applicandosi con costanza e professionalità, si può davvero fare strada.

Ad esempio potresti fare il tuo praticantato in una banca, dove alla fine potresti essere assunto se scegli di perfezionarti come consulente globale.
Oppure potresti fare domanda presso una società di intermediazione nella quale potrebbero esserti affidati dei clienti da seguire nel corso del tempo. In definitiva quello che conta è la tua voglia di crescere, e il mercato in genere premia i migliori.

Dove può lavorare un broker finanziario

I campi di impiego del broker finanziario sono molto diversi. Potresti infatti lavorare come trader autonomo, e gestire il tuo pacchetto di clienti, il tuo portafoglio. In questo caso però non potresti assumerti tante responsabilità, così come non potresti conoscere ogni più piccolo dettaglio del settore.
Potresti quindi optare per la costituzione di una società, o lavorare a tua volta all’interno di una di esse. Potresti lavorare in una banca, come abbiamo detto, quindi nel settore privato fondamentalmente.

Quanto guadagna un broker finanziario

A questo punto potresti essere interessato, giustamente, all’aspetto economico. Quanto potrebbe guadagnare in definitiva un bravo broker professionista?

  • Il primo aspetto che determina il guadagno di un broker è la sua esperienza e la sua professionalità. Più diventi bravo ed esperto, più otterrai clienti, e quindi più commissioni ti entreranno. Non solo: più ti fai quello che si dice ‘un nome‘, più potresti eventualmente alzare le tue commissioni. Non troppo però, altrimenti i clienti potrebbero scegliere professionisti più economici a parità di bravura.
  • La seconda caratteristica che determina il guadagno è la preparazione. Fai guadagnare un cliente ed otterrai un altro cliente (il classico passaparola). Fai perdere un cliente e non solo perderai quello, non ne otterrai nemmeno altri (per lo stesso principio). Quindi devi assolutamente rimanere sempre aggiornato sul mercato per fare le scelte migliori.

Il guadagno quindi dipende anche dall’ampiezza del tuo portafoglio. Facciamo degli esempi pratici. Potresti applicare (come avviene nella realtà) delle commissioni che arrivano anche a 10.000 euro. Questo naturalmente se ti sei già fatto un nome e a patto che il cliente ottenga il su guadagno. Anche perché se fai guadagnare a qualcuno centinaia di migliaia di euro, una commissione da 10.000 euro la pagherà molto volentieri. Un bravo broker potrebbe chiedere anche 15/20.000 euro. In genere si parte però da commissioni che si attestano sui 2/3.000 euro.

Associazioni e/o gruppi

Ti lasciamo adesso alcuni link che potrebbero risultarti utili per prendere più informazioni.

  • Il primo è il sito della CONSOB, cioè della ‘Commissione nazionale per le società e la Borsa’. Qui trovi le prime informazioni sul mercato italiano, e puoi prendere visione delle norme principali che lo regolano.
  • Da visitare anche il sito dell’AIBA, che è l’Associazione Italiana di Broker Assicurativi. Associandoti potrai usufruire anche di corsi di formazione.

Su Facebook poi trovi una risorsa molto utile rappresentata dal Gruppo ‘UNIONE TRADERS ITALIANI‘, per confrontarti con chi fa già questo mestiere.

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