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Usare i social media per trovare lavoro: i consigli degli esperti

Twitter e LinkedIn possono darci una mano, ma occorre imparare a utilizzarli nel modo migliore. Puntando tutto sull’originalità e l’autenticità

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Forse pensate che un curriculum aggiornato e un’efficace lettera di presentazione sia tutto quello che vi serve per candidarvi a un’offerta di lavoro. Ma è davvero così? Non proprio. Per aumentare le possibilità di essere presi in considerazione dai reclutatori, dovete ricorrere a un “armamentario” più vasto. E scoccare tutte le frecce contenute nella vostra faretra. Limitarsi a fare quello che tutti fanno – affidandosi ai canali tradizionali – non è il modo migliore per iniziare. Per sbaragliare la concorrenza e distinguersi dalla folla di candidati che sgomitano per ottenere un posto di lavoro, occorre puntare sull’autenticità e sull’originalità. Che possono emergere attraverso un buon uso dei social media. Parola degli esperti.

social media

LinkedIn, Twitter e perfino Facebook possono aiutarci a trovare lavoro. Come? Secondo il professor Dave Harte della Birmingham City University, i social media possono aiutare a veicolare un’immagine autentica. Che, di norma, viene apprezzata dai selezionatori. Parlare di quello che facciamo nel tempo libero, di come siamo soliti comportarci quando siamo al lavoro e delle nostre aspirazioni personali e professionali può tornare assai utile ai reclutatori. Che possono farsi un’idea più precisa sul nostro conto, ricavando dai nostri profili social indicazioni preziose (impossibili da rintracciare attraverso lo screening del curriculum). E c’è di più: se Dave Harte consiglia di puntare tutto sull’autenticità; il consulente di social marketing, David Goldman, suggerisce, invece, di curare l’originalità. Detta in parole povere: se l’intenzione è quella di utilizzare i social media per trovare lavoro, occorre evitare di omologarsi. E di postare quello di cui parlano già tutti. “Sii conciso e unico”, è il consiglio di Goldman, che invita a utilizzare i social media per comunicare, in maniera efficace, il proprio “personal brand”. Ma cerchiamo di entrare un po’ più nel dettaglio: come possiamo utilizzare LinkedIn e Twitter per trovare lavoro?

Consigli su LinkedIn

Secondo la recruiter americana, Emma Hunt, per sfruttare al meglio il social dei professionisti, bisogna avere le idee chiare. Occorre individuare il settore di interesse e “confezionare” un profilo su misura. Cosa vuol dire? Che se aspiriamo a ottenere un posto da infermiere, faremo bene a mettere in fila tutti i titoli e i certificati conseguiti in ambito sanitario; mentre potremo tranquillamente risparmiarci di inserire l’attestato di partecipazione al corso di cucina thailandese frequentato lo scorso fine settimana. Il consiglio di Dave Harte, in riferimento all’uso di LinkedIn, è invece quello di non limitarsi a fornire l’elenco dettagliato delle proprie esperienze lavorative e delle competenze acquisite nel tempo. Ma di sfruttare il social per stabilire connessioni e costruire una rete di contatti solida. Per trovare lavoro (o almeno tentare di farlo), bisogna essere attivi e cementare sinergie con chi condivide interessi simili ai nostri.

Consigli su Twitter

L’esperta Emma Hunt ricorda che bisogna sfruttare al meglio i 140 caratteri a disposizione. E che se si pensa di usare Twitter per trovare lavoro, non si può dimenticare di indicare nella bio il titolo di studi, di menzionare alcune delle abilità più rilevanti e di rimandare al proprio profilo LinkedIn (che sarà bene avere). Secondo la recruiter è, inoltre, consigliabile separare l’account personale da quello lavorativo, impegnandosi a rendere quest’ultimo il meno “ingessato” possibile. Ai selezionatori piacciono i candidati che, senza rinunciare alla professionalità, riescono a suscitare il loro interesse accennando a qualcosa di intimo e personale. Anche secondo la marketing manager, Vicky Creevevy, è importante presentarsi in maniera efficace e positiva su Twitter. Tenendo a mente che, sul social dell’uccellino, anche la quantità può avere un suo valore. Cosa vuol dire? Che se è vero che i reclutatori faranno particolare attenzione al contenuto dei nostri tweet, è altrettanto vero che un alto numero di follower potrebbe indurli a considerarci più idonei di altri candidati. Soprattutto se il posto offerto è nell’ambito della comunicazione o delle pubbliche relazioni.

E Facebook?

Quanto a Facebook, occorre fare un discorso a parte. Secondo gli esperti, non avere una pagina sul social più famoso del mondo non è poi così grave. Almeno dal punto di vista lavorativo. Perché? Perché i reclutatori fanno solitamente riferimento ad altri social (LinkedIn e Twitter) e perché le pagine Facebook delle aziende non danno, di norma, informazioni (su offerte di lavoro o altro) che non possano essere trovate altrove. Non per questo, però, quando siamo alla ricerca di un lavoro, possiamo concederci il lusso di trascurare la nostra pagina Facebook. Per farsi un’idea più precisa sul nostro conto, il selezionatore potrebbe decidere di dare un’occhiata e una foto o un pensiero sconvenienti potrebbero convincerlo a scartarci. I social media sono una grande vetrina: se vogliamo trovare un lavoro, dobbiamo esporre solo la merce migliore.

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