<span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-3962" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/11/insegnante.jpg" style="width: 160px; height: 107px; margin: 3px; float: left;" width="1125" height="750" />Qualche settimana fa è stato finalmente approvato l’atteso<strong> decreto Scuola. </strong>Un provvedimento contraddistinto da una ondata preannunciata di <strong>nuove assunzioni </strong>(85 mila posti di lavoro, di cui 69 mila destinati agli insegnanti, e 16 mila riservati al personale tecnico – amministrativo), da spalmarsi <strong>nei prossimi tre anni,</strong> sulla base dei posti vacanti e disponibili in ognuno dei tre esercizi scolastici. Sempre secondo quanto previsto dal provvedimento, <strong>metà degli insegnanti sarà scelta tra i vincitori dell’ultimo “concorsone”</strong> e di quelli precedenti, mentre l’altra metà sarà soddisfatta dalla lista dei precari presenti nelle graduatorie ad esaurimento.</span></span></span>
Il lavoro? A darlo ci pensano le cooperative
Secondo i risultati del primo rapporto Censis 2012, dal 2007 al 2011 l’occupazione nelle ‘cooperative’ e’ cresciuta quasi dell’8 per cento. Un dato molto positivo che indica che questa forma di occupazione è tra le prime in Italia a tenere a bada la crisi economica e finanziaria. Nella giornata del 27 novembre 2013 a Roma, si è tenuta l’assemblea dei delegati Legacoop: “Oltre la crisi: per una economia più cooperativa e collaborativa”. Dall’incontro, che ha visto anche la partecipazione del presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti e il vice ministro dell’economia Stefano Fassina, sono usciti fuori dati molto confortanti. Nel 2013, 56 nuove imprese con un volume di affari di circa 55 mln di euro hanno aderito alla Legacoop Lazio. Ricordiamo con una breve parentesi che: (una società cooperativa è costituita per gestire in comune un’impresa che si prefigge lo scopo di fornire innanzitutto agli stessi soci quei beni o servizi per il conseguimento dei quali la cooperativa è sorta). Per mantenere alti i livelli di occupazione dunque, i soci si sono riorganizzati autonomamente, riducendo i propri compensi. Pubblicati i dati ‘positivi’ delle cooperative, il vice ministro Stefano Fassina ha così commentato: “Mi colpiscono i dati raccontati: in un quadro cosi’ difficile ci sono forme d’impresa che vanno nettamente in controtendenza, un’impresa che guarda soltanto al profitto di breve periodo non ce la fa“. Fassina ha sottolineato poi che senza una discontinuità che metterà a frutto la specificità della cooperazione, non si può andare avanti: “Chi lo ha capito e’ il nuovo Papa che mette continuamente in discussione l’impianto valoriale. Credo che nella cooperazione ci sia un potenziale importante per rompere la spirale soffocante della crisi“.
Legge di Stabilità: approvato in Senato il “reddito minimo garantito”
Con 171 sì e 135 no, è stato dato il via libera dell’aula del Senato alla fiducia posta dal governo sul maxiemendamento sostitutivo della Legge di Stabilità. Tra i principali emendamenti approvati c’è il “reddito minimo“, attesissimo soprattutto dalla Comunità Economica Europea che dal 1992 chiede al nostro paese di adeguarsi. Uno strumento che funziona ormai da tempo in Germania, Regno Unito, Francia, Danimarca, Irlanda, Svezia.
Potrebbe quindi cominciare da adesso la fase di ascesa di un importante intervento, seppur in via sperimentale, per il contrasto alla povertà. L’introduzione di un reddito minimo di inserimento in alcune grande aree metropolitane dovrebbe avviare un percorso agevolato per chi non ha lavoro. Le risorse per sostenere il reddito minimo arriveranno dalle pensioni d’oro, nello specifico quelle a partire da 90mila euro. Tale denaro finanzierà anche la sperimentazione della carta acquisti.
Grecia: il caso dei disoccupati che “s’infettano con l’Hiv per il sussidio statale”
In Grecia, dove la disoccupazione è al 27% (da noi, pur troppo alta, è comunque “limitata”, se così si può dire, al 12%), un numero sempre maggiore di disoccupati starebbe scegliendo la via più tragica per accedere ad una qualche forma di sussidio statale. Infettarsi, volontariamente, con il virus dell’Hiv. Una scelta difficilmente non definibile come “sconsiderata”. Il sussidio in questione corrisponde a 700 euro, ma di mezzo ci sarebbe anche l’accesso ai farmaci ed ai programmi anti-droga. Insomma, tutto pur di poter resistere nell’immediato. In realtà però, la situazione, pur gravissima, dato l’aumento di oltre il 50% dei casi di nuove infezioni dal 2010 al 2011, probabilmente non è così estrema.
Lavorare a Natale, le figure più richieste
Il periodo natalizio oltre a regalare una bellissima atmosfera, può creare occupazione, anche solo temporanea. Ed è proprio così perché in questo “mese” di preparativi, tra spese varie e gite fuori porta, la macchina economica si rimette a funzionare a regime e in questo modo, centri commerciali, ristoranti e negozi hanno di conseguenza bisogno di più personale.
In generale per via dei grossi flussi di persone che affollano soprattutto i grandi centri commerciali, c’è maggiore necessità di ‘cassieri’ con diploma di scuola media superiore e anche una breve esperienza nel ruolo, ma anche addetti alla vendita nei diversi reparti per la grande distribuzione. Anche i magazzinieri sono figure indispensabili perchè loro è il compito di organizzare il magazzino. Per quanto riguarda invece i negozi nelle grandi città, serve una buona conoscenza dell’inglese. La domanda è buona anche per promoter di giocattoli e persone che si occupino di animazione per bambini. Altro grande settore che in questo periodo ha bisogno di manodopera è quello della ristorazione: cuochi, camerieri, barman, addetti alle pulizie, ma anche quello turistico alberghiero.
Formazione e lavoro, i giovani scelgono l’agroalimentare
Tra i diplomati sembra che l’indirizzo più difficile da reperire nel 2013 è quello agrario-alimentare. La conferma arriva da una recente analisi della Coldiretti sulla base dei dati Excelsior di Uniocamere. I dati non fanno altro che affermare le grandi potenzialità che il settore agroalimentare offre, un comparto molto attivo che potrebbe creare molti posti di lavoro.
Sempre secondo i dati, per il 32,5 per cento delle assunzioni programmate ci sono imprese che hanno difficoltà a reperire personale adeguato. Bisogna però capire per ‘adeguato’ le imprese cosa intendono. In sostanza sembra esserci un deficit in termini di formazione ed esperienza ma anche di aspettative, le imprese, secondo Coldiretti lamentano che le loro offerte non corrispondono pienamente ai ‘desideri’ del candidato.
Tuttavia sembra che i giovani abbiano le idee chiare sul proprio futuro, infatti, sempre secondo Coldiretti, sono aumentati gli iscritti al primo anno delle scuole secondarie che hanno optato per l’enogastronomia e l’ospitalità alberghiera, ma anche quelle agli Istituti professionali e tecnici di agraria.
Poker online durante la malattia, mi possono licenziare?
richiesta parere pervenuta alla sezione Esperto Risponde di Bianco Lavoro
Lavoro come impiegato per una ditta metalmeccanica. Poichè ho l’hobby del poker online, gestisco un piccolo blog dove scrivo direttamente ed arrotondo lo stipendio grazie alla pubblicità, che fattura tramite regolare partita iva (contribuenti minimi).
Poichè ho avuto una forte influenza che mi ha tenuto al letto per una settimana, ho inviato alla mia azienda regolare certificato medico. Al rientro al lavoro però il titolare mi ha contestato il fatto che durante la mia malattia io abbia lavorato al blog scrivendo almeno 25 articoli e contenuti vari. Cosa assolutamente vera, ma ero al letto malato con il PC, non potevo lavorare in ufficio ma il blog potevo aggiornarlo. Ora mi ha minacciato: o mi dimetto o mi fa causa poiché ho svolto un secondo lavoro durante la malattia. Può farlo?
Gianluca P. – Livorno
Risposta e parere legale
Ma scherziamo!
Milano: operai spala-neve per necessità, è boom di richieste
A Milano si cercano “spalatori di neve” o comunemente chiamati dagli addetti del settore ‘voucherista’ perché per lavorare in quelle condizioni per otto ore a qualche grado sottozero, ripulendo i marciapiedi delle periferie dal manto di neve ghiacciata, lo spalatore sarà pagato con un voucher versato tramite Inps: 75 euro nette per il turno diurno, 90 per quello notturno. Nonostante i pochi giorni di lavoro previsti nella stagione invernale, le domande per fare lo spalatore sono a quota 3.400, in aumento del 25% rispetto al 2012.
L’85% del totale delle richieste giungono da italiani, per lo più studenti, solo un quarto degli aspiranti ha più di 40 anni. A seguire ci sono gli stranieri, in prima fila gli egiziani, seguiti da romeni, peruviani, marocchini, senegalesi, afghani, albanesi, brasiliani. In tutto si cercano 7mila persone, e per poter svolgere questo tipo di mansione stagionale che di solito prevede pochi giorni di lavoro all’anno non occorrono grandi prerogative: buone condizioni fisiche, residenza in città, documento di riconoscimento.
Mini bond: cosa sono e come funzionano
<span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;"><span style="color: rgb(0, 0, 0);"><span face=""><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-3950" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/11/Euromonete.jpg" style="width: 160px; height: 120px; margin: 3px; float: left;" width="1024" height="768" />I <strong>mini bond</strong> sono un nuovo strumento introdotto nel nostro ordinamento dal c.d. “Decreto Sviluppo 2012”, il quale puntava a <strong>rendere disponibile un servizio alternativo di reperimento di capitale extra bancario per le piccole e medie imprese</strong> che possedessero i requisiti utili per accedere a tale alternativa. Tuttavia, nonostante le buone ambizioni del governo, le emissioni di queste obbligazioni per società non quotate sono state circa una ventina, per complessivi 20 miliardi di euro. Considerato che a ricoprire la figura di emittenti sono state soprattutto società con operazioni da 100 milioni di euro (e, pertanto, non proprio il profilo ideale di pmi tricolore), ne deriva che lo strumento è stato appannaggio di un ristretto gruppo di imprese.</span></span></span></span>
Imprese in difficoltà. Mancano 47 mila lavoratori
In Italia esistono dei settori che secondo l’analisi annuale del sistema informativo Excelsior di Unioncamere e ministero del Lavoro, diffuso a Verona in occasione di Job&Orienta, hanno forte carenza di personale. Secondo i calcoli dunque sono circa 47 mila i posti di lavoro che non vengono occupati, circa tredici assunzioni su cento.
Ma quali sono le richieste del mercato? In genere, sempre secondo il rapporto, si cercano figure professionali specializzate: esperti di software e gestione aziendale, analisti programmatori, sviluppatori, disegnatori tecnici, assistenti socio-sanitari. Tra questi anche progettisti meccanici, educatori e cuochi. Figure professionali richiestissime e che molte volte le offerte delle aziende non ricevono una risposta. Perché, dall’altra parte, non sempre c’è qualcuno. Nel 6,2% delle assunzioni il sistema produttivo lamenta competenze non adeguate alle mansioni da svolgere, che possono riguardare la formazione, la necessaria esperienza e alcune competenze che non sempre si hanno. Come la capacità di lavorare in gruppo, capacità di problem solving, flessibilità e adattamento. Sono delle vere e proprie lamentele che le imprese rivolgono nei confronti dei giovani candidati.
Lavorare ‘green’, le professioni ecologiche più richieste
Dalla Mostra Convegno Expocomfort 2013 di Milano, giungono segnali molto positivi sul mondo del lavoro, in particolare per tutti quei mestieri denominati ‘green’ dalle quale appartengono numerose categorie di lavoratori quali: esperti di efficienza energetica, designer degli impianti, manager del territori, manifatturieri, innovazioni etc. Secondo l’edizione di quest’anno le professioni “verdi” creeranno più di 1,2 milioni di contratti entro il 2020, una vera e propria parte propulsiva dell’economia Italiana. Chi investe green ha più possibilità di esportare all’estero e questo vale per il 42% delle imprese manifatturiere che fanno eco-investimenti.
Ecco dunque quali saranno le professioni ecologiche più richieste nei prossimi anni, anche se alcune sono già oggi molto ricercate. Come il Il frigorista, “tecnico del freddo” che esegue montaggio, riparazione e manutenzione degli impianti di refrigerazione e raffreddamento usati per la conservazione del cibo. Oltre all’opera di installazione, chi lavora in questo campo collabora anche con clienti finali e aziende come consulenti. Per poter svolgere questa attività bisogna conseguire un Patentino per inserirsi nel Registro Telematico Nazionale.
Perdendo il lavoro si perdono anche le amicizie, la lettera: “Quanti piccoli universi scomparsi”
E-mail pervenuta a La Posta di Bianco Lavoro
Gent.le redazione, oggi ho vissuto un’esperienza molto strana. Voglio condividerla, sperando che mi riesca di spiegarla decentemente perché, almeno per me, è stata decisamente istruttiva. Stamattina sono andato per lavoro in un’azienda che produce insaccati. Lavoro nel settore commerciale ed ero lì per incontrare il mio alterego dell’azienda in questione. Appena arrivato vado in portineria e mi annuncio. Mi rispondono che il mio contatto “scende tra cinque minuti”. Poco male, ho pensato io, esco a fumarmi una sigaretta. La “location”, come si dice adesso, è piuttosto montanara, su nel Nord. Ha appena smesso di piovere, ma nonostante questo non fa per niente freddo. A qualche decina di metri di distanza noto un “nugolo” di figure bianche, tutte quasi ferme, tutte molto vicine tra loro. Alcune di esse fumano, come me.
Occupazione e sviluppo in Italia con “l’impresa sociale”
C’è un settore in Italia che contrariamente al trend occupazionale della crisi economica è in continuo sviluppo e dà lavoro ai giovani. Stiamo parlando dell’impresa sociale che crea un positivo saldo occupazionale. A conferma di quanto appena detto basta consultare i dati ‘Vita’: oltre 750mila dipendenti e vede coinvolte più di 85 mila aziende. Tra le categorie a cui si rivolge spiccano: i minori (3.775), le famiglie (2.281) e gli anziani (1.566) mentre sono cinque i maggiori settori d’attività: educazione e istruzione, assistenza sociale, assistenza socio-sanitaria, assistenza sanitaria e tutela ambientale.
L’impresa sociale è particolarmente vantaggiosa per le fasce più deboli della popolazione, in particolare giovani e donne. Di questo se è parlato a Milano in occasione del 7° forum Cultura d’Impresa de Il Sole 24 Ore. Il tema di quest’anno è stato appunto dedicato alle “Le risorse per rilanciare la crescita: leadership, restart e diversity”.
Sempre più assunzioni tra gli Over 50: le aziende cercano professionisti dall’esperienza consolidata
L’attenzione si focalizza su professionisti che hanno più di cinquant’anni in grado di soddisfare le esigenze aziendali di breve periodo, con risultati immediati e ottimizzando tempo e risorse economiche. Obiettivi che nascono dal bisogno di contrastare un’incertezza occupazionale e produttiva che porta le aziende a rivolgersi a manager esperti dalle spiccate capacità di problem solving, rinunciando alla formazione dei neo-laureati e alla scommessa, troppo di lungo periodo, sullo sviluppo del potenziale di talenti brillanti ma ancora senza esperienza lavorativa.
Competenze reali e già comprovate che hanno la meglio quindi su potenzialità in via di sviluppo di giovani promesse del management.
Poliziotti alla ricerca del secondo lavoro, cresce il numero in Italia
Secondo una ricerca condotta dalcentro studi del Coisp, il sindacato indipendente di polizia: almeno tre dipendenti pubblici su dieci, impiegati nelle forze dell’ordine, una volta terminato il turno di servizio toglierebbero uniforme e pettorina per sostituirli con altri tipi di divise, quella da camerieri o da buttafuori e solo il 10% di questi sarebbe autorizzato dal Ministero.Come ogni altro dipendente statale, avere un secondo lavoro è quasi diventato ‘normale’, ma se la seconda occupazione è a nero si rischia il procedimento disciplinare con tanto di licenziamento.
Il mestiere del poliziotto, secondo il segretario generale del Siulp Felice Romano non è più rispettato come lo era un tempo: “Un tempo bastava un poliziotto in strada, una volante di quartiere, mentre oggi si è rotto il patto fiduciario tra collettività, media e Arma.” Cosa spinge un poliziotto a cercare il secondo lavoro è abbastanza chiaro. Mediamente guadagnano 1.200 euro al mese, ma ovviamente con straordinari ed avanzi di carriera la cifra sale, ma uno stipendio così spinge giù l’Italia agli ultimi posti in quanto a retribuzione delle forze dell’ordine.
Fare impresa con il ‘telelavoro’. L’esperimento di un imprenditore francese
E’ stato ribattezzato il Robinson Crusoe dei nostri giorni, ma in realtà lui, Gauthier Toulemonde imprenditore francese ha voluto dimostrare con la sua ‘impresa’ che è possibile guidare un’azienda anche stando lontani migliaia di chilometri.
Lontanissimo da tutto ma super connesso, con se aveva un computer, un tablet e due telefoni satellitari alimentati da pannelli solari. Con questa attrezzatura ha continuato il suo lavoro di ufficio come se fosse stato nel suo paese a Saint-André-lez-Lille. Toulemonde, fuso orario permettendo era costantemente collegato con i suoi colleghi, e per quaranta giorni dall’altra parte del mondo in una sperduta isola dell’Indonesia, ha dimostrato che grazie alla tecnologia è possibile guidare un’impresa come la sua. Una società che pubblica riviste su filatelia e sul mercato immobiliare. Anche a distanza su un’isola lunga solo 700 metri e a cinque ore di battello dal villaggio più vicino.
Per riuscire nell’esperimento l’imprenditore ha investito quasi 10mila euro, senza l’ausilio di sponsor: “Per risparmiare limitavo al massimo le comunicazioni via telefono.
Professioni: ecco quelle più desiderate dai genitori e dai figli
La crisi economica ha profondamente inciso sulle valutazioni e sulle prospettive professionali di giovani e meno giovani. Ne è l’ennesima dimostrazione la pubblicazione dei dati di una recentissima ricerca di LinkedIn, dalla quale emerge come i genitori diano sempre più importanza alla stabilità del posto di lavoro e alla sua remunerazione, e meno al soddisfacimento delle aspettative da parte dei loro figli. In altre parole, i genitori vorrebbero i figli “sistemati” con un posto di lavoro fisso e prestigioso, forse più pragmatico di altri, e pongono in secondo piano la possibilità che la propria prole sia concretamente soddisfatta attraverso la realizzazione dei propri sogni da “bambino”.
Abbigliamento imposto sul luogo di lavoro
richiesta parere pervenuta alla sezione Esperto Risponde di Bianco Lavoro
Lavoro come segretaria addetta alla reception da tre anni in una grossa azienda multinazionale. Lavoro al centralino ed accompagno clienti e fornitori nei vari uffici. Il nuovo manager delle Risorse Umane (mio capo diretto) appena arrivato mi ha chiesto di cambiare il mio modo di abbigliarmi. Di solito lavoro con normali jeans e camicia (comunque sempre molto ordinata), ma lui sostiene che essendo la prima persona che gli ospiti vedono in azienda devo vestirmi in maniera sempre elegante (tipo tailleur) e tacco alto (che non ho mai usato in vita mia). Vorrebbe anche che avessi abbigliamento diverso ogni giorno (dovrei quindi a mie spese farmi un nuovo guardaroba… anche ben costoso).
Poiché ho fatto finta di non capire ed ignorato per alcuni giorni la richiesta, ora ha minacciato di farmi una formale lettera di richiamo.
Come devo fare? Davvero può obbligarmi?
Lorenza F. – Rimini
Risposta e parere legale
Partite Iva: 300mila salve grazie al regime dei ‘nuovi minimi’
Il “regime dei nuovi minimi” in due anni ha accolto a se circa 300mila contribuenti, divisi tra lavoratori autonomi, giovani alla prima attività, ma anche professionisti, ex dipendenti che hanno perso il lavoro e, anche se in misura minore, pensionati che cercano di arrotondare l’assegno.
Il nuovo regime, prorogato fino al 31.12.2013, riguarda esclusivamente le persone fisiche residenti nello Stato italiano, titolari di partita Iva (professionisti, imprenditori individuali o anche titolari di imprese familiari) che, congiuntamente soddisfino alcuni criteri indispensabili per poter accedere all’agevolazione.
Senza dubbio una buona opportunità per gli addetti ai lavori, che hanno la possibilità di pagare una sola imposta al 5% – senza aggiunta di Irap e Iva – e che diventa di conseguenza irrinunciabile per tutti coloro che riescono a rientrarci. Il risparmio a livello fiscale è più che notevole, facciamo un esempio: Se un giovane professionista con un imponibile annuo di 18mila euro, con il regime dei minimi può chiudere i conti con il Fisco pagando solo 900 euro.
La green economy? Produce soldi, lavoro ed innovazione
La green economy è indubbiamente una buona arma contro la disoccupazione, quella giovanile compresa. Il 38% delle assunzioni viene infatti dai cosiddetti green jobs. Inoltre, l’impresa verde spinge verso l’internazionalizzazione, esportando il brand aziendale e dando modo a quest’ultima di aprirsi a nuovi mercati. Stando al rapporto Greenitaly 2013, stilato da Unioncamere e Fondazione Symbola e presentato a più riprese in varie sedi istituzionali, l’anno scorso la green economy italiana avrebbe prodotto ben 100,8 miliardi di euro di valore aggiunto, ovvero il 10,6% del totale dell’economia nazionale e come, permettendo la nascita di ben 3 milioni di green jobs, insomma un mezzo esercito di posti di lavoro. Una tendenza positivo, ma quel che più conta decisamente controcorrente rispetto ai numerosi dati negativi dovuti all’interminabile crisi
Secondo i risultati del primo rapporto Censis 2012, dal 2007 al 2011 l’occupazione nelle ‘cooperative’ e’ cresciuta quasi dell’8 per cento. Un dato molto positivo che indica che questa forma di occupazione è tra le prime in Italia a tenere a bada la crisi economica e finanziaria. Nella giornata del 27 novembre 2013 a Roma, si è tenuta l’assemblea dei delegati Legacoop: “Oltre la crisi: per una economia più cooperativa e collaborativa”. Dall’incontro, che ha visto anche la partecipazione del presidente della regione Lazio Nicola Zingaretti e il vice ministro dell’economia Stefano Fassina, sono usciti fuori dati molto confortanti. Nel 2013, 56 nuove imprese con un volume di affari di circa 55 mln di euro hanno aderito alla Legacoop Lazio. Ricordiamo con una breve parentesi che: (una società cooperativa è costituita per gestire in comune un’impresa che si prefigge lo scopo di fornire innanzitutto agli stessi soci quei beni o servizi per il conseguimento dei quali la cooperativa è sorta). Per mantenere alti i livelli di occupazione dunque, i soci si sono riorganizzati autonomamente, riducendo i propri compensi. Pubblicati i dati ‘positivi’ delle cooperative, il vice ministro Stefano Fassina ha così commentato: “Mi colpiscono i dati raccontati: in un quadro cosi’ difficile ci sono forme d’impresa che vanno nettamente in controtendenza, un’impresa che guarda soltanto al profitto di breve periodo non ce la fa“. Fassina ha sottolineato poi che senza una discontinuità che metterà a frutto la specificità della cooperazione, non si può andare avanti: “Chi lo ha capito e’ il nuovo Papa che mette continuamente in discussione l’impianto valoriale. Credo che nella cooperazione ci sia un potenziale importante per rompere la spirale soffocante della crisi“.
In Grecia, dove la disoccupazione è al 27% (da noi, pur troppo alta, è comunque “limitata”, se così si può dire, al 12%), un numero sempre maggiore di disoccupati starebbe scegliendo la via più tragica per accedere ad una qualche forma di sussidio statale. Infettarsi, volontariamente, con il virus dell’Hiv. Una scelta difficilmente non definibile come “sconsiderata”. Il sussidio in questione corrisponde a 700 euro, ma di mezzo ci sarebbe anche l’accesso ai farmaci ed ai programmi anti-droga. Insomma, tutto pur di poter resistere nell’immediato. In realtà però, la situazione, pur gravissima, dato l’aumento di oltre il 50% dei casi di nuove infezioni dal 2010 al 2011, probabilmente non è così estrema.
Il periodo natalizio oltre a regalare una bellissima atmosfera, può creare occupazione, anche solo temporanea. Ed è proprio così perché in questo “mese” di preparativi, tra spese varie e gite fuori porta, la macchina economica si rimette a funzionare a regime e in questo modo, centri commerciali, ristoranti e negozi hanno di conseguenza bisogno di più personale.
Tra i diplomati sembra che l’indirizzo più difficile da reperire nel 2013 è quello agrario-alimentare. La conferma arriva da una recente analisi della Coldiretti sulla base dei dati Excelsior di Uniocamere. I dati non fanno altro che affermare le grandi potenzialità che il settore agroalimentare offre, un comparto molto attivo che potrebbe creare molti posti di lavoro.

A Milano si cercano “spalatori di neve” o comunemente chiamati dagli addetti del settore ‘voucherista’ perché per lavorare in quelle condizioni per otto ore a qualche grado sottozero, ripulendo i marciapiedi delle periferie dal manto di neve ghiacciata, lo spalatore sarà pagato con un voucher versato tramite Inps: 75 euro nette per il turno diurno, 90 per quello notturno. Nonostante i pochi giorni di lavoro previsti nella stagione invernale, le domande per fare lo spalatore sono a quota 3.400, in aumento del 25% rispetto al 2012.
In Italia esistono dei settori che secondo
Dalla Mostra Convegno Expocomfort 2013 di Milano, giungono segnali molto positivi sul mondo del lavoro, in particolare per tutti quei mestieri denominati ‘green’ dalle quale appartengono numerose categorie di lavoratori quali: esperti di efficienza energetica, designer degli impianti, manager del territori, manifatturieri, innovazioni etc. Secondo l’edizione di quest’anno le professioni “verdi” creeranno più di 1,2 milioni di contratti entro il 2020, una vera e propria parte propulsiva dell’economia Italiana. Chi investe green ha più possibilità di esportare all’estero e questo vale per il 42% delle imprese manifatturiere che fanno eco-investimenti.
E-mail pervenuta a
C’è un settore in Italia che contrariamente al trend occupazionale della crisi economica è in continuo sviluppo e dà lavoro ai giovani. Stiamo parlando dell’impresa sociale che crea un positivo saldo occupazionale. A conferma di quanto appena detto basta consultare i dati ‘Vita’: oltre 750mila dipendenti e vede coinvolte più di 85 mila aziende. Tra le categorie a cui si rivolge spiccano: i minori (3.775), le famiglie (2.281) e gli anziani (1.566) mentre sono cinque i maggiori settori d’attività: educazione e istruzione, assistenza sociale, assistenza socio-sanitaria, assistenza sanitaria e tutela ambientale.

E’ stato ribattezzato il Robinson Crusoe dei nostri giorni, ma in realtà lui, Gauthier Toulemonde imprenditore francese ha voluto dimostrare con la sua ‘impresa’ che è possibile guidare un’azienda anche stando lontani migliaia di chilometri.


Il “regime dei nuovi minimi” in due anni ha accolto a se circa 300mila contribuenti, divisi tra lavoratori autonomi, giovani alla prima attività, ma anche professionisti, ex dipendenti che hanno perso il lavoro e, anche se in misura minore, pensionati che cercano di arrotondare l’assegno.
