Come sarà il lavoro dopo il Coronavirus? Ecco alcuni scenari

Il mondo del lavoro dopo il Coronavirus. Tra aumento della disoccupazione globale a nuove forme di organizzazione del lavoro, ecco cosa ci aspetta a fine pandemia

Il periodo storico che stiamo vivendo è davvero particolare. Una situazione di crisi sanitaria che interessa tutto il mondo, a cui seguirà una crisi economica di notevole rilievo. Le misure restrittive adottate dai governi, hanno comportato la chiusura di molte aziende, con notevoli conseguenze per l’economia. Ecco alcuni scenari sul mondo del lavoro dopo il Coronavirus.


La situazione economica con il Coronavirus

A preoccupare non è solo la situazione sanitaria ma anche quella economica. La pandemia da Coronavirus ormai interessa gran parte del mondo, con un alto numero di contagi, di morti ma anche di guariti. Una situazione che ha costretto i vari governi mondiali ad adottare delle misure restrittive, per limitare i contagi e cercare di non mandare al collasso le varie strutture sanitarie. Ne deriva, che anche il mondo del lavoro è stato interessato da queste misure di contenimento. Tante le aziende ed attività commerciali costrette a chiudere o limitare il proprio operato. Questo per contenere gli spostamenti sul territorio e per evitare contagi tra i dipendenti. Tutto ciò, a lungo andare ha comportato la perdita di fatturato, con delle conseguenze economiche che hanno colpito non solo l’Italia ma anche altri luoghi nel mondo. Preoccupa lo scenario economico globale, tanto che Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse), la Conferenza delle Nazioni Unite per il commercio e lo sviluppo (UNCTAD) e il Fondo Monetario Internazionale (FMI), hanno lanciato un vero e proprio allarme.

L’impatto economico mondiale del Coronavirus

Secondo l’Ocse, per ogni mese di ulteriore proroga delle misure di contenimento da Coronavirus, si avrà la perdita di 2 punti percentuali sul PIL. Dall’altra parte, gli effetti del lock-down andranno ad influenzare in maniera diretta, proprio quei settori economici che rappresentano circa 1/3 del PIL nelle principali economie mondiali. Tanto per fare un esempio, il settore turistico, su cui poggia l’economia di molte Nazioni, dovrà fare i conti con una riduzione dal 50% al 70%. Il Coronavirus purtroppo ha provocato uno tra i più grandi shock economici, sociali e finanziari nel 21° secolo. Questa crisi comporta l’arresto della produzione nei paesi direttamente interessati dalla pandemia, provocando anche un relativo calo dei consumi, con delle conseguenze che interesseranno anche il mondo del lavoro e dell’occupazione.

Il mondo del lavoro e dell’occupazione dopo il Coronavirus

La pandemia avrà delle conseguenze anche sul mondo del lavoro e sull’occupazione. Recenti previsioni, non hanno escluso la possibilità che la situazione di crisi sanitaria, possa andare ad incrementare la disoccupazione mondiale di circa 25 milioni. Uno scenario davvero triste. La stessa Organizzazione internazionale del lavoro (OIL), ha richiesto delle misure di carattere urgente, per limitare gli effetti negativi del Coronavirus sul mondo del lavoro e dell’occupazione. In particolare è indispensabile proteggere i lavoratori, cercare di stimolare l’economia e la stessa occupazione, andare a sostenere il lavoro ed il reddito. Inoltre, le richieste riguardano anche le misure di politica fiscale e monetaria, oltre al sostegno finanziario di particolari settori economici particolarmente colpiti dalla crisi. Tra i possibili scenari dell’OIL, sulla base dell’impatto del Coronavirus sull’incremento del PIL mondiale, c’è l’aumento della disoccupazione globale tra i 5,3 milioni e 24,7 milioni, che si vanno ad aggiungere ai 188 milioni di disoccupati nel 2019.

Verso una nuova concezione ed organizzazione del lavoro

L’emergenza da Coronavirus ha anche comportato un nuovo modo di concepire e di organizzare il lavoro. Più incentivi per lo smart working, e per tutte le tipologie di occupazione che non necessitano la presenza del dipendente in azienda o in ufficio. La nuova concezione del lavoro è proprio quella slegata dal tempo, dalle ore di operatività e dal luogo. Si va verso un’organizzazione professionale più flessibile, dove non importa il luogo da cui si opera ed il tempo dedicato al lavoro. L’unica cosa importante è il raggiungimento dei risultati. Ognuno è libero di adoperare le strategie che ritiene più opportune, l’importante è arrivare ad un prodotto finale efficiente e funzionale. Più flessibilità e libertà organizzativa dei dipendenti, non più ancorati a luoghi fisici e a determinate strategie già impostate a cui attenersi. Sarà premiata la meritocrazia ma anche la creatività, le capacità di mettersi in gioco e di essere produttivi in tante differenti modalità.

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