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Coronavirus, lavoro e spostamenti: come sarà la situazione dopo le feste?


Cosa succederà dopo le strette connesse alle festività natalizie necessarie a contenere i contagi da coronavirus? A fine mese scade anche lo stato d’emergenza. Lavoro, ritorno a scuola, spostamenti, ecco cosa aspettarci dopo le feste.

Coronavirus: cosa succederà dopo la stretta di Natale

reddito di emergenza

Il periodo delle festività natalizie è caratterizzato da misure particolarmente restrittive, per evitare una possibile terza ondata di contagi da coronavirus. Ebbene, dopo la stretta di Natale, che prevede giorni di lockdown totale e giornate di chiusure parziali, cosa succederà? Cosa dobbiamo aspettarci e come dovremo comportarci? Dal 7 gennaio 2021 si ritornerà alla suddivisione dell’Italia nelle tre zone, rossa, arancione e gialla a seconda dell’andamento dei contagi. Avremo dunque restrizioni massicce nelle zone rosse per arrivare a quelle meno rigide vigenti nelle zone gialle. Secondo l’ultimo report dell’Istituto superiore di sanità (dal 14 al 20 dicembre) la maggioranza delle Regioni italiane al momento presentano un rischio di contagio moderato o alto, mentre quattro sono a rischio basso. In ogni caso la suddivisione nelle tre fasce si deciderà tenendo in considerazione i dati sui contagi che ci saranno dopo l’Epifania.

Coronavirus e spostamenti

Gli spostamenti sul territorio nazionale non saranno sicuramente tutti possibile e senza alcun tipo di controllo. Dopo le feste di Natale non aspettiamoci il via libera, come quello avuto la scorsa estate, perché la situazione coronavirus non lo permette ancora, nonostante le prime dosi di vaccino siano arrivate in Italia. Le regole per gli spostamenti continueranno a dipendere dalla fascia di appartenenza (rossa, arancione e gialla). L’autocertificazione continuerà ancora a far parte della nostra quotidianità, così come i controlli su strade, autostrade, porti ed aeroporti.

Il ritorno a scuola

Altro punto davvero delicato è quello relativo il ritorno a scuola dal 7 gennaio. Da molto tempo le forze politiche discutono sulla necessità di far tornare i ragazzi tra i banchi, ma bisogna comunque tenere in considerazione i contagi da coronavirus ancora presenti. Per ora, lo scopo è quello di far ritornare in classe dopo le feste di Natale il 50% degli alunni, per poi arrivare al 75% nelle giornate successive. In ogni modo, ci sono ancora dubbi sul possibile rientro in sicurezza degli studenti, in quanto si tratta di una questione davvero molto delicata e da analizzare nei minimi particolari, per garantire la sicurezza di tutti.

La questione palestre, teatri e cinema

Non è da escludere un possibile rinnovo della sospensione a partire dalla metà di gennaio delle attività di palestre, teatri e cinema. Attualmente, il Dpcm del 3 dicembre prevede la chiusura di queste attività fino al 15 gennaio ma è possibile che ci sia una proroga, continuando a mantenere chiuse tali attività. La decisione finale sarà presa anche tenendo in considerazione i dati epidemiologici che arriveranno dopo l’Epifania. Infatti, potrebbe essere prevista la sospensione di spettacoli in cinema e teatri, di concerti ed eventi anche all’aperto. Stessa sorte per le attività di palestre e piscine, considerate ancora troppo pericolose per i contagi da coronavirus. Anche l’apertura degli impianti sciistici fissata per il 7 gennaio sembra essere a rischio. Bisogna prendere in esame l’andamento dei contagi e della pandemia da coronavirus in ogni Regione e poi prendere delle decisioni definitive.

Coronavirus e stato d’emergenza

In data 31 dicembre 2020 scade lo stato d’emergenza che il 7 ottobre è stato prorogato dal Consiglio dei ministri. Bisognerà ora vedere e valutare la possibilità di una proroga, a seconda della situazione pandemica. Lo stato d’emergenza vuol dire la possibilità da parte del Governo di adottare una serie di misure per andare a contrastare i rischi sanitari direttamente connessi al coronavirus. Lo stato d’emergenza ha delle ripercussioni anche sullo smart working, prevedendo la procedura semplificata che permette ai datori di far lavorare da remoto i dipendenti, saltando tutto il complesso ed articolato iter burocratico.

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