Il lavoro dell’avvocato: come diventarlo, cosa fa e quanto guadagna

Partendo dalla definizione stessa di avvocato, andiamo a scoprire tutti i dettagli di questa professione: cosa fa, come diventarlo, le varie specializzazioni, la carriera e i guadagni.

Vostro onore, non ho altro da aggiungere”. Questa frase è forse una delle più utilizzate nei film a matrice giudiziaria, dove l’avvocato difensore inchioda alle sue responsabilità il colpevole. La figura dell’avvocato è sempre stata molto mitizzata dal mondo del cinema, ma la realtà è ben diversa. In queste righe proveremo a scoprire tutti i dettagli che si celano dietro il mondo dell’Avvocatura.


Definizione di avvocato

avvocato

Per analizzare le caratteristiche di un qualsiasi profilo professionale occorre sempre partire dalla definizione che i vari dizionari offrono. L’avvocato non è altro che quel professionista il quale è autorizzato a fornire assistenza e consulenza in materia legale, al fine di tutelare il privato cittadino e/o le aziende di fronte alla Legge. In casi particolari l’avvocato può trovarsi a difendere anche altre figure, come enti pubblici od organizzazioni no profit. Questo professionista rappresenta i propri clienti direttamente in tribunale, e fa in modo che le leggi siano rispettate da tutti gli attori in campo.

Nella definizione vi è già una prima dicotomia fra quelle che sono le attività di questa professionista. Tutte le azioni che un professionista legale mette in campo possono essere divise in due macro-categorie:

  • la rappresentanza legale: è quella in cui “la mano” del professionista si avverte maggiormente, perché è quella in cui difende i suoi assistiti in un’aula di tribunale, argomentando tutte le casistiche che possono tutelare il proprio rappresentato. Che si tratti di fornire prove, documenti o confutare le accuse, l’aula di un tribunale rappresenta il perfetto “habitat” del professionista legale.
  • l’attività di consulenza legale: si racchiude, invece, in tutti quei casi in cui i clienti chiedono un semplice parere al proprio professionista legale circa una qualsiasi casistica di diritto. In questo caso l’avvocato deve essere abile a “tradurre” in parole semplici al proprio cliente quanto la Legge prevede per la problematica in oggetto, fornendo suggerimenti sul come muoversi al meglio.

La varietà di ambiti delle normative vigenti è talmente elevata che un professionista legale può specializzarsi in specifici “settori” per fornire consulenze con maggior competenza. Le branche del diritto sono molteplici, le più importanti sono:

  • penale
  • civile
  • tributario
  • societario
  • internazionale
  • amministrativo
  • commerciale
  • lavoro.

Quali sono i requisiti per diventare avvocato?

In un individuo l’idea di diventare avvocato può maturare anche in “tarda età”, perfino molto dopo essere diventato maggiorenne. Questi gli step necessari per diventare avvocato:

  • il primo passo verso la carriera di avvocato, infatti, è l’iscrizione alla Facoltà di Giurisprudenza all’Università per conseguire la Laurea in Giurisprudenza: l’offerta accademica attuale prevede sia il classico “3+2” (Laurea triennale in Scienze Giuridiche e successiva Specializzazione biennale), sia il corso di Laurea Magistrale a ciclo unico in Giurisprudenza, della durata di 5 anni. Non sono richieste particolari indirizzi né specifiche conoscenze da acquisire durante la scuola superiore. Magari può tornare utile aver frequentato il liceo classico, ma solo perché in materia giuridica il latino è una lingua tutt’altro che “morta”.
  • una volta conseguita la laurea completa in Giurisprudenza, occorre farsi le “ossa sul campo”: i neolaureati dovranno infatti svolgere un tirocinio presso uno studio legale il cui rappresentante (detto anche“dominus”) sia iscritto all’albo da almeno 5 anni. Il tirocinio deve durare 18 mesi e il tirocinante deve presenziare ad almeno 20 udienze. Recentemente il legislatore ha inoltre imposto la frequenza obbligatoria di alcuni corsi di specializzazione in contemporanea al periodo del tirocinio.
  • ultimo step, il superamento dell’Esame di Stato per avvocato, formato da tre prove scritte e una orale. 

Le migliori scuole di specializzazione

In un paese come l’Italia, dove mediamente ci sono 4 avvocati ogni 1.000 abitanti, la concorrenza è spietata è occorre quindi avere grandi competenze per poter emergere. Alla luce anche dell’obbligatorietà della frequenza dei corsi di specializzazione post laurea, per scegliere quello migliore ti consiglio di frequentare solo quelli riconosciuti dal Consiglio Nazionale Forense. Fra i più prestigiosi ti consiglio:

Le varie “tipologie” di avvocato e come specializzarsi

Come abbiamo visto in precedenza, la Giurisprudenza è una materia così ampia che prevede, per forza di cose, delle sotto categorie in cui i vari professionisti legali possono specializzarsi. Se volessimo al momento solo considerare le specializzazioni previste dal Ministero di Grazia e Giustizia, ci troveremmo ben 10 macro aree in operare:

  • Diritto Penale
  • Diritto Civile
  • Diritto Amministrativo
  • Diritto del Lavoro e della Previdenza Sociale
  • Diritto Internazionale
  • Diritto Tributario, Fiscale e Doganale
  • Diritto dell’Unione Europea
  • Diritto dell’Informazione, dell’Informatica e della protezione dei dati personali
  • Diritto della Concorrenza
  • Diritto dei Trasporti e della Navigazione
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Ognuna di queste macro aree, inoltre, nasconde un mondo, all’interno del quale il professionista legale deve sapersi muovere per tutelare gli interessi del proprio cliente. Solo per darti un’idea della vastità degli ambiti, proviamo a fare un rapido excursus in quelle che sono le aree statisticamente più citate nel mondo dell’avvocatura: diritto penale, civile e amministrativo.

Diritto penale

Quando si parla di diritto penale, il più delle volte, la mente vola alle attività svolte dalla criminalità organizzata, per le quali è evidentemente fondamentale il lavoro del penalista al fine di stroncare gli illeciti svolti ai danni dello Stato e della Comunità. Tuttavia il diritto penale si occupa anche di una serie di reati “minori”, come quelli perpetrati nell’edilizia, nell’economia, nella pubblica amministrazione, nell’ambiente, in famiglia e soprattutto quelli subiti dai minori.

Diritto Civile

Una mera analisi quantitativa mostra il diritto civile come quello con una varietà di casistiche molto più ampia, questo perché tale elenco di norme tutela quelle che sono le interazioni sociali nella vita di tutti i giorni. La più famosa applicazione delle norme del diritto civile riguarda forse l’ambito familiare, in cui sono contemplati i casi legati a separazioni, divorzi, abbandono del tetto coniugale e così via. Il diritto civile tutela anche la stipula delle assicurazioni in vari settori, dalla semplice RC auto fino a quelle per le vacanze. Meno noto, ma fondamentale per molte persone, è anche il diritto successorio, ovvero quello che regolamenta testamenti, donazioni ed eredità. Fra le più importanti applicazioni del diritto civile, infine, ci sono quelle legate a condomini e locazioni, dove sono comprese le “beghe” con i vicini e le compravendite di immobili.

Diritto Amministrativo

Nonostante abbia anch’esso una vasta applicazione, le categorie inserite nel diritto amministrativo sono forse meno note ai più. Il Diritto Amministrativo, a sua volta, infatti, si suddivide in altre specifiche sotto categorie:

  • Diritto Sanitario
  • Diritto Urbanistico e dell’Edilizia
  • Diritto del Pubblico Impiego e delle Responsabilità Amministrative
  • Diritto dell’Ambiente
  • Diritto delle Autonomie Territoriali e dei contenziosi elettorali
  • Diritto dei Contratti Pubblici

Come diventare avvocato specialista

Per diventare avvocato specialista, e conseguire il titolo in una delle specializzazioni di cui sopra, l’avvocato dovrà presentare apposita domanda al Consiglio dell’ordine di appartenenza. Verificata la regolarità, l’ordine territorialmente competente trasmetterà l’istanza al Consiglio nazionale forense, il quale compirà un ultimo accertamento sui requisiti e sui presupposti utili per poter rendere valida la domanda presentata dall’avvocato. Tra i principali requisiti previsti dal regolamento, spiccano:

  • frequenza con esito positivo di corsi di specializzazione organizzati da facoltà, dipartimenti o ambiti di giurisprudenza delle università legalmente riconosciute (art. 7) o, alternativamente, comprovata esperienza nel settore di specializzazione;
  • assenza di sanzioni disciplinari conseguenti alla violazione del dovere di competenza o di aggiornamento professionale;
  • assenza di revoca di un precedente titolo di specialista.

Le possibilità di carriera come avvocato

L’inizio della carriera di un avvocato coincide spesso con il periodo di tirocinio a cui il giovane neolaureato in giurisprudenza è “obbligato” per ottenere l’abilitazione alla professione. Inutile dire che maggiore è il prestigio del “dominus” a cui si è affiancati, e più alte saranno le possibilità di sbocco in ambito forense. Nonostante sia un periodo in cui il neolaureato ha funzioni limitate, il tirocinio si rivela una grande opportunità di apprendimento al fianco dei professionisti affermati della Legge. Terminato il tirocinio e conseguita l’abilitazione, molti giovani professionisti decidono comunque di mantenere rapporti con uno studio legale, che sia quello frequentato da tirocinante o un altro qualsiasi già avviato, diventando un “associato”. In questo modo si possono ottenere i primi veri clienti e al tempo stesso avvalersi dell’aiuto di colleghi con maggiore esperienza, ove necessario. Acquisita la giusta esperienza, il passo successivo è quello di aprirsi un proprio studio legale e da lì iniziare luna carriera da legale indipendente.

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Le prospettive di un avvocato non si limitano tuttavia alla mera attività forense: i più volenterosi possono continuare gli studi e superare concorsi pubblici per ricoprire il ruolo di giudice e passare quindi “dall’altra parte” dell’aula di un tribunale. Pure uscendo dai tribunali, tuttavia, la carriera di un avvocato può essere radiosa: ci sono tantissime aziende che si avvalgono di un proprio Legal Advisor per avere, oltre a tutele in campo giuridico, anche consulenze sulle normative antiriciclaggio e sul diritto bancario.

Le professioni che può svolgere un avvocato

Ho concluso il precedente paragrafo mostrandoti in maniera sommaria che un bravo avvocato non deve necessariamente essere “rinchiuso” in un’aula di tribunale per avere successo. La competenza in materia legale è ancora oggi merce assai rara, ed è per questo motivo che sono diverse le realtà a cui fa comodo un professionista della legge. Di seguito ti propongo un breve elenco delle professioni alternative alle quali un avvocato può accedere:

  • Funzionari statali: tantissime sono le figure professionali remunerate dallo stato che devono avere, come requisito fondamentale, una laurea in giurisprudenza. Un professionista legale, ad esempio, attraverso un apposito concorso pubblico può diventare un Commissario di Polizia o un funzionario dell’Agenzia delle Entrate.
  • Magistrato: come ti ho accennato in precedenza, un professionista legale può anche ambire al ruolo di giudice. Per diventare magistrato bisogna superare il concorso in magistratura tenuto ogni anno, ma per accedervi occorre avere un ulteriore titolo oltre alla laurea in Giurisprudenza (come dottorati di ricerca o specifici diplomi di specializzazione per professioni legali). Superato il concorso, anche in questo caso, è previsto un tirocinio di 18 mesi (regolarmente retribuito), in cui il tirocinante vedrà con i propri occhi come lavora un magistrato affermato.
  • Consulente del lavoro: la laurea in Giurisprudenza apre le porte anche a una professione prestigiosa come quella di Consulente del lavoro, ovvero di un professionista esperto in diritto del lavoro che cura tutte pratiche legate ai lavoratori di un’azienda. Si può lavorare sia come collaboratore di un’azienda, sia come libero professionista che tutela i diritti dei lavoratori. Per diventare consulente del lavoro devi, dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza e terminato il tirocinio di 18 mesi in uno studio legale, superare un esame di abilitazione e successivamente iscriverti all’apposito Albo.
  • Diplomatico: se hai la passione per le lingue straniere, e ne parli fluentemente più di una, la laurea in Giurisprudenza potrebbe aprirti un mondo prestigioso come quello della diplomazia. La laurea in materie giuridiche (con specializzazione nel diritto internazionale) rappresenta però solo un punto di partenza: per diventare diplomatico dovrai superare anche un complesso concorso pubblico, che prevede sia una prova scritta che una orale. Inoltre non si può partecipare a questo concorso dopo aver compiuto i 35 anni, quindi il limite temporale è molto stretto.
  • Giurista d’impresa: si tratta di un professionista legale che decide di offrire le sue competenze ad aziende private per le quale dovrà agire su diversi fronti, partendo dalla semplice gestione delle buste paga fino ai contenziosi con gli stessi dipendenti o con soggetti esterni.

I guadagni di un professionista legale

Mi sono tenuto per ultimo quella che è sicuramente la parte più interessante di una professione legale, ovvero la remunerazione. I numeri di quest’ultimi anni ci rivelano dati interessanti, che mostrano come spesso le apparenze ingannano.

Inizio col dirti che oggi, in media, un professionista legale affermato guadagna poco più di 38.000 euro annui. La statistica dice che tale cifra è destinata a salire con l’aumentare dell’esperienza del professionista. A parità di competenze ed esperienza, però, i dati mostrano che gli avvocati maschi residenti al Nord vantano guadagni più alti dei loro colleghi al Sud, per non parlare del persistere dell’incresciosa disparità retributiva fra uomo e donna.

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