Imu 2020: il decreto agosto cancella la seconda rata. Chi non è tenuto a pagare

Il decreto agosto ha cancellato la seconda rata dell’Imu per chi opera nel settore turistico e dello spettacolo. Ecco le novità e chi non è tenuto a pagare

Le novità sull’Imu 2020 continuano. Il decreto agosto pubblicato in Gazzetta Ufficiale, ha cancellato la seconda rata dell’imposta in scadenza il 16 dicembre. Alcune categorie particolarmente colpite dalla crisi economico sanitaria da Coronavirus, non dovranno pagare la tassa fino al 2022. Ecco le novità in questione ed i beneficiari della misura.


Imu 2020: cancellata la seconda rata

imu e tari 2020

L’Imu, ossia l’Imposta Municipale Unica rappresenta un appuntamento fisso per i contribuenti. Il 2020 è l’anno delle novità e dello stravolgimento del fitto calendario con le imposte dovute al Fisco. Infatti, l’emergenza sanitaria da Coronavirus, che ha caratterizzato in maniera abbastanza accesa i mesi scorsi, ha imposto delle modifiche alle scadenze e modalità di pagamento di tanti tributi. Si è concesso più tempo ai contribuenti per pagare, considerando i disagi introdotti dal lockdown e non solo. L’ultima novità arriva con il decreto agosto, già pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che ha cancellato la seconda rata dell’Imu 2020. Le categorie più colpite dalla crisi economica e sanitaria da Covid, sono esonerate dal versamento dell’imposta sia per l’anno corrente che per il 2021 e 2022. Dunque, a meno che non si registri una ripresa economica veloce e consistente, i soggetti che nel 2020 non sono teniti a pagare la seconda rata dell’Imu, saranno esonerati anche negli anni successivi.

I beneficiari della misura

Non tutti i contribuenti sono esonerati dall’obbligo di versare al Fisco il tributo in questione. Stando a quanto recita l’articolo n.78 del decreto agosto, sono le imprese appartenenti al settore turistico e dello spettacolo a non dover versare la seconda rata Imu. Si tratta proprio dei settori maggiormente colpiti dalla crisi economica sanitaria che stiamo vivendo in questo periodo. In particolare sono esonerati dal pagamento:

  • gli immobili adoperati per gli stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali, immobili di stabilimenti termali;
  • immobili che rientrano nella categoria catastale D/2, immobili di villaggi turistici, ostelli, agriturismi, colonie marine e montane, B&B, affitta camere, campeggi, nella condizione in cui i proprietari degli immobili siano anche i gestori dell’attività;
  • immobili della categoria catastale D adoperati dalle imprese addette ad allestimento di strutture espositive;
  • gli immobili appartenenti alla categoria catastale D/3 destinati a teatri, cinema, spettacoli, nella condizione in cui i proprietari siano anche i gestori delle attività esercitate;
  • immobili destinati a sale da ballo, discoteche, night club se i proprietari sono anche i gestori.

Sono queste le categorie di immobili che non sono sottoposte ad Imu, stando alle ultime novità introdotte dal decreto agosto.

Cosa succede ai Comuni con il taglio dell’Imu?

Con il taglio Imu per molti contribuenti, le casse dei vari Comuni riceveranno meno risorse economiche rispetto agli altri anni. Tuttavia il Governo è pronto ad intervenire, in maniera tale da garantire a questi le risorse adeguate e necessarie. Per andare a compensare questo ingente taglio, sono previste risorse erogate dal Fondo di previsione del Ministero dell’Iterno con il decreto rilancio. Parliamo del Fondo con una dotazione di 85,95 milioni di euro per il corrente anno, di cui 9,2 milioni di euro sono destinati al 2021. Una misura che cerca in tutti i modi di sollevare le sorti di tanti settori in crisi, senza lasciare a secco le casse dei vari Comuni italiani.

La lenta fase di ripresa economica

La pandemia non è ancora passata. Proprio in questi giorni si sta assistendo ad un nuovo aumento dei contagi, a causa dei tanti rientri dall’estero e non solo. Spesso le basilari misure di sicurezza non sono rispettate, così si assiste ad assembramenti senza la minima protezione, che danno man forte alla diffusione del virus. La preoccupazione è rivolta anche all’apertura delle scuole. Se la curva dei contagi continua a risalire nel corso delle prossime settimane, tornare tra i banchi non sarà sicuramente una passeggiata. Se da una parte ci sono forze politiche preoccupate per la ripresa delle lezioni in presenza, dall’altra c’è chi sostiene che il Governo stia facendo i salti mortali per garantire la sicurezza sanitaria ad alunni, insegnanti e personale scolastico. Vedremo come si evolverà la situazione.