In arrivo l’aumento degli assegni pensionistici. Ecco a chi spettano

Novità sul fronte pensioni, con l’aumento degli assegni previdenziali minimi almeno fino a 780 euro al mese. La necessità di salvaguardare le fasce più deboli della popolazione

In periodo di emergenza Coronavirus, l’Esecutivo continua a studiare novità in riferimento alla delicata questione previdenziale. Così, nella tanto attesa riforma pensioni potrebbero fare il loro ingresso gli aumenti degli assegni minimi riconosciuti ai pensionati. Una forma di supporto ad un’altra categoria a rischio povertà, soprattutto ai tempi del Coronavirus e del generale rincaro dei beni di prima necessità.


Riforma pensioni e Coronavirus

Il Governo si è dimostrato attento e preoccupato per il benessere dei cittadini, delle imprese, dei lavoratori e di tutte le famiglie. In piena emergenza sanitaria ed economica, sono stati emanati differenti decreti, contenenti misure a sostegno delle realtà maggiormente colpite dalla crisi. Tuttavia, c’è un’altra categoria a rischio, per cui bisogna agire nell’immediato, garantendo più liquidità. Stiamo parlando dei pensionati che percepiscono la pensione minima, con un importo davvero esile e non sufficiente. Questi ex lavoratori, già prima della crisi economico-sanitaria avevano serie difficoltà a vivere dignitosamente ed arrivare a fine mese. La cosa oggi è peggiorata notevolmente, in quanto l’assegno minimo non è in grado di far fronte a tutte le spese, soprattutto da quando i prezzi dei beni di prima necessità sono aumentati vertiginosamente a causa della pandemia.

Molti pensionati sono a rischio povertà. Per questo motivo, i sindacati continuano a richiedere a gran voce una riforma delle pensioni anche in piena emergenza Coronavirus. Il rischio è quello di dimenticarsi di una fetta molto consistente di cittadini, che si trovano in difficoltà economiche e non devono essere lasciati soli.

Aumento delle pensioni, ma non per tutti

L’idea a cui le varie forze politiche stanno lavorando è proprio quella di ritoccare gli assegni previdenziali minimi. Solitamente l’ammontare della pensione deve essere adeguato al costo della vita. Parliamo di una fetta ampia della popolazione anziana, che mensilmente riceve una pensione tra i 400 e 600 euro, importi che, visti i rincari del costo della vita, sono assolutamente insufficienti e non permettono di vivere dignitosamente. Proprio per tale motivo, tra le novità della riforma pensioni ci potrebbe essere l’incremento degli assegni minimi, fino a 780 euro e più al mese. Dopo le misure che sono state varate a favore delle imprese, partite Iva, lavoratori e famiglie, arrivano quelle a sostegno dei pensionati, che non riescono ad arrivare a fine mese, soprattutto in piena emergenza Coronavirus.

Come lo stesso Paolo Pedretti, il segretario generale del sindacato pensionati Cgil ha affermato, le fasce più deboli della popolazione devono essere salvaguardate e sostenute, soprattutto in questo particolare periodo che tutti stiamo vivendo.

La riforma pensioni: tra stop a Quota 100 e l’aumento degli assegni minimi

La riforma pensioni è importante. Tuttavia, le finanze del Governo e le risorse economiche a disposizione non sono infinite. Sono stati messi in campo già tanti miliardi di euro per sostenere le realtà investite dalle conseguenze del Coronavirus. Il rischio da evitare è proprio quello di lasciare ampie fette della popolazione scoperte dai sostegni economici. Il vicepresidente della Camera, Ettore Rosato, spinge per una riforma previdenziale in piena emergenza sanitaria ed economica. Inoltre, invita il Governo a ridefinire le priorità, in maniera da avere fondi per tutti. Ad esempio, secondo Rosato, continuare a finanziare misure come Quota 100 e Reddito di Emergenza, a lungo termine sarebbe insostenibile.

Così spunta l’idea di abolire Quota 100 e rivedere le modalità di erogazione del Reddito di Emergenza, in maniera da distribuire al meglio le risorse ed investirle anche nelle pensioni, garantendo aumenti a chi percepisce l’assegno minimo.

Attenzione anche agli esodati in Italia

Particolare attenzione dovrebbe essere data anche agli esodati in Italia, una categoria che rischia di cadere nel dimenticatoio, come ha sostenuto Gabriella Stojan, coordinatrice del Comitato 6.000 Esodati Esclusi. Si tratta di una classe già provata e trascurata nel corso degli ultimi anni. Da qui, l’appello della stessa Stojan a dare particolare attenzione anche agli esodati in Italia, che non meritano di essere letteralmente dimenticati e lasciati al loro destino. Si attende un impegno concreto del Governo anche sul fronte delle pensioni, in maniera da destinare fondi per sostenere i pensionati, che hanno lavorato una vita intera e meritano di ricevere assegni previdenziali adeguati al costo della vita.