La pensione anticipata dopo Quota 100. Le alternative proposte

Il possibile scenario post Quota 100 con il pensionamento anticipato a seconda della gravosità del lavoro svolto. Ecco le proposte

Il presidente dell’Inps Pasquale Tridico, ha recentemente avanzato una serie di valide proposte da realizzare allo scadere della pensione anticipata con Quota 100. L’uscita anticipata a seconda della gravosità del lavoro, la creazione di un fondo integrativo pubblico, la neutralizzazione degli effetti dell’incremento di vita sull’età pensionabile, sono solo alcuni esempi della rivoluzione connessa al sistema previdenziale.


Il possibile scenario dopo Quota 100

pensione anticipata

La pensione anticipata con Quota 100, ha permesso a tanti lavoratori di uscire dal mondo del lavoro in anticipo, rispetto alla normale pensione di vecchiaia. Si tratta di una forma sperimentale, che non durerà per sempre. Proprio per questo motivo, secondo il presidente dell’Inps Pasquale Tridico, bisogna già guardare avanti e pensare ad un efficace alternativa, che possa permettere il pensionamento anticipato, anche a chi non ha i requisiti per accedere alle altre misure previdenziali come ad esempio le pensioni precoci. In particolare, Tridico punta ad una complessiva revisione del sistema che permette il pensionamento anticipato, in modo che diventi strutturale, e consenta l’uscita anticipata a seconda della gravosità del lavoro effettuato. Dunque chi ha svolto lavori usuranti, avrà diritto ad andare in pensione prima.

Andare in pensione anticipata in base alla gravosità dei lavori

In materia di pensioni non bisogna mai farsi trovare impreparati, ed è proprio per questo che già si pensa al dopo Quota 100. Ad avanzare delle proposte è proprio il presidente Tridico, pensando ad una generale revisione del sistema che permette di accedere al pensionamento anticipato. In particolar modo, bisognerebbe considerare un sistema che consenta il l’anticipo della pensione a seconda della gravosità del lavoro. Ogni categoria avrà un’età di pensionamento anticipato diversa dalle altre, grazie ad un sistema di coefficienti che prende in considerazione il peso e la fatica del mestiere in questione. Tanto per fare un esempio, il lavoro del minatore ha un indice di gravosità maggiore, che gli permetterà di andare in pensione prima rispetto al altri mestieri che comportano una fatica minore. Ovviamente, la legislazione dovrà comunque stabilire un’età minima per il pensionamento.

La correzione della norma sull’aspettativa di vita

Nel calcolo dell’assegno pensionistico, continuerà a valere il metodo contributivo che in qualche modo potrebbe penalizzare chi va in pensione anticipata. Proprio per questo motivo, secondo Tridico, si dovrebbe ripensare e correggere la norma sull’aspettativa di vita, che influisce sui requisiti di pensionamento stessi, andando a gravare anche su tutti i soggetti prossimi alla pensione. La proposta è quella di andare ad annullare gli effetti dell’incremento età pensionabile a partire da una determinata età in poi, ad esempio da 60 anni. Questo significa, come lo stesso Tridico afferma, che “l’aumento dell’aspettativa di vita sia bloccato per le singole coorti di lavoratori. Per ogni anno di nascita una certa aspettativa, che poi non cresce più. Così si dà certezza”. Si tratta di riforme che comunque hanno un costo.

La soluzione è quella di adoperare le risorse non spese per Quota 100, che nel corso del 2020 potranno arrivare a 2,5 miliardi di euro. Un cambiamento radicale che potrebbe rivoluzionare tutto il sistema, puntando a delle soluzioni flessibili e sempre più vicine alle esigenze dei lavoratori.

L’ipotesi di creare un fondo integrativo pubblico

Altra ipotesi avanzata da Tridico è quella della creazione di un fondo integrativo pubblico, in grado di dare la possibilità a tutti coloro che hanno un reddito basso o instabile, di poter avere un domani una pensione integrativa. L’idea prevede delle defiscalizzazioni maggiori e tutta una serie di validi strumenti che possano integrare la normale pensione, proprio nei periodi in cui si sono versati meno contributi. Sappiamo bene che oggi, sono tanti i giovani e meno giovani impegnati in lavori discontinui, che non gli permettono di versare regolarmente ed in maniera continua i contributi necessari per la pensione. Questo fondo, permetterà di avere una pensione integrativa, in una realtà, quella odierna, dove la mancanza di un lavoro stabile e continuativo, per molti soggetti è la regola del giorno. Ecco perché una buona ed attenta riforma pensione diventa sempre più essenziale nel nostro Paese.

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