Lavorare nel sociale: tanti modi di aiutare gli altri

E chi lo ha detto che lavorare nel sociale vuol dire solo fare profitto? C'è chi, di professione, si prende cura dagli altri. Ecco le principali figure in questo settore

Quello del sociale è un settore in continua espansione. I profondi mutamenti in corso stanno condizionando il nostro modo di vivere e di interagire, costringendoci a fare i conti con una quotidianità sempre più sfaccettata. Dai profughi di guerra ai poveri; dai disabili ai minori in difficoltà: la moltitudine di persone che necessitano di un aiuto o di un sostegno non accenna a decrescere. Anzi: il complicarsi del quadro generale prospetta situazioni sempre più complesse da gestire, che necessitano dell’intervento di esperti qualificati. Se state pensando di lavorare nel sociale – e di dedicare tempo, professionalità ed energia a chi ne ha più bisogno – fareste bene ad informarvi meglio. L’offerta lavorativa, in questo ambito, è assai vasta e può riservare grandi soddisfazioni personali.


Che cosa fa chi lavora nel sociale

Prima di ogni cosa, occorre chiarire che chi lavora nel sociale svolge un’attività senza fine di lucro, che persegue uno scopo meramente solidaristico. Ci sono tanti modi di aiutare gli altri: c’è chi fornisce sostegno psicologico o psichiatrico (nei casi più gravi), chi progetta percorsi di riabilitazione fisica e sociale, chi offre servizi tesi ad evitare l’isolamento e l’esclusione dei soggetti più deboli, chi fornisce assistenza di vario tipo e chi organizza eventi per favorire l’integrazione e la solidarietà tra persone che appartengono a culture o estrazioni differenti. L’idea di fondo è sempre la stessa: dare una mano a chi si trova in difficoltà, sia egli un giovane disabile o un migrante sopravvissuto a una traversata in mare; un anziano malato o un senza tetto rimasto ai margini della società (solo per fare alcuni esempi).

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Le principali figure professionali che lavorano nel sociale

Ma quali sono le figure professionali più attive nel settore del sociale? Noi ne abbiamo selezionate quattro:

OSA (Operatore socio-assistenziale)

L’OSA – Operatore socio-assistenziale lavora in strutture pubbliche o private che cercano di dare una mano a chi ne ha bisogno. Il suo compito è quello di recuperare e tutelare il benessere psico-fisico degli utenti e di evitare che essi vengano isolati. Fornisce assistenza (anche a domicilio) per supplire alle carenze di autonomia delle persone che assiste (si pensi ai disabili o agli anziani che non riescono più a svolgere le loro regolari mansioni quotidiane, ma anche a chi soffre di disturbi mentali e necessita di un costante supporto). Per diventare operatore socio-assistenziale, occorre frequentare uno dei tanti corsi ad hoc organizzati da strutture pubbliche e private e acquisire le competenze necessarie per svolgere al meglio questo delicato lavoro. Se sei alla ricerca di un lavoro come OSA puoi consultare le offerte disponibili su Euspert alla pagina: offerte lavoro OSA che trovi sempre aggiornata.

Educatore professionale

L’Educatore professionale è un professionista del sociale, che propone e realizza progetti educativi e riabilitativi tesi a favorire l’inserimento psico-sociale dei soggetti in difficoltà. Chi aspira a diventare educatore professionale può frequentare il corso di laurea triennale in Professioni Sanitarie e della Riabilitazione (del Dipartimento di Medicina e Chirurgia) o quello in Scienze dell’Educazione e della Formazione (del Dipartimento di Scienze Umane). Può poi perfezionare la propria formazione proseguendo con una laurea magistrale o frequentando uno dei corsi di perfezionamento o dei master – di primo e secondo livello – che mirano a fornire competenze sempre più specialistiche. Se sei alla ricerca di un lavoro come Educatore professionale puoi consultare le offerte disponibili su Euspert alla pagina: offerte lavoro Educatore professionale che trovi sempre aggiornata.

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Assistente sociale

L’Assistente sociale si mette al servizio di chiunque si trovi in una condizione di difficoltà. Lavora per prevenire e risolvere situazioni di bisogno, organizzando e promuovendo servizi di utilità sociale (è, per intenderci, colui che, tra le altre cose, dà consigli e indicazioni sul da farsi a chi non riesce a provvedere autonomamente a se stesso). Chi aspira a svolgere questa professione, che prevede l’iscrizione ad un Albo, deve conseguire una laurea triennale in Servizio sociale e Politiche sociali. E, se lo desidera, può  specializzarsi ulteriormente frequentando un corso di laurea magistrale o uno dei master (di primo e secondo livello) che approfondiscono le tematiche che riguardano l’assistenza sociale. Se sei alla ricerca di un lavoro come Assistente sociale puoi consultare le offerte disponibili su Euspert alla pagina: offerte lavoro Assistente sociale che trovi sempre aggiornata.

Mediatore culturale

Il Mediatore culturale fa da “ponte” tra persone che appartengono a comunità differenti e opera per accorciare le distanze culturali (e linguistiche) che intercorrono tra di loro. Può lavorare nelle scuole, nelle carceri, nelle strutture di accoglienza, negli uffici per l’immigrazione, ma anche negli ospedali e nei tribunali. Il suo compito è quello di facilitare l’inserimento degli stranieri nel tessuto sociale del Paese di accoglienza e di accertarsi che essi ricevano tutte le indicazioni necessarie per integrarsi più agevolmente. Chi vuole diventare mediatore culturale, deve avere una piena padronanza delle lingue straniere e conoscere a fondo le culture (e le abitudini) delle comunità che deve fare entrare in contatto. Un semplice diploma può bastare, purché sia seguito da un corso di specializzazione. Trattandosi di una figura sempre più richiesta, le università hanno iniziato ad organizzarsi predisponendo corsi specifici in Mediazione linguistica e culturale. Ma anche chi si laurea in Scienze Sociali, Scienze dell’Educazione o in Psicologia può occuparsi di mediazione. Se sei alla ricerca di un lavoro come Mediatore culturale puoi consultare le offerte disponibili su Euspert alla pagina: offerte lavoro Mediatore culturale che trovi sempre aggiornata.

Qualsiasi sia il vostro orientamento, ricordatevi che, per lavorare nel sociale, occorre avere una forte inclinazione filantropica. La predisposizione verso gli altri e l’apertura mentale non possono, infatti, mai mancare. Ma tra i requisiti indispensabili, c’è anche una forte capacità comunicativa, intesa come abilità nel parlare e, ancor più, nell’ascoltare. Se siete a corto di pazienza e di tolleranza o se – peggio ancora – tendete a giudicare chi vive o pensa in maniera diversa dalla vostra, fareste meglio a dedicarvi a qualcos’altro.

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