Coronavirus e cassa integrazione: modalità di accesso spiegate dal Ministero del Lavoro

I chiarimento del Ministero del Lavoro sulle modalità di accesso ai trattamenti di integrazione salariale da Coronavirus. Tutto ciò che dovete sapere

Il Governo ha emanato differenti misure a sostegno delle imprese, dei lavoratori, delle famiglie e di tutti i soggetti colpiti dalla crisi Coronavirus. Il Ministero del Lavoro punta l’attenzione sui criteri per accedere ai trattamenti di integrazione salariale, previsti dall’emergenza di carattere epidemiologico Coronavirus. Il tutto con particolare attenzione alla cassa integrazione in deroga. Pubblicate le FAQ che vanno a rispondere alle domande più frequenti sull’argomento.


Coronavirus e misure a sostegno delle imprese

Il Governo nel corso delle scorse settimane ha emanato differenti decreti, contenenti misure per le realtà colpite dalla crisi epidemiologica da Coronavirus. Dalle norme di contenimento sociale con molte restrizioni applicate su tutto il territorio nazionale, alla chiusura delle attività economiche non essenziali, dagli incentivi e sensibilizzazione verso lo smart working, fino ad arrivare al decreto Cura Italia ed al decreto liquidità alle imprese. Insomma, chi più ne ha più ne metta. L’obiettivo di queste misure è sempre stato quello di sostenere le realtà colpite dalla situazione di crisi sanitaria ed economica, riducendo al massimo tutti i disagi portati dal Covid-19. Dunque, cassa integrazione, smart working, bonus di 600 euro per i liberi professionisti, congedi parentali straordinari, voucher baby sitter, liquidità alle imprese, reddito di emergenza, sono alcune delle principali misure messe in campo dal nostro Governo per cercare di superare questo particolare momento storico.

I chiarimenti del Ministero del Lavoro

Non sono mancati i chiarimenti del Ministero del Lavoro in riferimento alle modalità di accesso ai trattamenti di integrazione salariale, previsti dall’emergenza Coronavirus. Infatti, sul sito ufficiale del Ministero sono state pubblicate le FAQ che rispondono alle principali domande relative soprattutto alle modalità di accesso alla cassa integrazione in deroga, da parte di aziende con più sedi in differenti Regioni e Province del territorio nazionale. Ricordiamo che la misura della cassa integrazione in deroga, può essere applicata anche alla forza lavoro assunta tra il 24 febbraio 2020 ed il 17 marzo 2020. Si tratta di una serie di chiarimenti indispensabili, per consentire la conoscenza chiara e decisa dei vari fattori che devono presentarsi per avere accesso alle misure di sostegno al reddito.

Cassa integrazione ed aziende con più sedi sul territorio nazionale

Una domanda a cui il Ministero del Lavoro ha dato esplicita ed ufficiale risposta è quella relativa alle aziende con più sedi sul territorio nazionale. In particolare, ci si chiede se, in caso di istanze di cassa integrazione in deroga, presentata dai datori con riferimento ad unità produttive localizzate in 5 o più Regioni o Province Autonome, fosse possibile siglare un solo accordo sindacale che fa riferimento a tutte le unità produttive? La risposta che il Ministero ha fornito è positiva. Infatti, in questo caso, per semplificare la procedura, la presentazione dell’istanza al Ministero del Lavoro stesso, dovrà essere accompagnata da un solo ed unico accordo sindacale, che faccia riferimento a tutte le unità produttive considerate nell’istanza stessa. Una facilitazione davvero importante da applicarsi nel periodo di emergenza Coronavirus.

Aziende con attività produttiva plurilocalizzata

Un datore di lavoro con attività produttiva dislocata in più Regioni o Province Autonome, che fa domanda di cassa integrazione in deroga per unità produttive, fino ad un massimo di 4 Regioni o Province Autonome, dovrà presentare la domanda alle singole Regioni o Province in cui hanno sede le attività produttive? Anche in questo caso, la risposta del Ministero del Lavoro è affermativa. Infatti, nel caso in cui l’attivazione della cassa integrazione in deroga per Coronavirus si riferisce direttamente ad attività produttive situate in massimo 4 Regioni o Province Autonome, le istanze vanno fatte a queste e non direttamente al Ministero del Lavoro.

Assenze da lavoro per Coronavirus e malattia

Interessante anche la questione relativa alle assenze dei dipendenti dal lavoro a causa del Coronavirus e periodi di malattia. In particolare, ci si chiede se l’assenza dei lavoratori sul posto di lavoro, dovuta al rispetto delle direttive e restrizioni da Coronavirus, emanate anche a livello regionale, possa essere equiparata alla malattia? La risposta è sì. Nel caso in cui i lavoratori non abbiano potuto garantire la loro presenza a lavoro, per rispettare le norme di contenimento sociale e le restrizioni varie, emanate anche dai singoli Presidenti regionali, tale assenza può essere considerata al pari del periodo di malattia, anche in riferimento al trattamento economico.

Ed ancora, in caso di tirocinio sospeso per Coronavirus, questo può essere prorogato. Infatti, se la data di scadenza cadeva proprio nel periodo di sospensione delle attività, previste dalle normative, il tirocinio è prorogato, con il recupero delle giornate perse. Tuttavia, per avere ulteriori informazioni in merito vi invitiamo a consultare il sito del Ministero del Lavoro.

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