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Le soft skills vincenti nei colloqui da remoto

Ecco una panoramica sulle soft skills, con l’obiettivo di allenarle nei vari contesti in cui siamo immersi, affinché mostriamo le qualità ed abilità che quella determinata azienda ci richiede.

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Nei colloqui di lavoro si valutano le capacità possedute dal soggetto in termini di competenze hard e soft. Per competenze hard si intendono le conoscenze di uno specifico settore, le seconde sono l’insieme di capacità, abilità ed atteggiamenti utili per raggiungere l’obiettivo.

Le competenze hard e soft differiscono tra di loro per alcune caratteristiche, le prime si apprendono tramite una conoscenza, mentre le seconde sono abilità personali acquisite sia durante le esperienze professionali che personali e sono fondamentali in ogni contesto lavorativo intrapreso. Se fino a qualche anno fa erano fondamentali solo le competenze hard, negli ultimi mesi complice anche la pandemia, la valutazione di una persona che si candida per una offerta di lavoro, comprende anche le competenze trasversali (o soft skills).

Colloquio da remoto: le soft skills vincenti

Quali sono le soft skills vincenti nei colloqui (da remoto)? Come gestire il momento in cui presentiamo il nostro profilo? L’articolo in questione vuole essere una panoramica sulle soft skills, con l’obiettivo di allenarle nei vari contesti in cui siamo immersi, affinché mostriamo le qualità ed abilità che quella determinata azienda ci richiede.

Non tutti posseggono le stesse competenze soft, alcune sono importanti rispetto ad altre, per questo intraprendere percorsi paralleli al lavoro come attività di volontariato, aiuta in parte a farle emergere. Quando ci candidiamo per una offerta di lavoro ci imbattiamo in annunci riportanti la dicitura sono richieste anche competenze quali resistenza allo stress piuttosto che la capacità di lavorare in gruppo.

colloquio da remoto

Come mai?

Alcune delle competenze elencate negli annunci di lavoro sono fondamentali perché caratterizzano il lavoro, pertanto se in una realtà imprenditoriale vi è un carico eccessivo di lavoro, la gestione dello stress è una caratteristica fondamentale. A differenza delle competenze in termini di conoscenze specifiche di quel determinato lavoro, le abilità trasversali devono essere possedute, pena se riportiamo nel nostro CV qualità non possedute, l’esclusione dalla selezione. Normalmente la domanda: “Mi descriva una situazione in cui ha lavorato in gruppo” ha l’obiettivo di indagare se la persona è introversa o estroversa, se ha la capacità di lavorare con altre persone.

Le soft skill più richieste

Quali sono le soft skills predominanti post pandemia?

  • Intelligenza emotiva: si fa riferimento allo psicologo Daniel Goleman, il quale si riferisce alla capacità di riconoscere i nostri sentimenti e quelli degli altri, di motivare sia noi stessi che gli altri e di gestire in modo positivo le emozioni e le relazioni. L’intelligenza emotiva è diversa dall’intelligenza accademica, poiché non si misura in termini di QI, ma in termini di gestione emotiva e relazionale.
  • Adattabilità e flessibilità: la pandemia ha cambiato molte routine e schemi quotidiani, il lavoro agile necessità di una adattabilità al digital ed a nuove competenze da apprendere, dall’altra parte la flessibilità nella modalità di operare è fondamentale.
  • Ottimismo: essere ottimisti ed energici è fondamentale per affrontare le problematiche aziendali.
  • Autonomia: il lavoro agile ha permesso, in alcuni casi, minor controllo da parte del capo, questo richiede che noi organizziamo, tramite delle strategie quotidiane, come raggiungere gli obiettivi assegnati, anche da casa in modalità smart.
  • Proattività: per affrontare i cambiamenti e le sfide post pandemiche, le aziende ricercano risorse in grado di attivarsi a 360 gradi al fine di giungere a compimento nelle attività che gli vengono assegnate.
  • Gestione del tempo: rispettare le scadenze e organizzarsi nelle attività quotidiane è fondamentale in situazioni di stress o emergenza.

Le competenze elencate vanno acquisite sopratutto nella vita quotidiana, dove oggi il carico di stress è elevato tanto quanto i contesti lavorativi. Il Recruiter nella fase di indagine deve porre domande specifiche al fine di comprendere se il candidato possiede tali competenze, richieste dalle aziende.

Come affrontare i colloqui da remoto?

Da Marzo ad oggi stiamo assistendo ad un aumento nell’utilizzo delle piattaforme digitali nel sostenere un processo di selezione. Semplice non è. Vediamo come affrontare tale momento conoscitivo tra azienda e candidato.

  • La padronanza del digital è la competenza hard fondamentale per affrontare tale incontro, in possesso dalla generazione digital, meno nella fascia over 40.
  • Sostenere un colloquio da remoto richiede una gestione del livello di ansia non indifferente, pensiamo alle domande che il candidato si vede poste, corpo e voce parlano da sé durante lo scambio di informazioni, se la persona mostra curiosità, ottimismo e sicurezza di sé ha già conquistato la fiducia da parte dell’azienda.
  • Lo scambio di informazioni richiede da entrambi le parti semplicità, chiarezza e sincerità nell’elencare le qualità da valutare, anche se, durante la lettura del CV, ci si può fare una idea generale in base a quanto scritto.

I colloqui da remoto si stima aumenteranno nel corso dei prossimi mesi. Se prima eravamo abituati ad una valutazione di presenza basata principalmente sulle singole esperienze professionali, adesso dobbiamo compiere lo sforzo di valutare le competenze, qualità e capacità con criteri più specifici, andando oltre il mero pezzo di carta, per evitare di rifare la selezione dopo pochi giorni.

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