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L’employee experience e le risorse umane

L’employee experience, anche conosciuta come quotidianità aziendale, concentra l’attenzione sulle risorse esaltandone qualità e performance.

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La pandemia, com’è noto, ha impattato diversamente su ogni azienda. Uno di questi aspetti è legato proprio alla quotidianità aziendale e riguarda l’employee experience che concentra tutta l’attenzione sulle risorse esaltandone qualità e performance. L’esperienza dei dipendenti è di fondamentale importanza soprattutto oggi che, molte organizzazioni, sono impegnate a supportare una forza lavoro sempre più smart cercando di bilanciare vari aspetti aziendali: cultura, produttività, flessibilità ed equilibrio tra lavoro e vita privata.

Un nuovo modo di ripensare l’azienda

Nasce l’esigenza di ripensare i processi e l’organizzazione aziendale in un’ottica incentrata sul dipendente. L’avvento del digitale ha incrementato notevolmente le interazioni e le persone che partecipano al mondo del lavoro e che quindi sono in grado di confrontare la propria esperienza lavorativa a livello globale. In un mercato sempre più interconnesso, le aspettative dei lavoratori si sono innalzate, e garantire un’esperienza di lavoro soddisfacente rappresenta per l’azienda un’enorme leva di competitività. Le basi di una buona employee experience vengono gettate già in fase di assunzione e proseguono poi per tutta la vita lavorativa del dipendente.

employee experience

Si inizia dalle azioni di employer branding in cui i dipendenti presenti in azienda diventano “testimonial” del proprio datore di lavoro. Si prosegue poi con la fase di recruiting che deve essere coinvolgente e unica con l’obiettivo di trasmettere al candidato un’immagine positiva dell’azienda. Si va avanti poi, per i candidati assunti, con il processo di on-boarding, che accompagna l’ingresso in azienda del dipendente facendogli scoprire mission, vision, valori e cultura aziendale.

Il fulcro dell’employee experience è l’attività lavorativa quotidiana e i relativi benefit che stimolano la performance del lavoratore coinvolgendolo nelle strategie, negli obiettivi di business e nella vita aziendale rendendo la sua esperienza lavorativa positiva. L’azienda, dal canto suo, dovrà sostenere il dipendente avendo a cuore la sua professionalità e il suo percorso di carriera con corsi di formazione o percorsi di coaching personalizzati utili al raggiungimento di un obiettivo specifico. In ultimo anche la fase d’uscita dall’azienda, che sia volontaria o no, deve essere trattata in modo corretto ed equo, sia per una questione etica e di cultura aziendale sia per una questione di passaparola positivo.

La leva motivazionale che attrae i talenti, ma soprattutto che rende i dipendenti orgogliosi di lavorare proprio in quell’azienda, riguarda aspetti più “soft” della vita lavorativa come ad esempio:

  • il team con cui si lavora,
  • l’asilo nido aziendale,
  • la mensa con materiali plastic-free,
  • l’utilizzo di energie rinnovabili,
  • la flessibilità nella gestione del tempo e degli obiettivi,
  • le interazioni con le posizioni al vertice,
  • il work-life balance,
  • la dotazione di strumenti tecnologici in grado di snellire e semplificare il lavoro,
  • ovviamente non da ultimo, la remunerazione e la presenza di benefit.

Solo allineando azienda e dipendenti su valori condivisi si migliorano i risultati e si crea un’azienda di successo.

Quali sono gli elementi che migliorano la qualità lavorativa di un dipendente?

L’obiettivo dell’employee experience. L’employee experience da un lato vuole attrarre e fidelizzare i talenti in azienda e dall’altro mira a  potenziare le prestazioni e la competitività aziendale; si tratta di un vero e proprio investimento per tutte quelle aziende che vogliono garantirsi un’ottima brand reputation. Il focus principale per una buona employee experience è la cultura aziendale che deve essere incentrata sulle risorse, ossia deve mettere al primo posto i bisogni del dipendente, quello che desidera e quello che cerca sul posto di lavoro.

Come invece distinguere una realtà aziendale con una scarsa employee experience? Attraverso alcuni campanelli d’allarme, come il meccanismo di feedback incoerenti, la mancanza di supporto da parte del top management e i disallineamenti tra i vari dipartimenti aziendali.

Come rendere l’employee experience una strategia di successo

Il fulcro della strategia parte proprio dalla capacità di offrire un buon clima aziendale e quindi: team affiatati, ambiente di lavoro confortevole e una cultura che influenzi le persone anche fuori dall’organizzazione e non da ultimo tecnologie digitali all’avanguardia in grado di snellire le modalità di lavoro.

Recenti studi hanno dimostrato come le aziende che investono sulla employee experience registrano utili del 25% più alti alti delle aziende che non riescono a creare un percorso soddisfacente per i propri dipendenti. Tuttavia ancora oggi sono poche le aziende in grado di sostenere e vincere la sfida dell’employee Experience, anche perché prima di tutto bisogna crederci e avere la giusta cultura aziendale per farlo, e poi investire, sapendo che i risultati positivi si avranno nel lungo periodo. La chiave del successo dell’employee experience è quella di partire dalle esigenze del dipendente (processo di bottom-up) e dalle sue necessità. Solo con questi due criteri si può creare un’esperienza lavorativa interessante e soddisfacente per il lavoratore

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