A partire da questo momento, Equitalia non potrà più pignorare gli stipendi e le pensioni fino a 5.000 euro mensili, accreditati sui conti correnti di lavoratori e collocati a riposo.
La decisione arriva direttamente dall’Agenzia delle Entrate e dal suo direttore, Attilio Befera.
In caso di pignoramenti in atto, le procedure di riscossione dovranno essere attivate, come già previsto, solo presso i datori di lavoro o, nel caso delle pensioni, presso l’ente previdenziale di riferimento. Ma nessuno potrà più procedere al blocco delle somme dovute sui conti bancari.
Il provvedimento risolve un problema di non poco conto sorto all’indomani dell’entrata in vigore delle nuove norme che regolano le transazioni di contante e impongono la tracciabilità di stipendi e pensioni sui conti personali.
Al sicuro quindi tutte le entrate fino a 5.000 euro mensili e, in caso di attivazione delle procedure di pignoramento, il prelievo dovrà avvenire unicamente alla fonte e comunque entro i limiti già previsti dalla legge, vale a dire al massimo di un decimo per i redditi al di sotto dei 2.500 euro, di un settimo al di sopra di questa soglia e fino a 5.000 euro e di un quinto per entrate superiori a questa cifra.
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Il peso delle tasse su famiglie ed imprese continua ad aumentare. Lo si evince dai dati Istat relativi all’ultimo trimestre del 2012, periodo nel quale la pressione fiscale è salita al 52%, aumentando di 1,5% in un solo anno. Se è vero,


Se siete genitori ed avete un figlio che sta per affrontare l’università, forse, un buon consiglio è quello di convincerlo ad iscriversi a corsi di laurea di natura informatica. Infatti, nel settore denominato Ict (information and comnunication technology) la domanda di lavoro supera ampiamente l’offerta, già adesso. Sono infatti 400.000 i posti scoperti in tutta Europa. Questo perché, più ancora in Italia, ma il problema è comune in tutta la zona Ue, i laureati nel campo sono troppo pochi rispetto alla smisurata velocità di espansione del settore.