Novità su aiuti ad imprese e lavoratori nella Fase 2 del Covid-19

Bonus professionisti da 800 euro e cassa integrazione fino a 9 settimane, sono solo alcune delle misure a sostegno delle imprese e lavoratori anche nella Fase 2

Pian piano l’Italia si appresta ad avviarsi nella Fase 2 da Coronavirus. Le attività riapriranno su tutto il territorio nazionale, ma lentamente ed in maniera scaglionata. Così, se da una parte ci sono coloro che possono ripartire il 4 maggio, dall’altra ci sono altri che devono aspettare la metà del mese o addirittura a giugno. Per questa platea, che non può ripartire nell’immediato, servono ulteriori misure di sostegno.


Il Coronavirus e la Fase 2

fase 2 covid-19

L’Italia si appresta ad avviarsi nella famosa Fase 2, ossia quella in cui le attività ripartiranno, anche se in maniera graduale e scaglionata. Il Governo sta concludendo il decreto aprile, che entro domani dovrebbe essere completo. Questo conterrà ulteriori misure e linee guida su come avviare e comportarsi nella fase di ripartenza del Paese. Se da una parte ci sono le attività ritenute a basso rischio di contagio da Coronavirus, che possono ripartire per prime, dall’altra ci sono quei professionisti che devono aspettare ancora. Ad esempio i bar, i pub, i ristoranti che sono una parte importante della nostra economia, dovranno aspettare per riaprire. Queste attività hanno bisogno di ulteriori misure di sostegno economico, visto e considerato che sono ancora costrette a rimanere chiuse. Nello specifico si parla di una platea di circa 7 milioni di persone. Ecco come cambiano le misure economiche per le imprese ed i lavoratori che non possono ripartire nell’immediato.

Il bonus da 800 euro

Una delle novità che sarà contenuta nel decreto aprile, riguarda il bonus professionisti. Questo dagli attuali 600 euro, passerà ad 800. L’obiettivo, spiega Roberto Gualtieri, Ministro dell’Economia, è quello di erogare tale bonus per gli autonomi in 24 ore, dunque in maniera più semplice e tempestiva. Coloro che hanno già beneficiato di questa misura a causa degli stop imposti dal Coronavirus, potranno in maniera più semplice e diretta chiederne la proroga. Per l’incremento di questa misura, sono stati messi in campo circa 7 miliardi di euro, per un bonus che dovrebbe essere prorogato per due mesi e diventare più sostanzioso. Per accedere alla misura, per il mese di aprile le regole non cambiano, mentre per la mensilità di maggio potrebbero scattare delle restrizioni, di cui si avranno maggiori notizie e conferme nel corso dei prossimi giorni.

Bilancio bonus professionisti da 600 euro

Come è stato accolto il bonus 600 euro nel mese di aprile? Quanti ne hanno beneficiato? E’ stato davvero utile per risollevare le sorti dei professionisti? Fino ad oggi, l’Inps ha messo in pagamento più di 3,4 milioni di bonus 600 euro, per una spesa costata circa 2 miliardi di euro.  La maggior parte delle erogazioni di tale incentivo economico, ha riguardato i lavoratori autonomi (69,5%), i dipendenti a tempo determinato nel settore agricolo (15,4%), e solo lo 0,7% dei lavoratori nello spettacolo. Ed ancora, gran parte dei pagamenti è avvenuta tra il 14 ed il 23 aprile. Circa i 2/3 dei beneficiari del bonus 600 euro sono uomini, con un’età media di 46 anni, mentre i giovani che hanno richiesto tale bonus provengono soprattutto dal settore turistico. Ed ancora, le regioni italiane più interessate dai pagamenti sono: la Lombardia, la Puglia e la Sicilia, a seguire l’Emilia Romagna, il Veneto e la Campania.

La cassa integrazione

Novità anche sul versante cassa integrazione che molto probabilmente sarà prolungata per altre 9 settimane per un badget di circa 15 miliardi di euro. Questo consentirà a tutti coloro che non possono riaprire nell’immediato la loro attività, di continuare a beneficiare di sostegni economici. Saranno le banche ad anticipare il sussidio ma anche Poste Italiane. Gli interessati alla cassa integrazione, saranno soprattutto i commercianti, i bar ed i ristoranti, per una platea di 3 milioni e più di dipendenti che stanno aspettando pazientemente di riaprire la loro attività. Il Coronavirus ha portato delle conseguenze inaspettate non solo in riferimento al settore sanitario, ma anche e soprattutto a quello economico. Una crisi da cui bisognerà rialzarsi in prima possibile, mettendo in campo tutte le misure possibili.