Partite Iva: 300mila salve grazie al regime dei ‘nuovi minimi’

Il “regime dei nuovi minimi” in due anni ha accolto a se circa 300mila contribuenti, divisi tra lavoratori autonomi, giovani alla prima attività, ma anche professionisti, ex dipendenti che hanno perso il lavoro e, anche se in misura minore, pensionati che cercano di arrotondare l’assegno.

Il nuovo regime, prorogato fino al 31.12.2013, riguarda esclusivamente le persone fisiche residenti nello Stato italiano, titolari di partita Iva (professionisti, imprenditori individuali o anche titolari di imprese familiari) che, congiuntamente soddisfino alcuni criteri indispensabili per poter accedere all’agevolazione.

Senza dubbio una buona opportunità per gli addetti ai lavori, che hanno la possibilità di pagare una sola imposta al 5% – senza aggiunta di Irap e Iva – e che diventa di conseguenza irrinunciabile per tutti coloro che riescono a rientrarci. Il risparmio a livello fiscale è più che notevole, facciamo un esempio: Se un giovane professionista con un imponibile annuo di 18mila euro, con il regime dei minimi può chiudere i conti con il Fisco pagando solo 900 euro.

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Lavoro: nove milioni di persone in difficoltà economiche

Difficoltà economiche e disoccupazione purtroppo vanno a braccetto, a riconfermare il triste dato è una ricerca condotta da Unimpresa. In Italia sono circa 9milioni le persone che sono in difficoltà economica, e non sono solo disoccupati. In questo ‘numero’ infatti sono compresi anche quei lavoratori che vivono una situazione di perenne disagio a causa della precarietà e di conseguenza l’insicurezza economica e la debolezza smembrano il normale stile di vita.

Ad oggi sono tre milioni i disoccupati nel nostro paese, a questi vanno aggiunti: i due milioni e mezzo di lavoratori che hanno un contratto a tempo determinato, 832mila lavoratori autonomi part time, 430mila collaboratori e 2,56 milioni di lavoratori che hanno un contratto a tempo indeterminato ma part time.

Anche se i dati fanno spavento, per capire l’immenso disagio dei lavoratori italiani in crisi non bastano numeri e ricerche, sondaggi e cifre. Bisognerebbe intervistarli tutti e comprendere tutte le insicurezze ed i problemi che una situazione economica così pesante comporta.

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Sgravi fiscali, decontribuzione per i lavoratori over 50

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Lavoro, tema delicatissimo che merita la massima urgenza e che proprio in questi giorni il Governo sta cercando di affrontare attraverso un pacchetto per lo sviluppo e l’occupazione da 6 miliardi. Tra le proposte che fanno parte del piano per la ripresa occupazionale c’è la decontribuzione per i lavoratori over 50. L’idea è da un lato di prorogare la decontribuzione per i giovani neo-assunti, dall’altro di prevedere uno sgravio analogo per i lavoratori over 50. Come sappiamo, per i giovani assunti a tempo indeterminato è già prevista una decontribuzione del 33% fino a un massimo di 650 euro al mese per 18 mesi, che scendono a 12 per i neo assunti a tempo determinato.

Potrebbe essere dunque previsto un bonus contributivo per salvaguardare il posto di lavoro degli ultracinquantenni. Come? In teoria dovrebbero essere dirottate ai comuni, una buona parte di risorse per le piccole opere immediatamente cantierabili. Per le aziende il governo è poi pronto a mettere sul piatto dei voucher per finanziare direttamente progetti di ricerca o l’acquisto di servizi utili all’attività d’impresa.

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Tredicesime 2013, a rischio quelle dei dipendenti privati

Tra pensionati e lavoratori dipendenti saranno circa 33 milioni gli italiani che percepiranno la tredicesima, per una cifra complessiva che si aggira sui 37 miliardi di euro. Quest’anno però i dipendenti delle piccole imprese corrono un forte rischio. Questo perchè: dato che il mese di dicembre presenta una elevata concentrazione di scadenze fiscali e contributive, è possibile considerata la scarsa liquidità a disposizione delle imprese, soprattutto perchè molti decidano di onorare gli impegni con il fisco e di posticipare il pagamento della tredicesima, o di una parte di essa.

Su scala regionale è la Lombardia con circa 6 milioni di persone a detenere  il picco dei lavoratori che incasseranno la tredicesima mensilità. A seguire  il Lazio, con oltre 3 milioni di percettori e il Veneto, con quasi 2 milioni e 900 mila destinatari. Per lavoratori statali e pensionati dunque, non dovrebbero esserci problemi. Per il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi, la stessa cosa non può essere affermata per i lavoratori dipendenti del settore privato: “Non siamo in grado di dimensionare l’entità del fenomeno. Tuttavia, abbiamo la percezione che molti imprenditori potrebbero trovarsi in difficoltà nel pagare le tredicesime “.

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Imprese Italiane, 10mila fallimenti in nove mesi

Italia, da sempre patria delle imprese che contano, che grazie alla qualità dei loro prodotti hanno contribuito attivamente al posizionamento economico-finanziario del paese e soprattutto alla sua immagine all’estero. Ma secondo i dati che vengono forniti dal Cerved, società specializzata nell’analisi delle imprese e nella valutazione del rischio di credito, il nostro paese sta davvero rischiando di perdere tutto.

Ad essere colpite sono soprattutto le industrie dei servizi, con un aumento dei fallimenti del 14 per cento, a seguire il settore manifatturiero e il settore edile, + 9,7. Il record di fallimenti delle iprese italiane fa paura, quasi 10mila nei primi 9 mesi dell’anno, ed i livelli sono i più alti di sempre con picco massimo osservato da più di un decennio nel periodo gennaio-settembre. A far registrare un forte aumento sono state soprattutto le liquidazioni delle società che non hanno depositato alcun bilancio nell’ultimo triennio.

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Roma, terzo vertice sull’occupazione. Giovannini: Sconti a chi investe in risorse umane

Sarà Roma ad ospitare il prossimo vertice sulla disoccupazione giovanile, a stabilirlo, dopo una proposta del premier Letta, sono stati i leader di Germania e Francia, Merkel e Hollande. Mentre a Parigi si è conclusa nella giornata di ieri la seconda conferenza europea dopo il primissimo incontro di Berlino. L’incontro di Parigi puntava dunque sulla verifica che misure prese a Berlino fossero entrate nella fase di attuazione, e soprattutto che i maggiori Paesi avessero ancora volontà di agire.

La situazione occupazionale dei minori di 25 anni in Europa la ha superato il 23 per cento, pari a 5,6 milioni di giovani. Nella classifica l’Italia risulta essere al quarto posto, dopo Spagna, Croazia e Cipro.

La terza conferenza a Roma è un importante segno di continuità della politica europea su questo tema. Mentre per il nostro paese, a detta del premier Letta: ‘è sicuramente una prova di fiducia e una grande occasione che bisognerà sfruttare al massimo’. Il Presidente conferma ancora una volta l’incubo dell’Italia: “la disoccupazione dei giovani è il grande incubo che ci portiamo dietro da questa crisi, un incubo nazionale ma anche il grande tema europeo“.

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Nuova Ikea in Lombardia. Confcommercio: farà perdere 244 posti di lavoro

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280 mila metri quadrati di superficie totale per la nuova Ikea, che sorgerà nei Comuni di Rescaldina e Cerro Maggiore: tra Varese e Milano. Una notizia sicuramente positiva che nell’immaginario collettivo fa già pensare a tanti nuovi posti di lavoro. Infatti la ‘promessa’ è di 841 nuovi posti, ma secondo uno studio di Confcommercio Lombardia che mira a “sfatare il mito che i grandi centri commerciali creano occupazione”, il nuovo mega store ne manderà in fumo 1085 generando un saldo negativo di 244 unità

Ovviamente i tempi per terminare lo stabilimento sono ancora molto lunghi, questo per via dell’impedimento della moratoria alla costruzione di nuovi centri commerciali votata da Regione Lombardia, ma dall’azienda c’è molto ottimismo infatti Ikea conta di aver il via libera definitivo entro il 2015 e inaugurare la megastruttura nel 2018. Ovviamente è un grossissimo investimento ma gli amministratori del colosso svedese hanno ben studiato la zona e ovviamente ritengono sia strategica, visto che Milano e i centri più popolosi dell’hinterland non distano più di 30 chilometri. Ecco rispuntare il problema della cementificazione selvaggia e dell’inquinamento. L’associazione dei commercianti insiste infatti sulla base di un documento tecnico, secondo cui: il territorio non può accogliere nuovo cemento e nuovo inquinamento, dato che la nuova struttura andrebbe a insediarsi sull’unico “cuneo verde” rimasto tra gli abitati di Rescaldina e Legnano. In una provincia già martoriata come quella di Milano, che ogni giorno perde 1,8 ettari di terreno agricolo.

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Partite Iva, chiuse 400.000 in 5 anni. Dramma lavoratori autonomi

Da una recente analisi svolta dalla Cgia di Mestre, dal 2008 al giugno del 2013 hanno cessato l’attività 400 mila lavoratori indipendenti. Questo vuol dire che il popolo delle partite Iva in questi cinque anni e mezzo di crisi economica si è ridotto all’osso, ogni 100 lavoratori autonomi, ben 7,2 hanno cessato l’attività. E se in Italia è quasi impossibile lavorare autonomamente per via dei salassi fiscali, l’altro grande problema riguarda il ‘sostegno al reddito’. Il segretario della Cgia Giuseppe Bortolussi dichiara infatti che: “A differenza dei lavoratori dipendenti quando un autonomo chiude l’attività non dispone di nessuna misura di sostegno al reddito. Tranne i collaboratori a progetto che possono contare su un indennizzo una tantum, le partite Iva non usufruiscono dell’indennità di disoccupazione, di nessuna forma di cassa integrazione o di mobilità lunga o corta. Spesso si ritrovano solo con molti debiti da pagare e un futuro tutto da inventare

Un quadro chiaramente ‘drammatico’ che racconta una situazione di profonda difficoltà e che purtroppo, ha spinto in questi ultimi anni molti piccoli imprenditori a compiere dei ‘gesti estremi’ mossi dalla disperazione.

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Imprese italiane: grazie all’export trainano la ‘ripresa’

 
Tra piccole e grandi imprese quelle che veramente trainano la ripresa economica italiana sono le medie aziende. Anche se in circa 10 anni ne sono scomparse 433, tra chiusure o “upgrading”, sono 3.594 le imprese che sono rimaste solide dal punto di vista finanziario nonostante i mille ostacoli, primo tra tutti l’accesso al credito sempre più difficoltoso.
 

A confermare quanto appena detto è il rapporto annuale di Mediobanca-Unioncamere, presentato ieri a Roma dal presidente delle Camere di commercio Ferruccio Dardanello e dal presidente di R&S-Mediobanca, Giorgio La Malfa. Emerge dunque una prevalenza a favore delle aziende manifatturiere di media taglia. Un paragone bizzarro arriva dal centro studi di Unioncamere, che rifila l’appellativo di ‘giraffe’ alle nostre medie imprese: ben piazzate con gambe lunghe per correre e innovarsi e un collo ancora più lungo che gli consente di guardare lontano al di fuori dei confini nazionali.

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Fornero: la riforma del lavoro? “Oggi la farei diversa”

Le conseguenze della riforma Fornero. Dall’entrata in vigore della legge del 28 giugno 2012 numero 92 è ormai trascorso più di un anno e gli effetti di quella norma ritornano indietro come un boomerang. Poco tempo fa è stata la stessa Fornero ad esprimere: “Oggi la farei un po diversa”. Una delle riforme più contestate ed odiate degli ultimi anni e che lascia uno strascico di vittime lungo il suo cammino. Sono migliaia i lavoratori di ogni età, ma molto spesso giovani che sono attualmente coinvolti in questi meccanismi che comportano ulteriore precarizzazione del lavoro. In Italia esistono ormai moltissimi esempi ed in ogni settore.

La riforma in sintesi.

Apprendistato – Non può durare meno di sei mesi e i datori di lavoro sono tenuti ad assumere almeno il 50 per cento degli apprendisti avuti in 36 mesi. Le previsioni non raccontano nulla di buono, con questo sistema infatti fino al 2015 la percentuale scende al 30 per cento.

Articolo 18 sul licenziamento – Quando si è licenziati per motivi economici non è previsto il reintegro automatico. Si ottiene sempre il risarcimento con un minimo di 15 e un massimo di 27 mensilità, ma è il giudice che deciderà caso per caso, il reintegro sul posto di lavoro.

Co.Co.Pro. – Il salario va calcolato sulla media dei contratti collettivi e il contratto deve specificare in maniera precisa e obbligatoria il progetto che il lavoratore è chiamato a svolgere.

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Nuove Startup: Microsoft aiuta a creare PMI in Italia

Per il nuovo anno il colosso dell’informatica Microsoft punterà anche alla formazione dei giovani italiani. Grazie al programma ‘YouthSpark’ per la diffusione del ‘know how’ volto alla creazione di nuove start-up, nel nostro paese per questo settore ci saranno grosse possibilità. Ed è Roma che ha ospitato in queste ore l’incontro con Steve Ballmer CEO di Microsoft e braccio destro di Bill Gates.

Obiettivo principale del programma sarà quello di favorire l’occupazione di 300 milioni di giovani in tutto il mondo in un triennio e questo grazie a partnership con 186 non profit che operano a supporto dei giovani, ma anche a circa 30 programmi diversificati. Secondo i dati annunciati dallo stesso Ballmer: solo nel primo anno il programma YouthSpark ha creato nuove opportunità lavorative per più di 103 milioni di giovani in oltre 100 Paesi.

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Pensione anticipata: tutto pronto per l’incentivo all’esodo di lavoratori anziani

Tutto pronto per il via dell’incentivo all’esodo, che manda in pensione anticipata il lavoratore anziano che firma un accordo con l’azienda, così come previsto dalla ‘Riforma del Lavoro’.

Con l’applicazione della norma sarà possibile stipulare accordi fra aziende con più di 15 dipendenti e dipendenti a meno di 4 anni dalla pensione. Con il ritiro anticipato si riceve da subito un assegno pari a quello che si maturerebbe con i requisiti pensionistici pieni. L’INPS eroga la prestazione ma in realtà è il datore di lavoro che la finanzia.

Sono previste inoltre due fasi, nella prima l’azienda inoltra istanza di ammissione al beneficio, indicando i lavoratori a cui applicare il trattamento e allegando il relativo accordo sindacale; nella fase successiva invece dopo la verifica dei requisiti ed eventuale ‘via libera’ da parte dell’INPS si può quindi procedere per inoltrare domanda di prestazione.

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Lavoro: nel 2013 un terzo delle PMI ha licenziato i giovani

 <img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-3764" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/10/lavoratori_industria.jpg" style="height: 120px; width: 160px; margin: 3px; float: left;" width="640" height="480" /><span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;">Le prospettive economico-politiche 'dicono' che il 2014 andrà poco meglio del 2013 questo perchè diminuirà la percentuale di <strong>PMI</strong> che programma <strong>licenziamenti</strong>, ma tirando la somma la ripresa dell’occupazione resta ancora lontana. Giovani e lavoro sembra essere un connubio imperfetto.</span></span>

 <span style="font-family:verdana,geneva,sans-serif;"><span style="font-size: 14px;">Secondo una ricerca effettuata da <strong>AdnKronos </strong>sul lavoro nelle piccole e medie imprese, la crisi attuale sta avendo il peggiore impatto di sempre sui <strong>giovani</strong>. A conferma di quanto appena detto ci sono i <strong>risultati:</strong> Nel 2013 un terzo delle PMI ha licenziato una o più risorse, personale compreso nella fascia di età sotto i 30 anni. Anche se le prospettive per il nuovo anno sembrano leggermente migliori, sempre secondo i dati rivelati da Adnkronos il 20% di PMI effettuerà <strong>tagli all’organico</strong> anche il prossimo anno. La motivazione è più semplice di quello che si possa immaginare, l’eccessivo costo del lavoro infatti ha indotto l'aumento dei tagli, facendo emergere che il 40% di PMI ha ammesso di ricorrere a forme di lavoro nero. Una questione serissima che dovrà essere affrontata con la massima urgenza, a fronte delle nuove manovre sui tagli al cuneo fiscale previsti nella Legge di Stabilità.</span></span>

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Reddito di cittadinanza, disegno di legge dei 5 Stelle: 600 euro a chi ha perso il lavoro

Arriva la svolta del Movimento 5 Stelle che dopo sei mesi di lavoro annuncia: “abbiamo un disegno di legge”. Gli uomini di Grillo hanno dato priorità ad una proposta che da sempre è stata la protagonista di tutti gli incontri in piazza durante la campagna elettorale: Costerà 20 miliardi di euro e prevede un contributo di massimo 600 euro per chi ha perso il lavoro o si trova sotto la soglia di povertà. Precisazioni anche sul nome, il provvedimento infatti dovrebbe essere chiamato “reddito minimo garantito”, escludendo dunque il “reddito di cittadinanza” che in sostanza indica l’erogazione di denaro ai cittadini maggiorenni a prescindere che lavorino o meno.

I grillini hanno preso spunto dal modello francese, annunciando anche un sostegno legato ad una riorganizzazione dei centri dell’impiego.

Nei prossimi giorni il disegno di legge sarà presentato per via ufficiale. Le prime affermazioni a caldo sono del senatore dei 5 Stelle Alberto Airola: ” I soldi ci sono, non ci vengano a dire che non si può realizzare perché 20 miliardi li possiamo ricavare senza problemi.

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Chiedevano soldi per dare lavoro e sparivano. Arrestati

Vittime della disoccupazione, ma in questo caso il lavoro gli era stato offerto, peccato che era solo una truffa. Così due uomini si sono trasformati in ‘procacciatori d’affari’ ingannando centinaia di giovani e meno giovani. (fonte ‘La Stampa’).

La tecnica utilizzata non era poi così tanto sofisticata: i due inserivano su internet annunci di lavoro privati senza agenzie e molto allettanti, offerte appetibili che interessavano ambiti più disparati, come addetti mensa, autotrasportatori, manutentori negli ospedali e incaricati dei servizi di pulizie. Attraverso le promesse di impiego i due ‘imprenditori’ rendevano ancora più gustosa la torta, approfittando facilmente del periodo di crisi attuale e della piaga del lavoro che manca. Facevano firmare contratti di lavoro falsi, poi chiedevano un contributo da pagare in contanti per diventare soci dell’azienda. Dopo aver intascato la quota che era di circa 200/250 euro a seconda dei casi, sparivano facendo perdere le loro tracce.

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Alitalia, a rischio 2.500 lavoratori. Stretta anche sui manager

Il caso Alitalia continua a far discutere, si parla ache di taglio del personale. Secondo le ultime stime dovrebbero oscillare entro i 1.000 ai 2.500 esuberi e spetterà agli azionisti calibrare il numero. A questi vanno aggiunti almeno 2.000-2.500 contratti a termine che a breve potrebbero essere bloccati. 

Il nuovo piano di ristrutturazione della compagnia, denominato “stand alone” sarà pronto verso la fine della prossima settimana. Gabriele Del Torchio, amministratore delegato Alitalia, con il contributo degli esperti di ‘Boston Consultingnon’ annuncia che non ci saranno sconti per nessuno, tutto il personale, dai piloti ai manager saranno chiamati a compiere enormi sacrifici.

La cura per rimettere in sesto la compagnia è molto pesante, e gli interventi che dovranno essere compiuti saranno molto lunghi. Successivamente subentrerà la fase dei contributi di Poste e dell’alleato estero.

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Tasse, Cgia: nel 2014 si pagherà 1.1 miliardi in più

Nel 2014 con l’intervento della ‘Legge di Stabilità’ gli italiani potranno godere di una riduzione delle tasse e dei contributi da versare all’Erario per un importo pari a 5,119 miliardi di euro. Ottimo se non fosse per i versamenti che dovranno essere inviati allo Stato, ben 6,227 miliardi di euro di nuove imposte. Risultato? Se non cambia nulla fino all’attesa della conversione del Parlamento, ci attenderà un bel salasso di tasse da pagare pari a 1,1 miliardi di euro.

A fornire i dati è l’Ufficio studi della Cgia, in base ad un calcolo effettuato sull’impatto economico riconducibile agli effetti di tutte le nuove voci fiscali introdotte nella ‘Legge di Stabilità’. In parole povere la Cgia ha calcolato i dati sulla base della differenza tra le nuove entrate fiscali, minori imposte e contributi.

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Lavoro: 4 aziende su 10 assumono via internet

La ricerca del lavoro si effettua su tante strade diverse: agenzie, annunci su riviste specializzate, bacheche universitarie, passa parola e soprattutto sul web. Quest’ultimo non è un paradiso per giovani e meno giovani senza lavoro, ma rappresenta sicuramente una grossa opportunità per cercare un connubio perfetto tra domanda ed offerta. Dopo aver letto il: “Rapporto sul Mercato del Lavoro” realizzato da Fondazione Obiettivo Lavoro in collaborazione con il Crisp (Centro di ricerca interuniversitario per i servizi di pubblica utilità dell’Università di Milano Bicocca) e con la Fondazione per la Sussidiarietà, porremo sicuramente maggiore attenzione e fiducia su questo strumento formidabile che è internet.

Analizzando l’indagine appena citata, sul web sono presenti oltre 180mila offerte di lavoro, e questo solo nel periodo febbraio-aprile 2013. Più della metà proviene da portali costruiti appositamente, mentre il restante da testate giornalistiche nazionali dell’area lavoro e da siti web delle principali agenzie per il lavoro.

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Potere operaio: le aziende in crisi salvate dai dipendenti

Quando le banche non aiutano le aziende, sono i dipendenti che decidono di investire sulle imprese per cui lavorano. In Italia sono 36 i casi di questo genere, un fenomeno che ha ridato vita a numerose piccole realtà imprenditoriali. Stiamo parlando del ‘workers buy out‘ un sistema nato negli Stati Uniti ma utilizzato anche nel nostro paese. Proprio in questi ultimi anni, dove i problemi di successione nelle piccole e medie imprese italiane si sono moltiplicate a causa della crisi economica e finanziaria. Tale tipo di operazione è caratterizzata da un forte impatto sociale e può rappresentare un’alternativa alla chiusura definitiva dell’attività ed al salvataggio di molti posti di lavoro. 

In Italia si contano già 36 casi di piccole aziende salvate e rimesse in carreggiata dai dipendenti. La maggioranza sono imprese inserite nel settore del manifatturiero e dei servizi, localizzate per lo più in Toscana ed Emilia ma anche in Veneto e Lazio.

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Imprenditori italiani under35, nel 2013 aperte 100mila imprese

Sono tantissimi gli italiani under 35 in preda alla crisi, un esercito in continua espansione che secondo i dati forniti da Unioncamere, decide di tentare la via del lavoro in proprio. Attualmente sono circa 300mila imprese nate tra gennaio e la fine di settembre, 100mila delle quali hanno alla guida uno o più giovani con meno di 35 anni.

Il dato emerso è molto chiaro e racconta come in tempi di crisi, giovani carichi di volontà e speranze decidono di investire in loro stessi. Tra luglio e settembre 2013 si contano infatti 76.942 iscrizioni di nuove imprese  e 64.008 cessazioni di quelle già esistenti. Ciò dimostra come il rapporto tra iscrizioni e cessazioni, rispecchia le difficoltà dell’economia reale del Paese. Secondo Unioncamere si tratta del peggior dato del decennio, poco migliore rispetto a quello del 2012.

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