Rapporto Manpower su assunzioni 2014: il trend è ancora negativo

Le prospettive di assunzione in Italia per il primo trimestre del 2014 non sono molto incoraggianti. Lo dimostrano i dati relativi alle Previsioni Manpower sull’occupazione, resi noti ieri dalla Manpower Group. I datori di lavoro italiani confermano l’impossibilità di procedere a nuove assunzioni e la previsione netta sull’occupazione in Italia si attesta a quota -10%, valore in negativo ormai da cinque anni. L’indagine è stata condotta su un campione di 1000 datori di lavoro, ai quali è stato chiesto se rispetto al trimestre appena trascorso, le prospettive occupazionali nelle loro aziende siano migliorate. Ben il 75% afferma che non vi sarà alcuna variazione nell’organico, il 17% che addirittura prevede un taglio del personale e solo il 5% che probabilmente procederà a nuove assunzioni.

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Agevolazioni fiscali, fino a 99mila euro alle startup innovative

Startup e fisco. Un binomio non sempre ostico. 99mila euro annui, questa è infatti la cifra massima che sarà presto messa a disposizione per ogni startup innovativa. Ormai manca poco per l’entrata in vigore del regime di agevolazioni fiscali, dopo il via libera della Ue, che con una lettera del commissario alla Concorrenza Joaquín Almunia sblocca di fatto il provvedimento. Resta solo da attendere i ‘tempi tecnici’, ovvero firme dei ministri competenti e registrazione alla Corte dei conti. Le agevolazioni si applicano a persone fisiche, a valere sull’Irpef, e persone giuridiche, a valere sull’Ires. L’investimento può essere effettuato anche indirettamente per il tramite di organismi di investimento collettivo del risparmio (Oicr) oppure su altre società di capitali che investono prevalentemente in startup.

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Più talenti, più posti di lavoro. L’Italia al 36° posto nella competitività mondiale

Adecco in collaborazione con Insead (Istituto di direzione aziendale internazionale) ha elaborato il primo indice di competitività dei talenti, il GTCI (Global Talent Competitiveness Index), presentando un interessante studio sulla capacità che un Paese possiede non solo di sviluppare talenti ma anche di attrarli e trattenerli, al fine di garantire e potenziare la propria competitività economica a livello globale. L’indagine è stata condotta su un campione di 103 Paesi in tutto il mondo, quelli considerati forti e in rapida espansione da un punto di vista economico, e che rappresentano l’86% della popolazione e il 97% del Pil mondiale.

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Lavoro: fare la mamma, come può diventare un mestiere

Trasformare la propria casa in un luogo dove accogliere bambini. Sempre più spesso in Italia mamme giovani e meno giovani decidono di occuparsi anche dei “figli degli altri”, trasformando le mura domestiche in luogo di lavoro, un modo per creare occupazione alle tante donne disoccupate. La “Tagesmutter“, un mestiere diffuso ormai in mezza Europa e che da qualche anno sta prendendo piede anche in Italia. Ovviamente non si tratta di un’alternativa al nido e alle strutture pubbliche ma semplicemente un completamento. Un mestiere non solo frutto della crisi economica ma nato anche dal fatto che molte donne devono drammaticamente scegliere tra lavoro e famiglia, tra avere figli e farsi una professionalità. Questo tipo di figura è un aiuto alle mamme che hanno un lavoro, ma allo stesso tempo creano occupazione, perchè disposte a reinventarsi una professione appunto come quella della Tagesmutter.

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Disoccupazione giovanile: per l’Italia 530 milioni dall’Ue

L’Italia si è impegnata a stilare un piano d’attacco per combattere la disoccupazione giovanile ed accedere così ai 530 milioni di fondi europei, disponibili a partire dal primo gennaio 2014 e tale piano starebe per essere inviato. In questi giorni, infatti, l’Italia manderà alla Commissione il documento contenente le strategie per contrastare la disoccupazione e garantire un futuro a quell’esercito di giovani in cerca di occupazione, provando così a smentire quei dati che recentemente hanno annunciato come nel 2014 la disoccupazione giovanile under 25 potrebbe in Italia sfiorare il 40% ( a fronte di un comunque rilevante 25% a livello europeo). L’impegno preso dai governanti è quello di contrastare, con tutte le forze possibili, la mancanza di lavoro, una piaga in grado ridimensionare notevolmente le possibilità per un giovane europeo di trovare lavoro, meno del 30% di coloro che erano disoccupati nel 2010, infatti, hanno trovato lavoro nel 2011.

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Agricoltura, una buona arma per sconfiggere la disoccupazione

C’è un settore nel nostro paese che fa ben sperare ed è quello dell’agricoltura. Sono infatti cresciuta del 40% le immatricolazioni nelle facoltà di Agraria, contro il calo del 12% delle iscrizioni universitarie in generale. Questo non vuol dire che buona parte degli italiani si sia armato di zappa e rastrello, dimostra però chiaramente che a fronte di un calo del 2,3% dell’occupazione giovanile rispetto all’anno scorso, quella in agricoltura rimane praticamente invariata: -0,1% a livello nazionale. E nel nord del Paese registra addirittura una crescita del +5,6%. Come dopo ogni grande crisi economica quello agricolo si rivela essere ancora una volta un settore capace di garantire un futuro.

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Lavoro al sud, accordo tra Ministero e Regioni: “Sfruttare risorse europee”

Accordo raggiunto e protocollo d’intesa firmato. Per rilanciare l’occupazione nelle regioni del sud Italia, tra Ministero del lavoro e Regioni del Meridione è stato finalmente raggiunto un punto d’incontro. L’intesa firmata dal Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Enrico Giovannini, dagli assessori al lavoro di Calabria, Campania, Puglia e Sicilia e dal presidente di Italia Lavoro, Paolo Reboani, mira ad impiegare in modo coordinato, e nel rispetto delle specificità regionali, tutti gli strumenti messi a disposizione  per combattere disoccupazione e promuovere autoimprenditorialità. In questa parte di territorio italiano, accantonato troppe volte dalle istituzioni locali e nazionali è stato finalmente raggiunto protocollo d’intesa, frutto della proposta avanzata dalle quattro Regioni al ministro. In un contesto del genere, come non fare attenzione al mondo giovanile, supportandoli nella transizione dal mondo della scuola e dell’università per inserirsi nel mercato del lavoro. In questa ‘occasione’ saranno semplificati e valorizzati gli strumenti che già esistono, dall’apprendistato, al tirocinio in azienda, dalla promozione di nuove start-up di imprese giovanili, all’autoimpiego e l’autoimprenditorialità, ma anche all’inserimento e al reinserimento lavorativo, l’alternanza scuola-lavoro, l’orientamento e il Placement.

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Battaglia di Natale, allevatori e coltivatori mostrano “l’inventario del falso”

E’ continuata anche oggi la protesta degli allevatori e coltivatori cominciata il 4 dicembre. Circa 10.000 agricoltori hanno invaso il Brennero per difendere i prodotti alimentari italiani. Questo perchè con la crisi sono state già chiuse in Italia 140mila stalle ed aziende, soprattutto a causa della concorrenza sleale dei prodotti importati dall’estero, per la maggior parte di scarsa qualità che in una fase successiva vengono poi spacciati per “made in Italy”. La Coldiretti sulla base dei dati Unioncamere del 2013 comparati con quelli dell’inizio della crisi, cioè nel 2007, ha deciso di mobilitarsi lanciato appunto quello che poi è avvenuto il 4 dicembre: “La battaglia di Natale: scegli l’Italia”. Un protesta nata per difendere l’economia e il lavoro delle campagne dalle importazioni di bassa qualità che varcano le frontiere per essere spacciate poi come italiane, e che hanno avuto conseguenze gravissime. L’obiettivo sara proprio quello di svelare ciò che è sempre stato coperto, ovvero il “falso Made in Italy alimentare”.

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Sardegna, arrivano i sussidi per 4mila disoccupati

Arrivano i “sussidi una tantum” contro crisi e disoccupazione. La regione Sardegna ha stanziato 16 milioni di euro per cercare di risollevare le sorti di migliaia di persone. Sono circa 4.000 i sussidi messi a disposizione: 1600 per gli edili, 2200 per gli altri lavoratori. Il contributo è pari a 700 euro al mese per sei mesi, ed ogni beneficiario sarà impegnato in servizi di pubblica utilità secondo i programmi predisposti dalle varie amministrazioni comunali. E a ognuno sarà chiesto di prestare un servizio di venti ore settimanali per un totale di 80 ore mensili. Per poter beneficiare di tale contributo bisogna innanzitutto essere residente in Sardegna, e che per almeno tre mesi, anche non continuativi, a partire dal 14 maggio 2009 abbiano lavorato nell’isola con contratto a tempo indeterminato, a tempo determinato oppure atipico.

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Indesit: ok all’accordo, niente licenziamenti per 5 anni

Buone notizie per i 1.400 dipendenti della Indesit, che fino a prima “dell’ipotesi di accordo” firmato nella tarda serata dello scorso 3 dicembre, rischiavano di perdere il posto di lavoro. Lo storico marchio che produce elettrodomestici ha riorganizzato il suo asset e ritirata la procedura di licenziamento per circa 1.400 lavoratori e la redistribuzione delle produzioni fra Italia, Polonia e Turchia. E’ una nota della Fim-Cisl diffusa al termine degli incontri al ministero dello Sviluppo economico a confermare quanto appena detto, ma dagli stessi sindacati (Fiom-Cgil) nessuna sottoscrizione d’intesa. Questo perchè, da quello che è stato scritto nel comunicato: “L’accordo siglato oggi, non solo determina il superamento della procedura di licenziamento collettivo per 1.400 dipendenti avviata dalla Indesit, ma impegna l’azienda alla stabilità occupazionale per cinque anni, fino alla fine del 2018”.

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Fondi pensione: dagli aperti ai chiusi, ecco come funzionano

 <span style="font-family: verdana, geneva, sans-serif"><span style="font-size: 14px"><span style="color: rgb(0,0,0)"><img style="display: none" class=" alignleft size-full wp-image-3876" alt="" src="https://www.biancolavoro.it/wp-content/uploads/2013/11/pensionati.jpg" style="margin: 3px; width: 160px; float: left; height: 105px" width="800" height="527" />Recentemente abbiamo introdotto il concetto di “<strong>fondo pensione</strong>”, indicando come questo secondo pilastro stia diventando un perno fondamentale per la buona riuscita della costruzione di un proprio piano di previdenza, che possa ridurre o azzerare il gap stimato tra i redditi conseguiti dal lavoratore, e quelli che otterrà una volta cessata l’attività lavorativa.</span></span></span>

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Fondi pensione: renderli obbligatori è una buona scelta?

Rendere i fondi pensione integrativi uno strumento obbligatorio, magari accompagnato dall’abbattimento fiscale sulla loro contribuzione, potrebbe essere la soluzione più idonea per permettere ai giovani di ridurre il gap previdenziale in fase di continuo allargamento. Ad esserne convinto è il leader della Cgil, Raffaele Bonanni, secondo cui “se si vuole andare incontro ai giovani diventa obbligatoria o semi-obbligatoria la previdenza integrativa”.

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Mercatini di Natale: niente crisi, previsti oltre 11 milioni di visitatori

Il mese del Natale è appena cominciato e con lui anche migliaia di mercatini sparsi per tutta la penisola. Alla faccia della crisi, verrebbe da dire. Infatti, stando ad uno studio condotto dalla società di consulenza turistica ‘Jfc’, quest’anno saranno circa 11 milioni e 760mila gli italiani che frequenteranno i mercatini di Natale. Più di 16 milioni, se si pensa che buona parte di essi ne visiterà più di uno. Saranno i turisti a rappresentare il vero traffico prefestivo, si tratta di persone che almeno per una notte soggiorneranno nella località  o nell’area limitrofa; il 78,8% è rappresentato da “escursionisti”, vale a dire da coloro che alloggiano per vacanza nelle località limitrofe e che decidono di passare qualche ora al mercatino di Natale; infine, solo il 6,5% è dato dai residenti.

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Sharing economy: che cos’è e a cosa serve

Che cos’è la sharing economy ? Siete pronti a condividere i vostri beni e ad entrare con successo nell’economia collaborativa? Sì, se fate parte di quel 59% di persone che nei dati raccolti da Duepuntozero (Doxa) hanno detto di conoscere il fenomeno o almeno di averlo sentito nominare. Secondo altri dati, questa volta ricavati dallo studio denominato The people who share, in Italia, per ora, solo il 13% della popolazione utilizza un tipo di economia “partecipata” ed un altro 10% dice di esserne interessato. Al contrario degli americani, visto che il 52% della popolazione ha detto di aver affittato o prestato i propri beni negli ultimi due anni. E del 64% degli  inglesi, ovvero 32,5 milioni di persone. Più in generale l’economia collaborativa pare aver mercato in continua crescita sia negli USA che in Inghilterra, un mercato che raggiunge l’1,3% del Pil e che da recenti studi è stato stimato che possa crescere del 15% entro i prossimi 5 anni.

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Il reddito della felicità? 26mila euro l’anno

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Che prezzo ha la felicità? Secondo uno studio condotto da due economisti italiani, Eugenio Proto della Warwick University in Gran Bretagna e Aldo Rustichini della University of Minnesota negli Stati Uniti, 26 mila euro l’anno sarebbe la cifra della “felicità”. Dalla loro analisi, pubblicata dalla stampa inglese si evince che chi ha un prodotto interno lordo pro capite più basso non è abbastanza felice, fino a qui nulla di nuovo. Ma la novità sta nel fatto che, sempre secondo la ricerca, chi ne ha uno più alto nemmeno vive bene. Questo perchè comincia ad avere aspirazioni di una casa sempre più bella, di un tenore di vita sempre migliore, di fare acquisti sempre più costosi ed in maniera frequente sviluppando di conseguenza un livello di ansia e di stress molto alto.

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La battaglia di Natale per il Made in Italy. Il 4 dicembre saranno in 10.000

“La battaglia di Natale”. Allevatori e coltivatori in rivolta che presidieranno il valico del Brennero nell’ambito della mobilitazione prevista per mercoledì 4 dicembre dalle ore 9,00. Saranno circa diecimila gli addetti del settore a sventolare le bandiere della ‘Coldiretti’, provenienti da tutte le Regioni d’Italia anche con i loro trattori. Faranno sentire le loro voci per difendere l’economia e il lavoro dalle importazioni di bassa qualità che varcano le frontiere per essere spacciate come italiane. Una protesta tutta tricolore quindi che è stata intitolata appunto: “La battaglia di Natale: scegli l’Italia”.

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Più lavoro e meno tasse, i desideri degli italiani a Natale

Cosa cercano gli italiani sotto l’albero? Secondo un recente sondaggio Confesercenti-Swg, il 56% dei nostri connazionali preferirebbe per il Paese una maggiore creazione di occupazione, mentre il 27% vorrebbe una riduzione del fisco, indispensabile per poter utilizzare al meglio le proprie risorse. Per ultrasessantenni e pensionati invece, il desiderio sembra essere la detassazione delle tredicesime. Insomma, bambini a parte, da quest’anno gli italiani si rivolgono a Babbo Natale completamente per il lavoro. Sempre secondo il sondaggio solo 2 italiani su 10 pensano che questo Natale sarà migliore dello scorso anno. I risultati mostrano chiaramente una situazione difficile, ma che sottolinea Confesercenti, non cede al pessimismo, anzi la speranza sembra predominare anche se è sicuramente più forte fra gli ultracinquantenni che fra i giovani, mentre la sensazione di difficoltà è più acuta fra i quarantenni. Una cosa è certa, questo sarà il natale dei regali utili. In questo clima di incertezze c’è chi crede nel rilancio del paese, e ad esserne convinta è la parte più giovane della popolazione, che passa dal 4 al 7% del totale.

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Cassa integrazione e mobilità in deroga, novità in arrivo

In base alla bozza di decreto Lavoro-Economia sulla Cassa integrazione e mobilità in deroga, il 2014 sarà l’anno della concessione degli ammortizzatori in deroga, ma contemporaneamente sarà confermato l’esaurimento dello strumento a fine 2016. Per la cassa integrazione sarà quindi imposto un tetto di otto mesi per il 2014, importo che andrà a calare a ‘sei mesi’ nei due anni successivi. Nello specifico quindi, la cassa integrazione in deroga nel 2014, potrà essere concessa solo ai lavoratori operai impiegati e quadri con almeno 12 mesi di anzianità per un periodo lavorativo non superiore agli 8 mesi nell’arco di un anno. Ma dal 1 gennaio 2015 e fino al 31 dicembre 2016 il sussidio potrà essere concesso fino a 6 mesi nell’arco di un anno e a 12 mesi nell’arco di un biennio mobile. Per quanto riguarda invece le imprese che godono già di cassa straordinaria ed ordinaria,potrà essere concessa la deroga per il 2014 con un tetto di 8 mesi ma per il 2015 e il 2016 per 5 mesi nell’arco di un anno e per 11 mesi nel biennio mobile. Novità anche per quanto riguarda la mobilità. Sempre per il 2014 infatti, secondo la bozza del decreto, la mobilità in deroga potrà essere concessa per un massimo di 7 mesi, ma saranno 10 al Sud, per chi ha beneficiato di meno di 3 anni del sussidio e per un massimo di 5 mesi, 8 al Sud, per chi ha già usufruito del sussidio per tre anni o più.

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Detenuti trattati come aziende. Fiera milanese accoglie 4 progetti di lavoro

Al Matching 2013 che si è concluso il 27 novembre a Milano c’è stato spazio anche per  tanti detenuti, che dopo aver scontato la pena, tentano di reinserirsi nella vita della società. La fiera è stata organizzata dalla CdO, ed ha ospitato quattro progetti di lavoro provenienti dai penitenziari lombardi. Aprire le porte del carcere al lavoro non è solo un’occasione importante per i detenuti, ma rappresenta anche un buon business per i datori di lavoro, e non solo per i notevoli sgravi fiscali. Con uno stand che ha ospitato quattro realtà di questo settore, le associazioni presenti erano tutte legate ad Articoloventisette, nota Agenzia che promuove il lavoro nei penitenziari lombardi. Per l’occasione sono accorse numerose persone, tra cui molti imprenditori.

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