Chi sono i lavoratori più felici del mondo?

Tra i più appagati, gli informatici ed i personal trainer; ma per essere veramente felici, bisogna riconoscere il bello di quello che si fa

L’idea che il lavoro sia un sacrificio da compiere quotidianamente per assicurarsi la sopravvivenza è forse destinata a tramontare. Con buona pace di quanti, ancora oggi, sono costretti a svolgere lavori sottodemansionati e sottopagati (ai quali va la nostra completa solidarietà e l’augurio di trovare un impiego più rispondente alle loro qualifiche e necessità), la platea dei professionisti che si dicono soddisfatti di quello che fanno si è, per fortuna, ingrossata. A certificarlo un recente sondaggio realizzato dal sito Resume.io, che ha intervistato lavoratori operanti in 20 settori diversi, per rintracciare le professionalità più appagate e gratificate. Chi sono i lavoratori più felici del mondo? E perché si definiscono tali? Proviamo a scoprirlo insieme.


I 10 lavoratori più felici del mondo

lavoratori felici

Che le imprese destinino sempre più attenzione al benessere dei loro dipendenti è innegabile, ma a conti fatti, quanti lavoratori possono definirsi veramente felici e perché? Sono i quesiti a cui ha cercato di rispondere il sito Resume.io, che ha realizzato un sondaggio tra 3.500 professionisti – di nazionalità diverse – impegnati in ambiti lavorativi di ogni tipo. L’istantanea scattata dal sito americano ha messo a fuoco degli elementi interessanti, che aiutano a sbugiardare alcuni luoghi comuni. Stando a quanto attestato dai sondaggisti, infatti, i lavoratori più felici del mondo sarebbero gli informatici, seguiti dai contabili e dai personal trainer. Per essere più precisi, a definirsi felici di quello che fanno sono stati:

  • l’87% degli sviluppatori di software intervistati;
  • l’83% dei contabili;
  • il 79% dei personal trainer;
  • il 72% degli ingegneri;
  • il 66% degli psicologi;
  • il 61% dei commercialisti;
  • il 54% degli insegnanti;
  • il 51% degli infermieri;
  • il 49% degli architetti;
  • il 47% dei giardinieri.

Per più di 8 contabili su 10, verificare la situazione fiscale dei loro clienti rappresenta dunque un piacere e più di 6 commercialisti su 10 compilano dichiarazioni e redigono bilanci con reale trasporto. E se risulta più facile comprendere l’appagamento di un personal trainer che si compiace dei risultati centrati sul fisico dei suoi assistiti, meno prevedibile è invece la risposta dei 5 infermieri su 10 che, nonostante la fatica ed il dolore con cui devono fare i conti ogni giorno, si dicono felici di quello che fanno.

I benefit che rendono i lavoratori felici

Ma entriamo ancora di più nel vivo della questione. Quali sono i benefit aziendali che concorrono a rendere questi lavoratori felici?

  1. La possibilità di lavorare da casa;
  2. La possibilità di usufruire di sconti, bonus e regalie varie;
  3. La possibilità di partecipare gratuitamente ad eventi sociali;
  4. La possibilità di usufruire di buoni pasto o di frequentare gratuitamente corsi di formazione e di aggiornamento;
  5. La possibilità di pensare al piano pensionistico.

Sono risposte che aiutano a capire quanto le modalità di lavoro stiano cambiando e quanto i professionisti del XXI secolo siano più propensi a godere di benefit ed agevolazioni in tempo reale che ad investire sul futuro.

Quanto alle ragioni che, in generale, li spingono a definirsi lavoratori felici:

  • il 90% del campione intervistato ha parlato della fortuna di avere un bravo capo;
  • l’89% ha indicato la possibilità di essere il boss di se stesso;
  • l’84% ha messo in rilievo la comodità di lavorare con orari flessibili;
  • l’88% ha parlato dell’opportunità di fare carriera e di crescere professionalmente;
  • il 76% ha segnalato la ricezione di feedback costruttivi;
  • il 71% ha dichiarato che a renderlo felice è la percezione di fare qualcosa di significativo ed importante;
  • il 49% ha ammesso che a farlo gongolare è lo stipendio.

Tanto quanto basta a far capire che, nella maggior parte dei casi, la soddisfazione professionale deriva più dall’interazione positiva con gli altri che dal mero guadagno economico, che comunque – inutile nasconderlo – può incidere parecchio sulla felicità (o serenità mentale) dei lavoratori.

Lavoratori più felici: quanto contano l’ambiente ed i colleghi

E non finisce qui: lo studio condotto da Resume.io ha tentato di andare più a fondo per capire quanto l’ambiente di lavoro ed i colleghi possano determinare la felicità delle persone. Ecco cosa hanno risposto gli intervistati:

  1. I lavoratori più felici del mondo hanno dichiarato di apprezzare massimamente la pulizia e l’igiene del loro ufficio (è la risposta fornita dal 90% del campione che – lo ricordiamo – è stato interpellato in tempi di pandemia).
  2. Al secondo posto è stata, invece, segnalata l’alta qualità dell’attrezzatura e delle strumentazioni messe a loro disposizione (a partire dalle poltrone comode).
  3. Sul gradino più basso del podio troviamo l’aria condizionata che, specie nelle giornate più torride, può incidere sulla felicità dei lavoratori.
  4. Al quarto posto si posizionano le attività ricreative che aiutano a riprendere fiato tra una consegna e l’altra (i lavoratori più felici del mondo amano ricaricarsi nelle salette tv o negli ambienti comuni dotati di tavoli da ping pong e di calcio balilla).
  5. Al quinto posto ci sono, infine, gli arredi interni e gli esterni dell’azienda che, stando a quanto attestato dal sondaggio, può incidere sull’umore dei dipendenti.

Più composito, infine, il mosaico che riguarda il rapporto coi colleghi:

  • il 98% degli intervistati ha dichiarato che avere uno o più amici al lavoro aiuta a stare meglio e ad essere più felici;
  • il 79% del campione ha spiegato che quando riesce ad aiutare un collega si sente felice:
  • il 61% ha detto di sentirsi bene quando ha la possibilità di socializzare coi vicini di scrivania:

ma attenzione:

  • un non trascurabile 38% dei professionisti interpellati ha candidamente ammesso che preferisce prendersi una pausa dai colleghi lavorando da casa;
  • un altrettanto significativo 40% ha confessato che a farlo stare bene sono i cinque (o più) minuti che si concede quando spettegola dei colleghi che non gli stanno a genio.

I lavoratori più felici del mondo sono quelli consapevoli di esserlo

Fin qui i dati che descrivono una tendenza di cui è bene tenere conto, ma ricordiamoci che, per quanto le statistiche possano seguire metodologie precise, non riusciranno mai a restituirci un quadro esaustivo della realtà. Quando parliamo di persone che lavorano ci imbattiamo, infatti, in una platea talmente vasta e variegata che sperare di ingabbiarla in rigide classificazioni risulta quasi puerile.

Se molti sviluppattori di software si compiacciono di quello che fanno, molti altri, infatti, svolgono malvolentieri le loro mansioni. Ed il discorso può essere esteso – a nostro giudizio – a qualsiasi categoria professionale. E allora? Parlare e scrivere dei lavoratori più felici del mondo è un esercizio insensato? Non proprio. I dati emersi dal sondaggio indicano delle traiettorie a cui ciascuno di noi può liberamente riferirsi. Facciamo l’esempio di un insegnante italiano che, come è noto, non percepisce uno stipendio da capogiro né gode di benefit aziendali particolarmente rilevanti.

Leggere che tra le risposte fornite dagli intervistati, ci sono la percezione di fare qualcosa di significativo per gli altri e l’opportunità di fruire di attrezzature all’avanguardia, potrebbe fargli rivalutare la sua posizione. E spronarlo a realizzare che, nonostante le difficoltà quotidiane, il suo tasso di felicità e di appagamento al lavoro non è poi così basso. Gli studi condotti su scala globale possono aiutarci a scrutare la nostra specifica situazione sotto una lente più ampia, portandoci ad apprezzare aspetti che, per varie ragioni, abbiamo spesso sottostimato.

Qualunque sia il senso che diamo alla felicità, ricordiamoci che riuscire ad aiutare gli altri, lavorare in un ambiente sano e stimolante e soddisfare le richieste di un capo esigente, che ci costringe a non allentare mai la morsa, potrebbero essere fattori che – nel breve o nel lungo periodo – concorreranno a renderci lavoratori appagati e soddisfatti. A patto che riusciremo a riconoscere e valorizzare quanto di bello c’è in quello che facciamo. Perché i lavoratori più felici del mondo sono, in definitiva, quelli consapevoli di esserlo.

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