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Disinfestazione in Italia: un comparto in crescita


Una volta in Lombardia li chiamavano i “ciaparat” o, più poeticamente i discendenti del Pifferaio Magico, mitico personaggio della celebre fiaba dei fratelli Grimm, che si ispira ad una leggenda tedesca del XIII secolo, ambientata nella città di Hamelin, in Bassa Sassonia. In realtà i disinfestatori sono una categoria di professionisti e, conseguentemente, di aziende che, negli ultimi 20/25 anni, sono state protagoniste di una decisa crescita a livello numerico e qualitativo per quanto concerne i servizi offerti.

Disinfestazione: un settore in crescita

disinfestazione

Il settore oggi in Italia conta circa 1.200 imprese (in maggioranza medio-piccole) e oltre 8.000 addetti: la metà di queste aziende fanno parte delle due associazioni di categoria presenti sul territorio nazionale, la storica ANID (attiva da oltre 20 anni con 450 imprese) e la giovane AIDPI (costituita qualche anno fa con 160 imprese): i compiti di queste organizzazioni sono ovviamente quello di rappresentanza e tutela del settore nei confronti delle Istituzioni Pubbliche e degli Enti Privati, con un occhio sempre attento all’informazione sulle leggi comunitarie, nazionali e regionali che regolano il settore e alla formazione, contesti fondamentali per offrire servizi di qualità, nel rispetto delle norme vigenti.

I principali aspetti che hanno favorito lo sviluppo del settore vanno ricercati in più direzioni: innanzitutto la forte presenza delle zanzare, un’emergenza in crescita negli ultimi anni, da quando alla zanzara comune (Cules Pipiens) si sono affiancate altre specie fra cui l’arcinota zanzara tigre (Aedes Albopictus) e quella coreana (Aedes Koreicus), giunta in Italia nel 2011. Ovviamente queste immissioni di nuovi insetti, le cui punture sono fra l’altro molto più fastidiose di quelle con cui conviviamo da sempre, ha significato un incremento degli interventi da parte delle aziende specializzate sia in ambito privato, che in quello pubblico. A conferma di ciò, poi, sta anche la crescente consapevolezza che queste zanzare possono essere vettori di infezioni virali quali: Dengue, Febbre Gialla, Zika e Chikungunya, virus, quest’ultimo, di cui si sono verificate epidemie di dimensioni considerevoli nel 2017 con circa 500 casi concentrati nel Lazio e in Calabria e nel 2007 con circa 250 infettati in provincia di Ravenna.

Disinfestazione e imprese del settore food

L’altro aspetto che ha lanciato il comparto della disinfestazione italiana è certamente il rapporto con le imprese del settore food: in questo ambito lo spartiacque che ha dato il via allo sviluppo è stato certamente il sistema HACCP (Analisi dei Rischi e dei Punti Critici di Controllo), che regola la sicurezza alimentare e si basa sulla prevenzione di contaminazioni dovute ad agenti biologici, chimici, fisici e radiologici. Tale protocollo, importato dagli Stati Uniti, è attivo dagli anni ’90 in alcuni Paesi Europei e in Italia dal 1  gennaio 2006: l’obbligatorietà dell’adozione di tale sistema ha significato per il settore della disinfestazione italiana un incremento sostanziale di attività con percorsi di prevenzione, monitoraggio ed interventi sistematici in questo settore, uniti a processi di formazione continua per poter intervenire in questi contesti in maniera efficace.

Le normative di riferimento

I problemi principali che riguardano la disinfestazione italiana sono diversi e complessi: in primo luogo manca una definizione precisa a livello normativo della professione del disinfestatore, con una conseguenza abbastanza logica, ovvero che molte imprese di pulizie, a fronte delle richieste del mercato, propongono attività di questo tipo con l’utilizzo di prodotti tossici, senza un’adeguata formazione o peggio che le attività di disinfestazione vengono effettuate direttamente dai privati cittadini, che, ad oggi, possono acquistare anche biocidi (nel caso della derattizzazione) e adulticidi (per la lotta alle zanzare) con l’unica differenza di una concentrazione più bassa del principio attivo rispetto ai professionisti del settore. Questi aspetti fanno emergere con forza un aspetto basilare: la disinfestazione professionale non è unicamente l’intervento con prodotti per eliminare un animale molesto, ma un processo complesso che, prima della somministrazione dei prodotti stessi, implica la conoscenza scientifica dell’infestante, accurate ispezioni degli ambienti, azioni di monitoraggio e una consulenza al cliente (sia esso privato o impresa), al fine di creare le condizioni perché l’infestazione non si ripeta in futuro.

Gli ambiti interessati dalle disinfestazioni

Gli ambiti maggiormente interessati dalle disinfestazioni sono:

  • la lotta agli insetti volanti (zanzare, mosche),
  • la gestione di infestazioni da topi e ratti,
  • il controllo dei volatili,
  • i parassiti nell’industria alimentare,
  • la difesa da tarli e termiti.

Nei contesti operativi è di grande attualità il concetto di sostenibilità, a seguito di norme a livello comunitario e nazionale, che si traducono in ordinanze regionali e comunali, che puntano alla limitazione dell’utilizzo di sostanze chimiche a tutela dell’ambiente, delle persone e di animali cosiddetti “non bersaglio”. Questa tendenza, condivisibile nei principi, di fatto orienta il disinfestatore su una riduzione progressiva delle sostanze chimiche autorizzate, verso attività di monitoraggio, controllo e ispezione tramite soluzioni meccaniche, naturali, repellenti e biologiche. L’utilizzo di sostanze chimiche, in quest’ottica, va mirato e ragionato, anche in relazione alla conoscenza dell’infestante e all’esperienza del disinfestatore, un aspetto quest’ultimo cruciale per ottenere risultati anche in processi operativi rispettosi dell’ambiente.

Disinfestazione: le opportunità di lavoro

Oggi questo settore può offrire ampi spazi di occupazione in imprese già avviate e anche l’opportunità di fare impresa ex novo. L’iter richiede l’iscrizione alla Camera di Commercio di riferimento e di avere all’interno dello staff due figure chiave obbligatorie:

  • il direttore tecnico (con i requisiti richiesti per legge);
  • un Responsabile Tecnico con Diploma di Scuola Media Superiore o di Laurea in materie di competenza (biologia, chimica, scienze naturali, agraria, etc.) o con una documentata esperienza almeno triennale in aziende del settore.

Fondamentale è la formazione (conoscenza delle infestanti, delle normative, delle tecniche operative, dei prodotti e delle limitazioni sull’utilizzo, delle leggi in materia ecc..), sulla quale le due già citate associazioni di categoria propongono un programma valido e dettagliato.

L’avvento dell’emergenza Covid ha interessato anche il settore della disinfestazione, ma non in maniera così pesante come altri comparti economici: le aziende in possesso dell’iscrizione alle Camere di Commercio per servizio di disinfezione (oltre a quelli di disinfestazione e derattizzazione) hanno avuto possibilità di incrementare il lavoro o comunque di non subire, grazie a queste nuove commesse collegate all’emergenza, contraccolpi su eventuali diminuzioni di lavoro. Le più penalizzate sono state, invece, quelle che annoverano fra i propri clienti ristoranti, alberghi, campeggi, categorie più colpite dalla pandemia, per le quali i servizi non sono stati interrotti, ma resi più complessi a seguito delle contrazioni di tali settori.

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