Food designer: cosa fa, come diventarlo e quanto guadagna

Chi è un food designer e cosa fa: percorso di studi, opportunità lavorative, carriera e stipendio (dipendente e libero professionista).

Il nuovo modo di far comunicazione oggi ha aperto la strada a figure professionali in passato mai esistite: è questo il caso del food designer, un appassionato di cibo e cucina che mette la propria professionalità di designer al servizio di chi opera nel settore culinario ed enogastronomico. Ma esattamente cosa fa un food designer? Quanto guadagna? Servono degli studi precisi per diventarlo? Vediamolo insieme.


Cos’è un food designer e cosa fa

Benvenuto nell’era della comunicazione 2.0: dove il cibo è diventato protagonista indiscusso e i piatti prelibati non devono solo essere buoni da mangiare ma anche belli da vedere. Su Instagram e Facebook fioccano le videoricette, i blog e blogger di cucina studiano i minimi dettagli di un piatto prima di postare una foto dello stesso sui social e persino ristoranti, pub e pizzerie hanno capito che il modo migliore per attirare clienti è quello di “sedurli” con immagini e post accattivanti.

Food designer

In questo mondo affascinante e fatto di piccoli particolari e cura dei dettagli prende forma e si afferma sempre di più la figura del food designer, un esperto di stile che applica le sue conoscenze alla rappresentazione del cibo.

Ma cosa fa concretamente un food designer? Di cosa si occupa? E quali sono le sue mansioni e responsabilità? Ebbene, un food designer non è altro che un designer del cibo: il suo compito è quello di far apparire il cibo il più perfetto possibile, posizionarlo e sistemarlo (anche a livello di colori) per i fotografi che poi si occuperanno di raffigurarlo.

Un food designer collabora sia con i fotografi che con i direttori artistici, e si coordina con loro per la realizzazione di scatti che poi verranno utilizzati soprattutto a scopo pubblicitario, ma non solo. Alcuni food designer, a seconda dei casi e degli accordi con il cliente, a volte si occupano anche di cucinare e preparare il cibo che andranno poi a raffigurare.

food designer

L’ambito di azione di un food designer, oggi come oggi, è davvero vasto: dai libri di cucina ai siti e blog del settore, ma anche film, programmi televisivi, spot pubblicitari, riviste e magazine, foto promozionali per i social e tanto altro ancora. Questa figura è più ricercata e richiesta di quanto molti possano immaginare.

Come si diventa food designer?

Generalmente chi aspira a diventare un food designer segue degli studi di tipo artistico/tecnico. Un diploma in belle arti o magari in grafica e la prosecuzione degli studi di design, fotografia e arte completano poi la formazione. Avendo inoltre a che fare con il cibo e tutte le sue peculiarità, in fine, è consigliato l’approfondimento di materie come scienze alimentari e la frequentazione di corsi di cucina finalizzati alla conoscenza a 360° del cibo.

Vi sono scuole professionali (pubbliche e private) che offrono ottimi corsi al riguardo, ma anche gli Istituti superiori si stano aprendo a questo settore. Non esiste, ad oggi, un corso di laurea in food design, tuttavia vi sono Università in Italia e all’estero che permettono di approfondire la materia e di specializzarsi nel settore.

Se sei interessato a diventare food designer, dunque, è sicuramente importante che tu conosca il cibo e le sue proprietà, nonché le tendenze alimentari del momento, ma non solo. Da un punto di vista tecnico devi approfondire tutto quello che compete la grafica e la composizione stilistica, conoscere i programmi che ti permetteranno poi di lavorare e avere una buona infarinatura teorica per quanto concerne composizione, colore e rappresentazione scenica.

Dai corsi online a quelli organizzati dalle associazioni locali fino alle Università, la scelta a tua disposizione è ampia, devi solo decidere da dove iniziare.

Ricordati, in fine, che in questo settore è molto importante l’aggiornamento. Conoscere le mode del momento ti permetterà di anticipare le tendenze e stare al passo con i tempi, per non parlare del fatto che tenerti a contatto con chi opera nel settore potrà – di fatto – aprirti nuove porte e magari farti conoscere la persona che ti offrirà o ti permetterà di ottenere il tuo prossimo lavoro.

Quali sono le opportunità lavorative per un food designer

Fare il food designer può davvero considerarsi un lavoro a tempo pieno? Ebbene, la risposta a questa domanda è: assolutamente sì. Certo all’inizio probabilmente dovrai accontentarti di piccoli progetti, magari per farti conoscere o per iniziare a creare il tuo giro di clienti ma, una volta che il tuo tocco diventerà riconoscibile e apprezzato, la voce si potrebbe spargere in men che non si dica, e da lì in poi sarà tutto un susseguirsi di occasioni.

Non sto dicendo che sarà tutto rose e fiori, ma ti sto semplicemente spiegando che se ti sai spendere bene le opportunità lavorative non mancheranno. Dei food designer hanno bisogno chef e ristoratori, agenzie pubblicitarie, fotografi, redattori e, in generale, chi opera nel mondo enogastronomico o, semplicemente, chi ai professionisti di questo settore si rivolge.

food designer

Tra i potenziali clienti/datori di lavoro di un food designer, quindi, ci saranno proprietari di locali stellati e alberghi di lusso. Un food designer infatti può essere chiamato a lavorare all’interno di queste realtà per dare uno stile ai piatti del menù, ma gli si può affidare anche la cura delle locandine (cartacee e digitali), delle immagini del sito web o di materiale promozionale in generale.

Chi si occupa di pubblicità, e quindi agenzie e non solo, può affidarsi ad un food designer per la cura di campagne pubblicitarie sui social o per la tv, oppure ancora per la stampa di opuscoli, locandine e tutto quello che concerne la pubblicità stampata.

A proposito di stampa, in fine, gli editori del settore enogastronomico non possono fare a meno di un food designer oggi. Senza foto incredibili di cibo, infatti, i libri di cucina o le riviste del settore non avrebbero modo di esistere. Per questo motivo redattori e fotografi lavorano a stretto contatto con i food designer. Tra gli editori, ovviamente, rientrano anche i blog e i siti di cucina, oggi sempre più consultati e ricercati dagli utenti. Ad alti livelli di qualità deve infatti coesistere un piano editoriale ben curato, ed è quei che figure specializzate come quella del food designer entrano in gioco.

Food designer: lavoro e carriera

Se vuoi lavorare come food designer devi sapere che ci sono opportunità nel settore sia come libero professionista che come dipendente. In quest’ultimo caso, quando si parla di grandi realtà, potresti essere assunto da un editore o da un’agenzia, ma è molto più probabile che – per occasioni e possibilità – i primi progetti saranno delle collaborazioni.

Come freelance, dunque, è molto importante che tu ti sappia “vendere”: prima di fare pubblicità per gli altri sono i tuoi lavori che devi promuovere. A tal proposito, proprio per dimostrare cosa sai fare, può tornarti utile un portfolio. Non basta un buon curriculum vitae per presentarsi ai potenziali clienti. Trattandosi di un lavoro creativo, infatti, è fondamentale che tu riesca fin da subito a trasmettere le tue doti, il modo in cui comunichi e il tuo stile.

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Se non hai esperienza e sei alle prime armi, non demordere. Potresti puntare su un curriculum vitae online, uno spazio sul web (magari un blog personale) dove carichi i tuoi progetti e fai vedere come lavori. Ci sono piattaforme che ti permetteranno di creare tutto in meno di mezza giornata. Cura l’aspetto, scegli accuratamente cosa mostrare e come ma, cosa più importante, ricordati di mantenere il tuo spazio online sempre aggiornato. È dimostrato infatti che la maggior parte dei datori di lavoro cercano informazioni online sui candidati che rispondono agli annunci prima di affidare un incarico. L’immagine “virtuale” di te, pertanto, sarà il tuo biglietto da visita.

Quanto guadagna un food designer?

Non vi è un contratto di riferimento per quanto riguarda la figura del food designer. A livello retributivo, infatti, i suoi guadagni possono variare.

Un discorso diverso va fatto a seconda che si parli di un food designer assunto come lavoratore dipendente o un food designer che lavora come libero professionista. Nel primo caso, infatti, sarà il contratto firmato e gli accordi presi con l’azienda a stabile il tipo di retribuzione. Ad influenzare in aumento o in diminuzione gli importi dello stipendio saranno: il tipo di inquadramento, il totale di ore lavorate, il livello riconosciuto e la qualifica. La retribuzione di un food designer in questi casi si avvicina a quella di un graphic designer. Una figura junior, pertanto, può arrivare a guadagnare dai 12.000 ai 15.000 euro l’anno, mentre la retribuzione può aumentare al crescere dell’esperienza, mantenendosi intorno ai 25.000/35.000 euro l’anno per i senior.

Uno stipendio di riferimento invece non esiste per i liberi professionisti. In quanto tali, infatti, sono loro a decidere la mole di lavoro da gestire. Gli incassi di un food designer freelance, quindi, varieranno a seconda del numero di clienti che ha e dai progetti che gli vengono affidati, ma anche in questo caso possono variare dai 15.000 ai 30.000 mila annuali (per i più affermati). Non essendo un lavoratore dipendente, di conseguenza, sarà lui a decidere (in accordo col cliente) quanto farsi pagare per ogni prestazione.

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