I settori professionali che nel 2020 assumeranno più personale

Le tendenze del mercato del lavoro tra il 2019 ed il 2023: il settore medico sanitario, così come quello giuridico, economico ed ingegneria assumeranno più personale

Il nuovo anno appena arrivato, porterà tante opportunità professionali in tutt’Italia. Si prevede una crescita occupazionale, soprattutto nel settore pubblico, ma anche in quello privato. Ecco i settori che nei prossimi mesi assumeranno più personale, sia tra laureati che diplomati.


Il mondo del lavoro

assenza per malattia

Il mercato del lavoro è sicuramente contorto e dominato da tante differenti dinamiche, che mutano nel corso del tempo. Il 2020 è già stato battezzato come l’anno delle nuove opportunità professionali, sia nel settore pubblico che in quello privato. Tuttavia, il futuro lavorativo italiano sarà caratterizzato dal possesso di competenze, in linea con i tempi e con i bisogni delle nuove società. Interessanti dati arrivano dal rapporto Unioncamere denominato: “Fabbisogni occupazionali e professionali in Italia a Medio termine (2019-2023)”. Si tratta di previsioni e scenari legati al mondo del lavoro, che tra le tante cose, sono molto utili anche per l’orientamento e la programmazione della formazione. Infatti, conoscendo i bisogni futuri delle aziende, sarà possibile formare le giuste figure professionali.

La crescita occupazionale nel corso dei prossimi anni

Nel corso dei prossimi anni, il tasso occupazionale è destinato a salire. Di fatti, come lo studio ha evidenziato, tra il 2019 ed il 2023, lo stock nazionale di occupati potrà incrementare in misura compresa tra le 352.000 e 535.000 unità, il tutto ad un tasso medio annuo che potrà oscillare tra lo 0,3% e lo 0,5%. Opportunità anche nel settore pubblico, che si trova a dover fronteggiare i tanti pensionamenti avutosi nel corso degli anni. Una buona notizia che rallegra sia l’economia del Paese, sia i tanti soggetti alla ricerca di un’occupazione.

I settori con la maggiore richiesta di occupazione tra i laureati

Non tutti i settori professionali avranno lo stesso peso e la stessa importanza nel corso dei prossimi anni. Tra il 2019 ed il 2023 i laureati e diplomati, andranno a rappresentare il 62% della generale richiesta di occupati nel mondo del lavoro. Serviranno soprattutto laureati in medicina e nel settore sanitario (171 mila – 176 mila unità), ma anche nel settore economico (152 mila- 162 mila unità), in ingegneria (127 mila-136 mila unità), in giurisprudenza (98 mila-103 mila unità). Dunque, il fabbisogno occupazionale resterà alto in questi settori, dove si prevede un numero di laureati inferiore alle reali esigenze del mercato lavorativo. Questo significa, che se non usciranno più laureati in tali discipline, probabilmente il loro reperimento sarà difficile o comunque non facile ed immediato.

Dall’altra parte, sarà complesso assorbire i laureati in settori come quello dell’istruzione e formazione, linguistico, letterario, psicologico, biologico e biotecnologico, superiori alle richieste occupazionali.

I diplomi più richiesti nel mondo del lavoro

Nel corso dei prossimi anni, così come il rapporto Unioncamere ha sottolineato, le aziende ricercheranno soprattutto diplomati in amministrazione, finanza e marketing, con un fabbisogno compreso tra le 279 mila e 302 mila unità, così come i diplomati nel settore industriale e dell’artigianato andranno letteralmente a ruba, con una richiesta compresa tra le 211 mila e 235 mila unità. In crescita anche il settore del turismo, con la ricerca di personale che potrà arrivare alle 82 mila unità. Tuttavia, saper scegliere il giusto indirizzo di studi, non solo in riferimento alla laurea ma anche al diploma, è molto importante nella ricerca di un posto di lavoro senza grosse difficoltà. Spesso, nella scelta dei corsi, i giovani sono spinti da preferenze personali, senza considerare le esigenze del mercato del lavoro e gli scenari occupazionali nel corso degli anni.

Spazio alla green economy, in continua evoluzione

L’ecosostenibilità, avrà nel corso degli anni, un peso decisivo nel caratterizzare il fabbisogno occupazionale. Viviamo in una società dove il rispetto dell’ambiente che ci circonda sta diventando di vitale importanza, in risposta ai tanti avvenimenti che hanno messo a repentaglio la salute dell’intero ecosistema. Tutto questo significa non solo il bisogno di nuove figure professionali che fino a poco tempo fa non esistevano, ma anche la necessità di professionisti con competenze digitali sempre più marcate e sviluppate, nel pieno rispetto dell’ambiente. Infatti la green economy, rappresenta una concreta occasione per rendere più sostenibile l’economia, preservando le risorse, creando nuovi posti di lavoro e profili professionali.

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